Moto2 | GP Comunità Valenciana 2022, Gara: Pedro Acosta trionfa, seguito dal campione Augusto Fernandez

di Francesco Gritti
6 Novembre 2022 - 15:10

Pedro Acosta vince il Gran Premio della Comunità Valenciana. Il diciottenne spagnolo è seguito dal compagno di squadra Augusto Fernandez, che grazie a questo piazzamento si laurea campione del mondo. Chiude il podio Arbolino dopo un calo nel finale di gara.

La tensione gioca brutti scherzi. Augusto Fernandez lo sa e, grazie alla gestione, è riuscito a battere il distacco con il rivale al titolo. Ogura, invece, sentendosi stretto dal suo distacco, ha sbagliato. La caduta ha consegnato il titolo al rivale spagnolo, che l’anno prossimo verrà promosso in MotoGP.

Anche il Moto2 World Championship sta per giungere al suo termine. La last dance del 2022, come vuole la tradizione, si tiene al Circuit Ricardo Tormo, nei pressi di Valencia. Il ventesimo appuntamento sarà quello fondamentale per l’assegnazione definitiva dei titoli piloti e team, ancora ampiamente in discussione nonostante siano passate ben diciannove gare dall’inizio della serie.

Il campionato piloti è un duello ancora molto aperto, anche se il distacco fra Augusto Fernandez e Ai Ogura è molto più ampio rispetto a quello visto nelle gare precedenti (comunque di solo 9.5 punti). Le possibilità sorridono allo spagnolo di Ajo, a cui basta il podio per laurearsi campione e salire in MotoGP senza alcun rimpianto. Per il giapponese del Team Asia la situazione è leggermente più complicata, visto che gli serve una vittoria con Fernandez fuori dal podio per dargli la possibilità di difendere il titolo nel 2023.

Il campionato team è decisamente meno combattuto, anche se le forze in campo sono le stesse. Red Bull KTM Ajo ha bisogno di un nono e di un undicesimo posto per vincere il titolo riservato ai team. L’unico rivale, Idemitsu Honda Team Asia, deve recuperare 34 punti se vorrà avere la possibilità di rubare alla squadra dai piloti spagnoli il terzo trionfo della sua breve storia.

Il Circuit Ricardo Tormo è uno dei tracciati più particolari del calendario. La sua configurazione, tortuosa e coincisa, mista alla posizione attardata, sempre nella parte finale dell’anno, lo rendono uno dei più spettacolari della stagione, con tante gare nel corso degli anni vinte dai piloti più improbabili in condizioni, molto spesso, tutt’altro che prevedibili. Nei suoi 4,005 km, l’autodromo spagnolo è composto da 14 curve, 9 a sinsitra e 5 a destra. La sua esistenza è indissolubilmente legata a quella del GP della Comunità Valenciana, nato nel 1999 assieme alla pista per dare alla Spagna un nuovo appuntamento nel Motomondiale. I piloti affronteranno il tracciato 25 volte.

Prima di cominciare il resoconto della gara è doveroso ricordare i cambiamenti fra la gara di questo weekend e quella di Sepang. In Marc VDS torna Senna Agius al posto di Lowes. Il sedicenne australiano, vicecampione del CEV Moto2 con Promoracing, apparirà per la quarta volta in griglia questa stagione al posto dell’inglese dall’infortunio facile.

Doppio cambio in RW Racing GP. Dopo l’infortunio che l’ha tenuto lontano da Sepang, Zonta van den Goorbergh torna in sella alla Kalex #84, mentre Berry Baltus, che tornerà in pista l’anno prossimo sempre per lo stesso motivo del compagno, sarà sostituito da Mattia Pasini, quest’anno impegnato con Aspar come wild card nelle gare italiane della categoria. Azroy Anuar, a Sepang come sostituto per il team olandese, non raggiungerà quindi l’Europa.

