Moto3 | GP Valencia 2020: prima vittoria dell’anno per Tony Arbolino, lotta iridata ancora aperta

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Con un bel recupero su Fernández, Arbolino si aggiudica la seconda gara al Ricardo Tormo. Terzo García, Arenas resiste al quarto posto. A Portimão saranno in tre a giocarsi il titolo.


A vincere la prima gara della giornata di Valencia è stato Tony Arbolino, che torna al successo dopo un digiuno che durava dal Gran Premio d’Olanda 2019. Grazie a un gran ritmo e a uno splendido recupero su Raúl Fernández, fino a quel momento dominatore della gara, il lombardo si è finalmente tolto il peso del primo successo stagionale. Un successo che rilancia con decisione le sue quotazioni iridate, ma che fa anche salire un po’ di rammarico sia per alcune occasioni perse durante l’anno, sia per la sua assenza ad Aragón 1.

Difatti, la battaglia per il titolo si deciderà a Portimão nel Gran Premio del Portogallo, e il campione del mondo uscirà tra i nomi di Arbolino, Ai Ogura o Albert Arenas. A mantenere la leadership del campionato è quest’ultimo, anche se con soli otto punti sul giapponese e 11 sull’italiano, ma il quarto posto odierno strappato con le unghie e con i denti prova tutta la voglia di combattere del #75.

A concludere il podio sono stati Sergio García e Raúl Fernández. Il pilota Estrella Galicia conquista così un altro secondo posto dopo quello del GP d’Europa, mentre l’alfiere di KTM Ajo mastica un po’ amaro, dopo aver condotto con gran ritmo quasi tutta la gara. Solo ottavo Ai Ogura, mentre escono dalla lotta iridata lo stesso Fernández, Jaume Masia (nono) e Celestino Vietti (caduto nelle prime fasi).

LA CRONACA

Splende il sole sul tracciato di Valencia, scongiurando qualsiasi rischio di pioggia. Tutti optano per le stesse soluzioni di pneumatici.

Alla partenza Binder non scatta benissimo e si ritrova subito nel panino delle due moto Ajo, con Toba a condurre per primo la prima curva davanti al sudafricano. Già alla Doohan Binder si riprende la testa ma questo avvantaggia Fernández, che dopo aver superato il compagno fa lo stesso con Binder alla Bernat Martínez. E’ quindi il #25 a comandare il primo giro, davanti a Binder, Toba, Arenas e Arbolino. Ogura e Vietti lottano ai margini della top ten, poco più avanti rispetto a Masia.

Già al secondo giro avviene il primo incidente multiplo: in uscita dalla 5 Toba, secondo in quel momento, cade proprio davanti al gruppone, rischiando anche di esser centrato da chi gli stava dietro; Binder fortunatamente evita sia il pilota che la moto, ma Tatsuki Suzuki, quarto, centra la KTM volando nella ghiaia. Entrambi i piloti fortunatamente sono illesi.

Questo caos permette a Fernández di guadagnare metri importanti, cercando la fuga per la seconda gara di fila. Gli inseguitori sono capitanati da Arbolino, Arenas e Binder, ma in un primo momento il vantaggio di Raúl continua a crescere (soprattutto nel T4), fino a toccare 1”8.

Al quarto giro c’è il primo ritiro di grande importanza, quello di Celestino Vietti: alla 11 il pilota Sky VR46 perde l’anteriore e scivola nella via di fuga mentre si trovava 11°, abbandonando così tutte le sue speranze iridate. Anche l’altro italiano ancora in lizza, Arbolino, non se la passa così bene poiché lo svantaggio da Fernández raggiunge addirittura i due secondi.

Arbolino tenta pure di fare un piccolo strappo, ma Binder reagisce e, dopo aver fatto da tappo per un paio di passaggi, riesce a riprendere l’italiano.  Grazie alla velocità della sua Honda Snipers il #14 rimane davanti, seguito da Binder, Arenas, García e Deniz Öncü. Leggermente più staccato il terzetto successivo, con Migno settimo che fa perdere terreno alla coppia in lotta per il titolo Masia-Ogura; i due si mettono anche a lottare tra loro, fino a quando Masia non fa segno con il braccio a Ogura di lasciargli strada per passare Migno.

Mentre López e Rodrigo cadono insieme alla Adrián Campos e Sasaki rimedia un long lap penalty per un contatto fatale a Kofler, Masia riesce a passare sia Ogura che Migno finalmente, mettendo subito dello spazio tra sé e il duo; anche Ogura ce la fa a passare Migno, seppur con più fatica alla curva 4. Il giapponese passerà poi al settimo posto superando anche Masia, approfittando di un lungo del pilota Leopard, ma in nessun caso il suo ritmo sarà sufficiente per raggiungere i piloti davanti.

 Nel frattempo l’inseguimento a Fernández sta avendo degli sviluppi: il gap comincia piano piano a scendere, con Arbolino a capitanare la rincorsa davanti agli altri quattro piloti. A metà gara il distacco dal leader torna a scendere a 1”4, mentre Arenas, Binder e Öncü finiscono in una lotta a tre che non farà altro che far perdere loro terreno dai due davanti. Anche il distacco di Ogura e gli altri s’impenna oltre i tre secondi, azzerando tutte le possibilità del giapponese di riprendere gli avversari per il titolo.

A sei giri dalla fine il riaggancio riesce, e il distacco è di soli quattro decimi ora. Per quattro passaggi Fernández tiene duro in prima posizione, grazie anche a un García che riesce brevemente a superare Arbolino, ma a due giri dalla fine Tony esce molto vicino in uscita da curva 14 e tenta un attacco alla 1, con successo.

Arbolino ha già messo dei metri all’inizio dell’ultimo giro, e ne metterà degli altri grazie alla lotta durissima tra i due spagnoli, con tanto di spallate nell’allungo verso le curve 7 e 8. Alla fine prevale García nella lotta per il secondo posto, ma a vincere è Arbolino che conquista così il primo successo dell’anno. Al quarto posto giunge Arenas dopo aver tenuto duro all’ultimo assalto di Binder, che chiude al quinto posto davanti a Öncü. Migno è settimo, che batte in volata Ogura e Masia.

La classifica piloti vede ancora Arenas in testa al mondiale con 170 punti, contro i 162 di Ogura e i 159 di Arbolino. Al quarto posto c’è Masia, che con un ritardo di 30 punti è già matematicamente fuori dai giochi per il titolo, e lo stesso discorso vale per Vietti che perde ben due posizioni in campionato. Fernández è sesto, grazie ai due podi di Valencia è riuscito a superare McPhee.

Qui i risultati della gara Moto3 e la classifica iridata aggiornata.

Fonte immagine: motogp.com

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Alyoska Costantino
Sono Alyoska Costantino, per gli amici Aly. Ed è da quando avevo 6 anni che ho cominciato a vedere in televisione auto e motociclette sfrecciare a 300 km/h sui circuiti più belli di sempre. Weekend dopo weekend aumento la mia affinità col Motorsport, magari anche con categorie nuove da scoprire, specialmente con le due ruote che stanno diventando il mio pane. Pronto a dirvi le mie opinioni e ascoltare le vostre.

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