Marchionne: “Siamo in ritardo”. Arrivabene: “Non sono mago Merlino”

Marchionne: “Siamo in ritardo”. Arrivabene: “Non sono mago Merlino”

Conferenza stampa in casa Ferrari, alla quale hanno partecipato il Presidente Sergio Marchionne e il nuovo Team Principal Maurizio Arrivabene.

Chiuso ancora prima di aprirlo il capitolo 2014, con un laconico “E’ stato disastroso” da parte del Presidente, la conferenza è stata incentrata sull’attuale organico della Scuderia. La ristrutturazione è terminata con l’ingresso di Vergne come collaudatore e Jock Clear in arrivo dalla Mercedes.

La notizia cattiva è l’ammissione di un ritardo significativo sulla vettura 2015, a “causa di scelte strategiche passate che non condivido”, parola di Marchionne. Il 2015 sarà quindi un anno duro, nel quale stringere i denti e dal quale non ci si dovranno aspettare miracoli. Arrivabene è stato chiaro a riguardo: “Vincere due GP sarebbe un successo, vincerne tre sarebbe un trionfo, con quattro andremmo in Paradiso”. Niente più propositi di riscossa e promesse ai tifosi, ma una fredda analisi della situazione per rimanere tutti con i piedi per terra.

La Scuderia ha voglia di riscatto, e l’importante in questa fase è compattare la squadra e renderla unita. “Credo molto nella squadra più che nei singoli. In ogni caso non sono né Mago Merlino né il Mago Oronzo (Quello di Zelig, ndr)”. Sull’arrivo di Sebastian Vettel, Arrivabene ha svelato che ai tempi degli esordi del giovane tedesco, Michael Schumacher aveva indicato proprio il giovane Sebastian come l’unico in grado di potersi avvicinare ai risultati da lui ottenuti con la rossa.

Cosa che spera in primis lo stesso Sebastian e che sperano, probabilmente, i tifosi del Cavallino, che devono tornare al 2007 per ricordare l’ultimo titolo piloti a Maranello con Kimi Raikkonen. Anche da lui ci si aspetta molto dopo un 2014 deludente.

MONOPOSTO by SAURO

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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