Ma questa è F1 o Calciomercato?

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di Alessandro Secchi @alexsecchi83
28 Novembre 2022 - 16:30
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La sessione invernale della F1 si è trasformata in un lancio al colpo più ad effetto su chi legge e ascolta. Giusto così?

La questione Binotto (o Binotteide, vedete voi) non sta rimanendo confinata solo all’interno delle mura di Maranello ma ha aperto anche un acceso dibattito tra il mondo del Cavallino e i media che, in queste ultime due settimane, hanno riportato le voci di uscita, via licenziamento o dimissioni, del Team Principal più chiacchierato del Circus.

Il problema è molto più ampio di quanto si possa immaginare, perché coinvolge diversi ambiti. Non parliamo solo di voci che stanno anticipando un cambio al vertice di un Team, ma di un modo di raccontare un avvenimento che sempre più si avvicina al calciomercato, sessione che divide le stagioni di campionato e che raccoglie quasi più spettatori del campionato stesso.

Da oltre 10 giorni, da quando cioè la Gazzetta per prima ha parlato del siluramento di Binotto, si è assistito a tutto e al contrario di tutto. L’unica nota ufficiale, ad oggi, è quella della Ferrari che ha smentito la prima bomba della Rosea nella giornata stessa della sua pubblicazione.

Durante le libere di Abu Dhabi Jean Alesi, ai microfoni di SKY, si era lanciato in una difesa fortissima dell’ambiente, condannando la Gazzetta con parole forti: “Quando c’era il direttore Cannavò era un giornale serio. Adesso prendi Eva3000 ed è la stessa cosa”. Parole alle quali ha risposto stamane (con discreto ritardo) il Direttore stesso, con un articolo sul quale c’è poco da essere d’accordo, toni soprattutto. Perché le critiche fanno parte del gioco e se sei un media che lancia una bomba del genere puoi aspettarti di tutto.

Alesi sicuramente non è stato tenero, ma parlare di “uno dei piloti meno vincenti della F1” quando Jean è uno dei più amati dai tifosi del Cavallino, indipendentemente dal suo palmares, significa non avere la situazione completamente sottomano. Anche perché così si delegittima chiunque non abbia almeno un mondiale in bacheca. E non è assolutamente detto che, ad una serie di successi di tutto rispetto, corrisponda essere portatori di verità più condivisibili di altre.

Quello che fa molto calciomercato è anche tutto questo vociare in una sequenza di articoli, controarticoli, illazioni, partenze in quarta e retromarce che continuano ad alimentare il fuoco di un incendio di cui non sappiamo ancora molto.

binotto

Quello che abbiamo ad oggi è:

Una bomba, quella della Gazzetta.
Una smentita ufficiale del team.
Unulteriore smentita del diretto interessato.
Un’altra bomba.

In mezzo ci sono una serie di illazioni sul possibile nuovo collocamento di Binotto, sull’arrivo o meno di Vasseur, sul peso di Leclerc nell’eventuale allontanamento del Team Principal, sul ruolo di Sainz in possibile ridimensionamento e via dicendo. Ma, a conti fatti, l’ultima nota ufficiale è la smentita del team di Maranello, che difficilmente può avere voglia di ribattere ad ogni articolo che viene pubblicato.

Il licenziamento, nel frattempo, è diventato una richiesta di uscita. Che potrebbe anche essere veritiera: in tante aziende gli allontanamenti vengono mascherati con le dimissioni dietro accordi di diverso tipo, per non far fare brutta figura a nessuno.

Allo stesso tempo, comunicati che dovevano arrivare a breve giro di posta non ci sono ancora e dopo la prima bomba della Gazzetta, respinta dalla Ferrari stessa, l’annuncio ad ore dato per certo dal Corriere pochi giorni fa non ha ancora visto un seguito, dando il là a critiche nei confronti degli uni e degli altri, tra chi fatica a tenere controllate le voci al suo interno (la Ferrari) e chi pubblica notizie certe alle quali, però, non segue una conferma ufficiale (Gazzetta e Corriere).

Non si ricorda, poi, a memoria recente, una serie di media che vanno contro alla Rossa come negli ultimi tempi. Questo non è necessariamente un male – dipende sempre dai modi, certo – soprattutto quando si parla di diritto di critica e via dicendo. Eppure è difficile ricordare episodi come questi a distanza di diversi anni.

In tutta questa storia, alla fine, ci perdono e perderanno un po’ tutti. La Ferrari, che sembra non avere completamente il polso della situazione e, se dovesse arrivare l’ufficiale uscita di Binotto, dovrebbe render conto delle sue smentite. I media, che lanciano notizie a scadenza che non vengono rispettate e rispondono piccati alle accuse quando hanno un numero di telefono in rubrica. I lettori, che sono poi le vere vittime della questione, che devono sorbirsi chili di carta – o megabyte di pagine web – a riempimento di vuoti per giorni interi, prima di avere finalmente una notizia certa.

A questo punto, comunque finisca, qualcuno ci farà una brutta figura. Esattamente come nel calciomercato, dove sono storici i colpi sicuri della tal squadra che, sistematicamente, non si sono chiusi, restando nell’immaginario collettivo e a riempimento di pagine di nulla. Esattamente come in questi giorni.

Immagine: Media Ferrari

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