Liberty risveglia i Media: e se il futuro fosse Internet?

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Immaginate una F1 via streaming. Certo, magari a pagamento, ma con quote popolari ed accessibili che non richiedano abbonamenti e diano libertà di scelta sul singolo evento o sull’intero campionato.

L’arrivo di Liberty Media ha risvegliato… anzi, svegliato, la parte che più di tutte mancava alla Formula 1, ovvero quella della comunicazione sul web. Finalmente, la categoria regina dispone di canali social all’altezza, che vengono aggiornati quotidianamente e propongono video, interviste ed immagini degne di tal nome. Niente più proibizionismo (nemmeno ai team, che ora durante i test possono postare liberamente e non sono più ammanettati) niente più muri tra lo sport e chi lo segue.

In questi primi tre mesi si è vista un’inversione di tendenza pazzesca, che porta già i primi risultati. I contenuti girano, la gente segue di più, e lo sport in sé grazie alle nuove regole aiuta certamente a recuperare tifosi dopo anni davvero pessimi.

C’è un’ultima questione sulla quale mi vorrei soffermare, ovvero quella dei diritti TV. Come sappiamo, in Italia la F1 viene trasmessa in esclusiva da Sky e per metà appuntamenti circa dalla RAI, la quale poi utilizza la differita per completare il pacchetto. 

Siamo ormai nel 2017 e dato che Liberty Media è composta da personaggi che della comunicazione hanno fatto il loro core business, mi chiedo quanto tempo passerà prima di poter assistere alle prime prove libere in streaming della Formula 1. Ci sono già diverse categorie nel panorama internazionale che utilizzano questo strumento per veicolare i propri eventi: penso alla F3, al DTM, alla F4 oppure al Blancpain. Se Liberty Media vuole davvero riavvicinare il pubblico alla F1, secondo me deve assolutamente rivedere tutto il pacchetto dei diritti TV e il modo di affacciarsi al mondo.

Prendendo in esame il nostro paese ci sono molti appassionati che hanno abbandonato la F1 per diversi motivi, uno tra i quali l’impossibilità (anche economica) di abbonarsi al satellite per seguire tutte le gare live. A questo punto potrebbe essere un’idea quella di creare diversi pacchetti che permettano all’utente di seguire la F1 via streaming, metodo tra l’altro diffuso tra chi non vuole abbonarsi ma vuole ugualmente seguire le gare in diretta. È un segreto di Pulcinella, ma i fatti sono questi.

L’apertura verso lo streaming comporterebbe una vera rivoluzione e, se gestita bene (soprattutto a livello economico) potrebbe rappresentare una nuova rinascita per la Formula 1. Si potrebbero prevedere pacchetti per singole gare o per l’intera stagione, oppure pacchetti limitati unicamente a qualifiche e gara, o ancora full access per seguire tutte le sessioni. E sono sicuro che il tutto costerebbe sicuramente meno ad una parabola e sarebbe molto più accessibile.

Si tratta di un’idea, certo, ma chissà che piani del genere non siano nel futuro dei nuovi padroni del Circus. 

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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