Lasciatelo in pace, avvoltoi. E, magari, vergognatevi

Lasciatelo in pace, avvoltoi. E, magari, vergognatevi

“Cammina”, “fa palestra”, magari “scia ancora”. “Capisce tutto”, “è consapevole”, “si è risvegliato”. Ma quanto siete vergognosi? Quanto siete avvoltoi? Quanto ignorate il senso di qualsiasi moralità? 

Due stramaledetti click. Un fottuto banner pubblicitario. Quattro numeri in croce da spacciare ai quattro venti per farsi belli di visite magari rimpolpate per alimentare il proprio ego. È davvero questo che conta nel 2018, quasi 2019? La professionalità si conta con il numero delle visite? La serietà con il ranking? Davvero il valore dell’informazione è diventato questo?

Fate schifo. Dal primo all’ultimo. Dopo cinque anni ancora non avete desistito: continuate volontariamente a pubblicare, condividere, copiare, riscrivere, inventare stronzate su un uomo che merita tutto tranne questo. Vi prendete gioco di chi crede a quello che scrivete, di chi vive con la speranza, di chi ingenuamente pensa di leggere della verità nelle porcate che divulgate. 

Dovrebbero togliervi il sito, internet, il telefono. In un mondo normale tutto questo non dovrebbe avere senso. E, fortunatamente, mi limito al caso di Michael, perché so benissimo che è un piccolissimo esempio nel mondo marcio dell’informazione. 

Detto questo, lasciate Michael in pace. Evitate, nei giorni del cinquantesimo compleanno, di rendervi ancora più ridicoli. Guardatevi allo specchio se ce la fate, pensate a cosa state facendo. Chiedetevi se vi piacerebbe avere un parente trattato nelle stesse condizioni, se vi piacerebbe essere maltrattati ogni santo giorno. Magari vergognatevi un po’. 

Smettetela, soprattutto. Perché prima o poi la ruota girerà e sarete considerati per quello che siete. Dato che siamo vicini a Natale evito di dirvelo, ma potete immaginarlo.

MONOPOSTO by SAURO

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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