Mamma mia, cara Ferrari…

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Sembra passato un secolo e non un anno del Gran Premio del Belgio 2019, quello che ha segnato l’inizio della carriera da vincitore di Charles Leclerc. Oppure, vedendola al contrario, sembra che tutto questo periodo non sia proprio esistito. Tanto che questa Ferrari, in realtà, sembra direttamente figlia di quella che avevamo visto nel Gran Premio d’Ungheria del 2019, la SF90 che aveva rimediato un minuto di distacco in gara da Lewis Hamilton con entrambi i piloti. Come se in mezzo, tra quella fine luglio e questa fine di agosto, non ci fosse stato nulla: nessuna gara vinta, nessun motore col punto di domanda, niente di niente.

Ok, sono prove libere, ma la situazione a Spa è ai limiti dell’incredibile. Distacchi imbarazzanti, con le Haas vicine nonostante non abbiano praticamente girato e le Williams  tra una rossa e l’altra. Il problema è che, nonostante si tratti solo del venerdì, sono gli stessi piloti a confermare che la situazione ormai è ai limiti dell’insostenibilità. E neanche la pioggia, a sentirli parlare, potrebbe essere una manna dal cielo. Si è visto in Austria, tra l’altro.

La realtà è che ad ogni gara le cose sembrano andare sempre peggio. I podi fortunati di inizio stagione sono ormai un lontano ricordo. D’altronde non ci si poteva certo aspettare avvenimenti stravolgenti ad ogni gara e non si può sempre fare affidamento ad eventi particolari per poter ottenere dei risultati di valore. E così, in condizioni normali, tutta la pochezza della SF1000 è venuta rigorosamente a galla. Non solo questa macchina è più lenta della SF90 di fine stagione, sulla quale aleggiano i dubbi (sono dubbi?) sulla legalità del motore; la SF1000 è nettamente più lenta anche della SF90 di inizio 2019, che già rimediava distacchi pesanti in qualifica dalla Mercedes.

La situazione è talmente grave che, dopo tanto tempo, anche sugli organi di stampa si leggono critiche pesanti nei confronti del team di Maranello, segno che ormai non ci sono più giustificazioni che possano essere ritenute valide.

Anche il giochetto di focalizzarsi sulla battaglia tra i due piloti non ha più senso di esistere in una situazione del genere. In questo momento la Ferrari è completamente scoperta da ogni difesa ed è difficile immaginare una qualsiasi soluzione valida per porre rimedio ai deficit di questa monoposto. Inoltre, a Maranello, non sono certo fortunati. L’obbligo di utilizzare la stessa base della SF1000 anche per il 2021 prospetta non solo quest’anno di delusioni ma anche un’intera stagione prossima in cui Leclerc ed il nuovo arrivato Sainz (chissà cosa starà pensando in queste settimane) dovranno fare il possibile con questo materiale a disposizione. 

Se il 2014 ed il 2009 sembravano stagioni fallimentari, il 2020 rischia di toccare il punto più basso degli ultimi tre decenni della Ferrari. Ed il vero problema, qui, è che non si vede una luce in fondo al tunnel.

MONOPOSTO by SAURO

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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