Monaco 2021: vincitori, vinti, iellati e ritrovati

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Montecarlo, alla fine, regala sempre qualcosa di unico; alla faccia dello “spettacolo”

Ogni anno si arriva a Montecarlo con la scia di polemiche legate al “non si sorpassa” ma poi, alla fine, è proprio il circuito del Principato a regalare momenti unici all’interno di un campionato.

Quella dei mancati sorpassi è una lamentela che cozza clamorosamente con la continua ripetizione degli ultimi giri del 1992, quando Ayrton divenne largo il doppio per non far passare Mansell. Una gara del genere oggi verrebbe contestata, rigettata, segnata con la penna rossa, eppure le immagini di ormai 29 anni fa continuano ad essere riproposte.

Il GP di Monaco 2021 è stato quello dei vincitori, dei vinti, degli iellati e dei ritrovati. Tutto in un weekend.

Tra i vincitori sono ovviamente scontatissimi Verstappen e la Red Bull, allo stesso livello. Hanno sì ereditato la pole dopo il patatrac ferrarista ma poi hanno condotto bene la gara, permesso a Perez di tornare su in classifica grazie alla strategia e, alla fine, sono stati premiati con la conquista della testa di entrambe le classifiche iridate. Verstappen ha finalmente messo il sigillo su un tracciato che gli aveva dato più delusioni che soddisfazioni nelle edizioni passate: l’olandese ha corso con intelligenza, senza strafare e senza una minima sbavatura per tutto il weekend. Il contemporaneo giro a vuoto della Mercedes è arrivato nel momento perfetto. Max, per ora, corre per l’obiettivo grosso. È la prova del nove definitiva per la sua maturazione come pilota.

Carlos Sainz è un altro dei vincitori di giornata. Inviperito per aver perso l’occasione di giocarsi la pole al sabato, ha approfittato del problema che ha messo KO Bottas e poi, capito che cercare di recuperare su Verstappen sarebbe stato rischioso, si è accontentato di una seconda posizione importante. Lo spagnolo è, tra i piloti che hanno cambiato casacca, quello che probabilmente si sta comportando meglio.

Dopo una Spagna così così, Norris festeggia il rinnovo di contratto con McLaren chiudendo sul podio. Lando sta correndo una stagione ottima e il divario con Ricciardo (invisibile a Montecarlo) lo testimonia. Weekend fantastico per lui e complimenti al team per aver portato in pista la livrea più bella dell’anno. Peccato vederla solo in questa occasione.

Quello dei vinti è un capitolo bello corposo. Partendo dalla Rossa c’è da dire una cosa: fino a questa mattina praticamente tutti avrebbero preferito partire dalla pole rischiando di restare a piedi. Avevamo condotto anche un paio di sondaggi ed il sentimento era questo. Qualsiasi fosse stata la scelta della Ferrari avrebbe portato delle polemiche: in questo caso per non essere neanche partiti, nell’altro per non aver avuto le palle di rischiare di vincerla partendo sesti con Charles.

Alla fine della fiera siamo sempre tutti allenatori ed è difficile accontentarsi, ma quello che resta da questo weekend è un altro errore da parte di Leclerc ed iniziano a non essere pochi dal 2019 ad oggi. Così come si sottolineavano con precisione chirurgica quelli del Verstappen prima maniera, specialmente quando di mezzo c’era una Rossa, è corretto ricordare che anche Charles sbaglia non poco, sicuramente spinto da una pressione importante da prima guida.

Riguardo il problema derivante o meno dall’incidente di sabato, era difficile immaginare che non ci sarebbero state ripercussioni. Il team aveva sostituito diversi componenti dalla parte destra ma il problema che ha causato lo stop definitivo è stato riscontrato a sinistra. Mancanza di attenzione? Non curanza? Non lo sappiamo, non possiamo saperlo. Certo è che non posizionarsi nemmeno in griglia è davvero uno smacco, soprattutto dopo una Pole.

Lewis Hamilton lascia Montecarlo con il solo giro più veloce. Niente Pole, vittoria e niente più (per ora) testa della classifica. Un giro a vuoto che ci sta tutto in un weekend difficile sin dal giovedì. Si parla anche di una discussione accesa riguardo delle modifiche richieste per provare ad invertire la rotta e non approvate dal team. Durante la gara, dopo essersi ritrovato ancora dietro Gasly a pit conclusi ed aver perso anche la posizione da Vettel, l’inglese ha passato più tempo alla radio che altro a lamentarsi col suo muretto. Insomma, un GP di Monaco da dimenticare: ora ci sono due settimane per ricaricare le pile in vista di Baku.

Daniel Ricciardo fa fatica e tanta. È triste vedere uno dei protagonisti degli ultimi anni su queste strade arrancare così con il suo nuovo team; il distacco rimediato da Norris non è sicuramente realistico ed indicativo sul vero valore dell’australiano. Quando si cambia team ci sono tantissime variabili da considerare e, come scrivo da tempo, l’assenza di test è un fardello per tutti.

Da Ricciardo ad Alonso il passo è breve. La sfida dello spagnolo è ancora più difficile visti i due anni di fermo e la carta d’identità. Al momento è paragonabile a quella del suo avversario dei tempi d’oro, Michael Schumacher, con un compagno più giovane, forte e che non si fa intimidire dalla bacheca. Anche per Nando l’assenza di test è un handicap non indifferente, segno che il simulatore aiuta fino ad un certo punto. Di certo non è tornato in F1 per fare la comparsa, pertanto bisognerà vedere come andranno le cose con il proseguire della stagione.

Difficile mettersi nei panni di Valtteri Bottas. Dopo aver avuto un problema – sempre all’anteriore destra – in Bahrain ed essere stato eliminato da Russell ad Imola, il finlandese è rimasto nuovamente a piedi a Monaco, con una ruota che ancora non sappiamo se è stata rimossa. Se ne vedono tante durante i pit stop, ma questa è davvero clamorosa così come il fatto che capitino tutte a lui. In questo sembra di ricordare il periodo ferrarista di Barrichello. Oltretutto Valtteri non stava correndo male: in un weekend in cui Hamilton è mancato era vicino a Verstappen. Non si può sapere come sarebbero andate le cose ma insomma, il suo lo stava facendo. Sfiga enorme, ancora una volta.

Pierre Gasly e Sebastian Vettel sono i ritrovati del weekend. Il francese ha tenuto dietro praticamente tutta la gara un sette volte campione del mondo e per metà anche il tedesco, riuscendo nelle fasi dei pit stop a non farsi superare dalla Mercedes. Il tedesco, invece, ha messo insieme la prima gara degna del suo nome da parecchio tempo a questa parte. L’uscita dai box con la quale si è preso le posizioni proprio su Hamilton e Gasly è stata esaltante; da tempo non se ne vedevano così da parte sua e fa bene anche alla Formula 1 riavere in palla un pilota da più di cinquanta gare vinte.

Ovviamente, vista la particolarità del circuito, per Vettel come per tutti gli altri può essersi trattato di un’occasione anomala e che vale relativamente. Resta comunque il fatto che Montecarlo, come spesso succede, regala spunti interessanti al di là del numero di sorpassi e dello “spettacolo” ricercato. Anche la qualifica, alla faccia delle Sprint Qualifying, è stata degna di nota e rimarca la non necessità di stravolgere il format di gara. Ma questo è un discorso molto lungo ed articolato, una storia nella quale non c’è spazio sicuramente per tradizioni ed emozioni. Dovessimo basarci su quelle, metà regolamento andrebbe cancellata.

Immagine: Twitter / Valtteri Bottas

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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