L’Ultima tra pioggia e alternatori. Ci sarà spazio anche per i piloti?

L’Ultima tra pioggia e alternatori. Ci sarà spazio anche per i piloti?

Domani, intorno a quest’ora, conosceremo il nome del Campione del Mondo 2012.

Ma, tra stasera e domani, si scatenerà l’inferno di opinioni, previsioni, percentuali, macumbe.

Sappiamo già, da due settimane, in quali posizioni dovranno classificarsi sia Fernando che Sebastian affinchè uno o l’altro possa conquistare il Titolo.

In situazione ‘normale’, vale a dire pista asciutta, nessun problema tecnico, la Red Bull e la Mclaren sono le vetture migliori del lotto. Anzi, la Mclaren pare addirittura essere superiore (chissà come si mangeranno le mani a Woking per l’autunno nero che hanno passato).

Sta di fatto però che la situazione normale è, appunto, una situazione. Che non sempre si verifica.

Il fatto che sia Fernando che Sebastian si siano qualificati in posizioni ‘non consone’ a loro non mi sorprende. Potrebbe essere la sindrome del ‘braccino’, quella che ti fa tirare il freno per paura di sbagliare. Potrebbe anche essere che entrambi abbiano adottato un assetto da bagnato.

[Apro parentesi]

L’assetto da bagnato, come ha detto Alonso a fine qualifiche e come mi aveva detto Di Grassi a Montecarlo, è una leggenda nella F1 attuale. Di fatto le auto sono talmente basse che non esiste più, dal punto di vista meccanico, una differenza tra asciutto e bagnato nel setup. C’è invece per quanto riguarda il carico aerodinamico (incidenza delle ali) e la ripartizione dei pesi, zavorre e altro.

[Chiusa parentesi]

Non possiamo sapere con certezza per quale motivo entrambi siano andati più piano dei compagni di squadra. Fernando però è da qualche gara che si ritrova Felipe più vicino del solito, quando non gli sta davanti. E questo non lo capisco. Feeling con la macchina? Tensione? Eppure lui dice di essere tranquillo.

Le premesse per una gara di altri tempi ci sono. Le posizioni dei due. Vettel che deve guardare davanti e guardarsi le spalle. Deve correre in difesa, aggiornato sulla posizione del rivale. Può anche farsi superare e mettersi comodamente ad attendere gli eventi.

Fernando deve arrivare almeno terzo sperando che capiti qualcosa a Seb. Oppure puntare alla vittoria. Ma oggettivamente credo che Red Bull e Mclaren siano troppo superiori.

Come sappiamo e ci ricordano sempre, però, ci sono i problemi di affidabilità. Quelli che a turno colpiscono la Mclaren e la Red Bull, quelli che vengono invocati ogni dieci parole, come quando si strofina la lampada di Aladino. Il Mondiale appeso ad un alternatore. O ad un incidente, o ad una qualsiasi cosa che metta fuori gioco Vettel. Sportivo, non sportivo? Soddisfa vincere il Mondiale perchè l’altro rompe? Secondo me interessa solo vincere, il come poco importa.

E poi c’è la pioggia, la grande incognita. Arriverà, non arriverà. Avvantaggerà uno o l’altro? Chi è il più bravo sotto l’acqua? Beh, dico io, basta che non ne cada molta, perchè altrimenti ricordiamoci il Canada 2011. E in Brasile non piove poco, quando inizia. Si potrebbero stravolgere ancora di più le condizioni, mescolare le carte, creare un ‘caos’ infernale come nel 2008. Per fortuna sono ancora forte di cuore.

Detto questo, spero in una gara onesta, da ricordare. Una gara dove si possano ricordare le gesta dei Piloti. Dove prevalgano LORO su pioggia, problemi tecnici e tutto il resto.

Chiunque dei due avrà meritato, in un modo o nell’altro. Le chiacchiere sulla macchina più veloce stanno a zero, per quanto mi riguarda. E’ da quando scrivo che lo dico. Su queste macchine ci vanno i piloti, non sono telecomandate. Ogni pilota vuole la macchina più veloce. Se vogliamo contestare i Mondiali per superiorità del mezzo, liberi di farlo. Ma che questo si applichi anche ai Mondiali a partire dal 1950. Si avrebbero grosse sorprese.

Fernando, Seb, la palla.. il volante, a voi.

 

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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