Mini4WD, una passione rinnovata nel tempo

Mini4WD, una passione rinnovata nel tempo

Il #restiamoacasa di questi giorni così complicati rappresenta per tanti, compreso il sottoscritto, la possibilità di ritrovare vecchie passioni tra qui quella delle Mini4WD.

Diverse generazioni hanno collezionato, gareggiato oppure si sono semplicemente divertite con le memorabili automobiline in scala 1:32 di Tamiya. Anche oggi gli appassionati portano avanti questa sorta di tradizione, nata in Giappone nel 1982, che nel corso degli anni ha passato diverse problematiche. Dopo un periodo difficile, culminato a metà anni 2000, la Tamiya decise di rendere più aggressivo il look e la meccanica dei propri automodelli. Le nuove Mini4WD, con l’avvento dei telai AR e MA, diventarono più “racing” trovando una nuova fascia di appassionati.

Il telaio AR è il primo nato appositamente per sfruttare l’effetto aerodinamico, con flussi e fori per canalizzare l’aria e ricreare il maggior effetto suolo. In questo video è possibile apprezzare l’aerodinamica della Aero Avante abbinata al telaio AR.

Inoltre questo tipo di telaio fu il primo ad avere il cambio delle pile rapido assieme al motore, oltre a degli agganci tali da resistere a diverse situazioni in pista. Altri modelli che personalmente apprezzo abbinati al telaio AR sono lo “Shadow Shark” e il “Flame Astute”.

Anche il telaio MA è stato disegnato per sfruttare al meglio l’aerodinamica e l’effetto suolo, sfruttando il posizionamento del motore centrale a doppio pignone. Diversi modelli, ripresi anche da vetture reali, sono stati riprodotti da Tamiya negli ultimi anni: tra le altre, le Toyota TS050 del 2018 e 2019 e la Yaris WRC. Anche modelli storici del passato come la “Rise Imperatore” con il mitico numero 496 sono stati rivisitati in chiave moderna.

Nel 2017 in Asia (e successivamente anche in Europa) è uscito il telaio F-MA. Uno “chassis” con il motore alloggiato nella zona anteriore e alette specificatamente create con profili aerodinamici. Un telaio che nel corso degli ultimi anni è stato sviluppato e che ora è stato abbinato alla nuovissima CosmoSonic.

Anche i motori nel corso degli anni hanno subito modifiche e potenziamenti in base ai vari modelli che sono stati prodotti. Il primo pensiero di molti appassionati è quello legato al nome “Plasma”, una vera e propria rivoluzione firmata Tamiya. Questo motore, anche distanza di anni (non è il più potente rispetto all’uscita), conserva qualcosa di mitico. 25000 rpm, la calotta anteriore comprende dei taglietti per agevolare il raffreddamento mentre l’altra calotta che porta le spazzole in carbonio lascia aperto il motore. È possibile sganciare le spazzole senza dover smontare il motore.

L’evoluzione è arrivata anche grazie all’uscita dei telai che richiedono il motore a doppio pignone, con Tamiya impegnata anche nella realizzazione di questi con specifiche arrivate direttamente dalle varie “Japan Cup”. Non solo Tamiya ma anche altre case produttrici hanno realizzato motori che però non è consentito usare in eventi ufficiali. Personalmente, come vedrete in questo video, possiedo il “Gold Champ” capace di girare a 50.000 rpm al minuto.

Insomma le nuove “generazioni” di Mini4WD hanno scatenato nel sottoscritto una passione incredibile anche solamente nel collezionarle o testarle sopra i rulli ufficiali Tamiya. Una collezione destinata ad aumentare, voi quale preferite?

Immagini: Tamiya, Andrea Ettori

MONOPOSTO by SAURO

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Andrea Ettori
Vivo a Mirandola, e sono un grande appassionato di sport. Jenson Button è il mio idolo, e il Milan la mia squadra del cuore. Sono una persona positiva, e vedo sempre il bicchiere mezzo pieno in ogni situazione. #StayPositive #ForzaEmilia

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