In MV Agusta si sente già aria di 2023. La scuderia battente bandiera elvetica permetterà ad Alex Escrig, diciottenne spagnolo, quest’anno nono in MotoE con Tech 3 e terzo nel CEV Moto2 con Stylobike, di provare la moto in un weekend di gara con qualche mese di anticipo, in vista del suo esordio a tempo pieno la prossima stagione. Simone Corsi riprende la sua sella, presa in prestito da David Sanchis due settimane fa, dopo aver recuperato dall’infortunio. Per il romano sarà l’ultima gara nel mondiale dopo 20 stagioni corse da presenza fissa.

La gara

Lopez scatta aggressivissimo dalla pole. Lo spagnolo di Boscoscuro, qualche decimo di secondo dopo lo stacco di frizione, si butta dall’esterno all’interno per tappare l’avanzata di Acosta, suo rivale al titolo di miglior rookie. Arbolino si porta dietro i due spagnoli alla prima curva, seguito da Ogura. Male lo scatto di Fernandez, addirittura quinto nelle prime fasi di gara e sesto al termine della prima tornata dopo aver subito il sorpasso anche di Aldeguer. Il primo dei ritirati odierni è Corsi, caduto al termine dell’ultimo settore. Non esattamente l’addio al mondiale sperato dal veterano di Roma.

Appena passato il traguardo per la prima volta, si accende la lotta per la P1 tra i debuttanti spagnoli. Acosta passa in curva 1 Lopez, che non vuole saperne di stare dietro. Il pilota Boscoscuro attacca il campione Moto3 2021 alla curva Doohan, toccandolo e portandolo largo. Alonso si prende un avvertimento per questa manovra decisamente troppo aggressiva, che permette ad Arbolino e Ogura di prendere la testa della corsa.

Al terzo giro Lopez vuole portarsi davanti a Ogura, al momento in P2, ma, nonostante l’attacco molto pulito, non riesce a imporsi sul giapponese. Acosta cerca il podio e i due spagnoli cominciano a battagliare, ma tra i due prevale il pilota Boscoscuro, che oggi sembra impossibile da fermare.

Al giro 4 Lopez cerca di passare Ogura in curva 8. La staccata del giovane spagnolo è fondamentalmente in ritardo, facendolo andare così largo da rischiare la caduta. Acosta ne approfitta, ma Alonso non può in alcun modo essere battuto dal suo rivale principale. La Boscoscuro #21 finisce in terra alla staccata successiva dopo un altro attacco kamikaze ai danni del campione Moto3 in carica. Per Lopez è gara finita.

Beaubier, nel frattempo il più veloce in pista, si porta nelle prossimità di Fernandez, riuscendo persino a superare il contendente al titolo iberico. Il quasi trentenne di American Racing, che nel 2023 tornerà a casa sua, nel MotoAmerica, può terminare la sua seconda esperienza mondiale (nel 2009 è stato compagno di un certo Marc Marquez in 125cc) con un ottimo piazzamento, ma, forse per un eccesso di foga perde l’anteriore all’ultima curva del sesto giro, cadendo e dovendosi ritirare. Lo statunitense si dovrà accontentare del giro veloce, fatto segnare nelle prime fasi di gara, nella sua apparizione finale sul palcoscenico mondiale.

Dopo le cadute di Hada e Vietti durante il giro 7 si verifica il colpo di scena che chiude definitivamente il campionato. Giro 8. In curva 1 Acosta attacca Ogura, riuscendo a sorpassarlo e prendendosi la seconda posizione. Ai sa che ogni punto è fondamentale nella lotta contro Augusto, perciò deve tornare alle spalle del solo Arbolino, che comincia a essere in crisi con le gomme, il prima possibile. In curva 2 il giapponese risponde, alla 3 si difende. Per il momento è davanti, ma la pressione a volte gioca brutti scherzi.

