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Libri | La congiura degli innocenti

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Sergio Marchionne aveva fortemente voluto il ritorno del marchio Alfa Romeo nei Gran Premi. E la Sauber, autentico team-taxi dei marchi automobilistici (si ricordano le joint ventures con Mercedes nell’endurance e con Bmw in F1) ha accompagnato il rientro della gloriosa Casa milanese nella massima formula.

Un rientro che però ha fatto storcere il naso ai puristi, che considerano tale avventura come una mera operazione di marketing, e per i quali l’ultima vera parentesi del marchio del Biscione fu quella a cavallo tra gli anni settanta e ottanta.

Proprio su questo periodo è incentrato il libro di Luca Dal Monte “La congiura degli innocenti”, con un sottotitolo eloquente: “Dalla Brabham-Alfa Romeo all’Alfa-Alfa”. Il corposo volume (380 pagine) edito da Giunti-Nada fa finalmente luce sui retroscena di una vicenda solo superficialmente nota: il rientro dell’Alfa nei Gran Premi a metà anni ’70 come fornitore dei motori al team Brabham di proprietà di Bernie Ecclestone, il manager inglese che stava trasformando la F1.

L’incontro-scontro tra la mentalità italiana e quella inglese rivive attraverso le pagine di questo libro in cui Dal Monte, grazie a numerosi e preziosi documenti inediti consultati presso il museo Alfa di Arese e diverse interviste ai protagonisti, a partire proprio da un lungo incontro con Ecclestone, delinea episodi e avvenimenti sconosciuti al grande pubblico, fino alla decisione dell’Alfa, fortemente caldeggiata dal mitico ingegner Carlo Chiti, di rientrare direttamente in F1 come Costruttore totale, a 28 anni di distanza dal titolo mondiale 1951.

Un ritorno che purtroppo non verrà coronato dalla vittoria, ma che resta un’avventura intensa e ricca di storie, narrate attraverso la viva voce di protagonisti come Gordon Murray, Niki Lauda, John Watson, Bruno Giacomelli. Il volume, adeguatamente corredato da tre ampie sezioni fotografiche, evidenzia anche le problematiche di un’azienda di Stato, quale era l’Alfa Romeo all’epoca, in anni caratterizzati da battaglie politiche interne, ma desiderosa di rinnovare il Dna originario di un marchio, allora come oggi, sinonimo di competizioni ma ancora alla ricerca di un ruolo stabile nella geografia mondiale dell’auto.

Un libro indispensabile su uno straordinario periodo della storia della Formula 1.


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Francesco Ferrandino
Sono nato il 16 maggio '76, quando la Ferrari fece doppietta in Belgio con Lauda e Regazzoni: in quel momento i miei cromosomi hanno avuto una decisiva mutazione. Nascondendomi talvolta dietro il nickname "sundance76", continuo tuttora a predicare per le vie del web una singolare religione: la Storia delle Corse Automobilistiche.

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