MotoGP | Andrea Iannone squalificato per diciotto mesi dalle competizioni

L’ultimo aggiornamento relativo al caso di doping riguardante Andrea Iannone risaliva al 4 febbraio, quando l’abruzzese, risultato nuovamente positivo alla controanalisi del campione B il 10 gennaio, si è presentato al CDI di Mies insieme al suo avvocato Antonio De Rensis per difendersi dalle accuse mosse di aver usato tali sostanze per migliorare le proprie prestazioni. Il giudizio è stato momentaneamente sospeso, fino a oggi.

Sono passati quasi tre mesi e oggi c’è stato un nuovo importante aggiornamento. La Corte Disciplinare Internazionale della FIM ha deciso di sospendere da qualsiasi attività motociclistica e dei campionati FIM il protagonista della vicenda, prolungando la precedente sospensione dalla data del 17 dicembre 2019 fino al 21 giugno 2021, per un totale di diciotto mesi.

Oltre questo, la Federazione ha deciso di squalificarlo dalle classifiche degli eventi del Gran Premio della Malesia e della Comunità Valenciana, in cui non aveva però raccolto punti a seguito di due ritiri. Nonostante il periodo di fermo forzato del #29 sia piuttosto lungo, il processo poteva avere esiti ben peggiori: la giuria ha concluso che l’assunzione di queste sostanze, seppur ci sia stata, è avvenuta in maniera involontaria dando ragione alla difesa sul punto della contaminazione alimentare, principale appiglio che Iannone e De Rensis hanno usato per giustificare i valori anomali dei campioni A e B raccolti.

La sentenza in questione potrà essere messa in discussione da un possibile ricorso da parte della WADA (l’Agenzia Mondiale Anti-Doping), della FIM o anche dello stesso Andrea Iannone.

Fonte immagine: motogp.com

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