Curva 8. Arbolino è davanti, che sta cominciando a rallentare il passo, Acosta è dietro e lo sta tallonando. Deve spingere. Ai Ogura stacca tardi e violentemente, forzando la moto oltre il suo limite. L’anteriore cede e la Kalex si fionda nella ghiaia a folle velocità, riportando danni irreversibili. Il mondiale di Ogura e del Team Asia è finito. Con questo incidente Augusto Fernandez e Red Bull KTM Ajo sono campioni piloti e team prima dell’arrivo sotto la bandiera a scacchi.

Da qua in poi l’azione in pista cala. Al giro 12 Arbolino cede la testa della corsa ad Acosta. Anche Fernandez passa il milanese entro poco, relegandolo in terza posizione. Al giro 16 Chantra e Antonelli cadono in curva 8. Le dinamica è simile, ossia la perdita di aderenza durante la frenata, ma i momenti sono decisamente diversi, per via della distanza in termini di tempo fra i due piloti.

L’ultimo momento di tensione si verifica al giro 19. In curva 4 Alcoba sbaglia la staccata, colpendo Pasini e facendolo cadere. Lo spagnolo riceve un long lap per la sua condotta aggressiva, che però non cambia in alcun modo l’esito della sua gara. L’ultima caduta dell’anno è di Aron Canet. Al giro 20, lo spagnolo tatuato scivola in curva 5, senza possibilità di riparitre.

Dopo una dozzina di giri di tranquillità, Pedro Acosta vince il Gran Premio della Comunità Valenciana. Attaccato a lui si trova Fernandez. Arbolino, terzo ma molto distaccato, chiude il podio. La zona punti continua con Aldeguer, Arenas, Gonzalez, Dixon, Alcoba, Agius, Schrotter, Bendsneyder, Gomez, Salac, Dalla Porta e Roberts. Gli unici due piloti di casa fuori dai punti sono i compagni di MV Agusta Escrig e Ramirez, in P19 e P20 al traguardo.

Per Acosta questa è la terza vittoria stagionale. Il pilota #51, che l’anno prossimo tornerà ad essere #37 visto il passaggio di Fernandez nella classe regina, ha trovato tanti ottimi risultati durante la sua stagione di debutto nella classe intermedia. Sicuramente, il rookie dell’anno sarà fra i candidati al titolo 2023. Vanno fatti degli appunti anche sia su Gomez, vicecampione spagnolo di Superbike, che ha ottenuto i primi punti in carriera alla sua seconda gara, che su Escrig, miglior MV Agusta al traguardo nonostante sia stata la sua prima apparizione nel Mondiale Moto2.

Il campione

Augusto Fernandez Guerra, nato a Madrid il 23 settembre 1997, è il campione del mondo Moto2 2022. Debutta nel Motomondiale nella classe intermedia a 20 anni, quando viene assoldato da Speed Up Racing, quella che ad oggi si chiama Boscoscuro, per sostituire Axel Bassani dopo la rescissione del contratto dell’italiano. La mancanza di esperienza nell’ambiente del Mondiale porta il numero #37 ad sentirsi smarrito nella fase iniziale del campionato. I risultati arriveranno più avanti, con 6 punti guadagnati nelle ultime due gare e una P31 finale in classifica.

Il risultato non gli basta per ottenere una sella per il 2018, ma avrà comunque la sua occasione di lasciare il segno. A partire dal GP di Catalogna, l’allora ventunenne ha sostituito un tormentato Hector Barberà nel team Flexbox HP40, uno dei migliori del lotto. Il Fernandez del 2017 non si vede, visto che riesce a dimostrare confidenza con la moto fin da subito. Per lui è una P18 a fine campionato. La costanza del madrileno è degna di nota, visto che porta a casa punti ad ogni arrivo al traguardo.

La sua prima stagione completa, il 2019, andrà perfino meglio. Confermato nel team al fianco di Baldassarri, lo spagnolo riuscirà a terminare quinto nonostante l’assenza al GP delle Americhe. In Spagna termina terzo, guadagnando il primo podio in carriera. Per la prima vittoria non ci vorrà molto, visto che terminerà sul gradino più alto già ad Assen. Si replicherà poi nei GP di Gran Bretagna e San Marino, portando il bottino finale a 3 vittorie e 5 podi, che gli garantiscono il quinto posto finale.

