Lancia 037: 40 anni di mito grazie al Rally di Montecarlo

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di Andrea Ettori @AndreaEttori
17 Gennaio 2023 - 18:45
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L’edizione 1983 del Rally di Montecarlo ha dato il via ad una stagione entrata nella storia dei rally e dell’automobilismo. Il duello tra la trazione integrale dell’Audi Quattro contrapposto alla trazione posteriore della Lancia 037, anche 40 anni dopo, è raccontato in modo quasi leggendario grazie anche al successo incredibile del mondiale costruttori della squadra guidata da Cesare Fiorio.

Il 1983 ha cambiato la storia del rally moderni e la Lancia 037 può vantare un primato imbattibile, quello di essere stata l’ultima vettura a due ruote motrici ad aver vinto il titolo. Il “Monte” di quella stagione parte con la grande novità proprio di casa Lancia e del suo uomo di punta, quel Walter Röhrl campione del mondo in carica passato dalla Opel al costruttore italiano. Lo squadrone Audi, privato proprio dal tedesco l’anno precedente del titolo piloti, si presenta ai nastri di partenza con una Quattro rinnovata nel peso e nei cavalli ma soprattutto con la consapevolezza di essere un team quasi imbattibile.

Il “quasi” è determinato da questioni puramente tecniche, con la 037 più veloce su asfalto grazie anche ad un peso nettamente inferiore ma in carenza di trazione e stabilità in tutte le altre condizioni rispetto alla Quattro. Le Lancia ovviamente non partono con i favori del pronostico ma il Montecarlo del 1983 si trasforma in un vero e proprio trionfo per il team italiano.

Röhrl coglie un’incredibile vittoria, la terza con tre costruttori differenti, davanti al compagno di squadra Markku Alén. Una doppietta fenomenale arrivata grazie alla classe dei piloti ma soprattutto all’organizzazione della struttura Lancia, guidata in quegli anni da Cesare Fiorio. La mossa “diabolica” di quel rally di 40 anni fa arriva nella PS2, quella di Chamrousse.

Lancia 037: 40 anni di mito grazie al Rally di Montecarlo

La prova inizia con circa tre chilometri di ghiaccio, per giunta in salita, mentre i rimanenti 24 sono totalmente asciutti. Partire con quattro gomme chiodate significherebbe distruggerle nel tratto asciutto, mentre montare le slick non consentirebbe nemmeno di salire nel tratto ghiacciato. In casa Lancia, dopo una riunione speciale e grazie anche alle informazioni raccolte da Giorgio Pianta e dal tecnico Pirelli Gianni Turchetti, decidono di partire con due gomme non chiodate davanti mentre sul posteriore le 037 montano gomme chiodate. Ma il vero colpo di teatro arriva dopo il tratto ghiacciato, con il pit stop in piena prova speciale per le 037. Si stima, secondo i calcoli di Fiorio e del suo gruppo di lavoro, che l’operazione di sostituzione delle gomme posteriori deve costare in termini di tempo circa un minuto, meno della metà rispetto a quanto si pensa di perdere utilizzando le gomme chiodate per tutta la speciale. Va esattamente così, con Röhrl e Alén che arrivano al termine della speciale con circa un minuto sulla Quattro di Stig Blomqvist.

Una vera genialata, che mette poi Lancia nelle condizioni di vincere il Montecarlo con Röhrl grazie a tempi eccezionali nelle successive 29 prove speciali. Lo stesso campione del mondo a fine gara mostra un grande entusiasmo per il successo finale: “Il Rally di Montecarlo è una gara speciale e se devo essere sincero tengo maggiormente a questa gara piuttosto che alla vittoria di un titolo piloti. La Lancia si è mostrata competitiva e questo è un grande risultato a soli nove mesi dall’esordio della 037, che ha avuto la conferma di essersi incanalata nella direzione corretta”.

E pensare che quel rally, per Röhrl, era partito con una fastidiosa congestione. E Audi? dopo i tanti proclami della vigilia il team tedesco esce dal Montecarlo con un terzo e quarto posto ottenuti da Blomqvist e Hannu Mikkola. Troppo poco per una squadra che partiva per dominare un rally che invece si è concluso con la doppietta, arrivata anche in modo “teatrale”, degli avversari.

Lancia 037: 40 anni di mito grazie al Rally di Montecarlo

Curioso come la prima PS di quella gara venne vinta dalla Renault 5 Turbo di Jean-Luc Thérier, bravo a sfruttare nei tratti tortuosi una buona scelta di gomme e soprattutto la guidabilità della propria vettura grazie ai “pochi” cavalli a disposizione.

La conclusione del rally però vive un piccolo giallo che mette in ansia i tecnici Lancia. Un accumulatore d’olio, che altro non è che una parte integrante della tubatura dell’olio, viene messo in discussione dai commissari perché ritenuto una pompa che necessita a sua volta di omologazione. Le spiegazioni di Pianta e Fiorio sono convincenti e nella hall dell’Hotel Beach Plaza la Lancia festeggia la vittoria del rally di Montecarlo del 1983.

Immagine copertina: Red Bull

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