Montoya: “La Formula 1 prenda spunto dalle corse americane”

Juan Pablo Montoya crede che la Formula 1, se vuole riavvicinarsi al pubblico, debba imitare le corse d’oltreoceano. Il colombiano ha corso in Formula 1 dal 2001 al 2006 prima con la Williams poi con la McLaren portandosi a casa 7 vittorie e 30 podi complessivi; si è cimentato anche con le monoposto americane prima dell’arrivo in F1 nel 1999 (quando ha vinto il campionato) e nel 2000, anno in cui ha vinto la 500 miglia di Indianapolis. È tornato quest’anno in Indycar dove occupa la quarta posizione in campionato, con ancora qualche (piccola) speranza di conquistare il titolo. Ma dal 2006 è anche attivo nella NASCAR Sprint Cup, dove tuttavia non è mai riuscito a vincere una gara, collezionando comunque alcuni buoni risultati.

Si tratta, quindi, di una delle persone per cui è facile fare un confronto fra la tre categorie. Ciò che viene fuori dalla sue parole è un monito verso la Formula 1 che, se vuole attirare a sé nuovi appassionati, deve cercare di rendere più vicini alla gente piloti e macchine.

Per prima cosa la Formula deve cambiare il suono del motore” ha esordito il colombiano “È un compromesso difficile, ma parlano sempre di ridurre i costi, eppure alla fine la Formula 1 non lo ha mai fatto. Sono ancora lì a spendere soldi in tutto il mondo: un team qua sarebbe in grado di sponsorizzare l’intera serie.”

“Penso che l’Indycar stia percorrendo la strada migliore nel rapporto con i tifosi. La Formula 1 dovrebbe prenderne spunto. I tifosi possono camminare in pit-lane e vedere la macchine senza problemi. in F1 i piloti non ci sono mai, e il paddock è sempre chiuso. È tutto troppo complicato. Non è la direzione giusta. In NASCAR tutti sono consapevoli che si tratti semplicemente di spettacolo. La Formula 1, invece, gli europei pensano che sia uno sport. Ed è uno sport. Ma al pubblico deve piacere per quello che è.

MONOPOSTO by SAURO

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