Nel 2020 sembra essere tra i candidati alla vittoria del titolo, ma le speranze marciscono presto. Il ritorno al #37 dopo due anni di #40 e il passaggio in Marc VDS, senza contare il calendario sconvolto dalla pandemia di covid, sembrano influenzare negativamente il madrileno, che conclude una stagione con pochissimi acuti al tredicesimo posto, senza nessun podio al termine delle 15 gare.

Nonostante un 2020 estremamente negativo, Marc VDS gli pone fiducia, lasciandolo assieme al pilota di casa Lowes anche per la stagione successiva. Nonostante il 2021 sia stato dominata dai piloti Ajo, Augusto ha saputo crescere e, dopo un inizio lento, ha terminato le ultime gare sempre nelle zone di alta classifica. Il quinto posto finale e i 6 podi (nonostante siano mancate le vittorie) bastano per permettergli di ottenere l’occasione della vita.

All’alba dei 25 si trova la chiamata di Ajo, il team con cui Gardner e Fernandez hanno dominato la precedente stagione. Non può rifiutare in alcun modo. Il suo 2022 comincia lentamente, complici anche le cadute a Termas e Portimao, ma presto tutti si rendono conto che il madrileno è un avversario temibile. Dalla vittoria in Francia, Augusto sembra infermabile. Terzo in Catalogna, primo in Germania, Olanda e Gran Bretagna. Dopo Silverstone non riesce più ad arrivare primo, ma le condizioni sembrano premiarlo ugualmente.

Da qui in poi comincia la battaglia sul filo dei punti con Ogura. Una gara è davanti lui, una gara è davanti il giapponese, rincorrendosi per piazzamenti. Dopo i terzi posti di San Marino e Aragona, la caduta di Philip Island mentre lottava per il podio sembra assottigliare le speranze, ma l’errore del rivale in Malesia riporta lo spagnolo in cima alla classifica prima del finale di Valencia. Il secondo posto gli consegna il titolo.

Sono 271.5 i suoi punti, molti in meno rispetto quelli ottenuti da Gardner la passata stagione. Augusto, nonostante ciò, deve ritenersi soddisfatto delle sue 4 vittorie, condite da 2 secondi e 3 terzi posti. Nonostante qualche ritiro è sempre stato davanti, garantendosi con la costanza un mondiale che, solo qualche anno fa, sembrava impossibile da raggiungere.

Per il 2023 è arrivata un’altra grande opportunità. KTM lo ha chiamato in MotoGP per correre con GasGas, il team satellite, quest’anno Tech 3, al fianco di Pol Espargaro. Sarà lui l’unico rookie della classe regina, perciò potrà fare pratica senza doversi scontrare con avversari diretti.

I risultati odierni

I risultati del Gran Premio della Comunità Valenciana di Moto2

La classifica generale

La classifica finale del Moto2 World Championship

Grazie al secondo posto Augusto Fernandez è campione piloti, mentre il titolo team va a Red Bull KTM Ajo, che ha ottenuto una straordinaria doppietta.

I prossimi appuntamenti

Dopo la gara di Moto2 rimarrà un’ultima gara a Valencia. Alle 14.00 partirà l’ultimo appuntamento di MotoGP, la classe regina. La lotta per il titolo piloti tra Bagnaia e Quartararo giungerà al termine dopo i 27 giri, che verranno percorsi dopo il termine della gara sopra descritta.

Per rivedere la Moto2 in pista bisogna pazientare un po’. Il 26 marzo 2023 comincerà il prossimo mondiale, con un’inedita prima gara al Gran Premio del Portogallo, sul circuito di Algarve. La redazione di P300 vi ringrazia per aver seguito con noi questa stagione.

Media: Red Bull KTM Ajo