l’8 Ottobre, le ricorrenze, le somiglianze, la nostalgia

E’ arrivato l’8 Ottobre. E per chi come me, in questo stesso giorno di 14 anni fa, era davanti alla televisione a impazzire di gioia per un mondiale che tornava passando proprio per Suzuka alla Ferrari dopo 21 anni, la memoria non può non pensare a chi, quella Ferrari, la guidava, ai mesi che sono passati, alla vicinanza di queste ore con quelle.

In questi giorni tragici per l’incidente di Jules, tante sono state le somiglianze con gli eventi di nove mesi fa, con il dramma di Michael che per certi versi sembra essere tornato tremendamente di moda. Le illazioni, le ipotesi di colpe di quella che dovrebbe essere una vittima da parte di chi ha giusto un po’ di aria da far circolare tra i tasti della tastiera. Il gioco al rialzo sul numero delle operazioni alla testa, le condizioni “gravi ma stabili” che significano tutto e nulla, i pareri di illustri medici che ci fanno lezioni di neurochirurgia via etere. Lo sciacallaggio delle foto dal luogo dell’incidente, la ricerca dello scoop e del click facile. L’arrivo dei parenti, degli amici piloti, e poi dell’illustre Professor Gerard Saillant, pronto a prestare la sua consulenza per Jules come per l’amico Michael a fine dicembre. Tutto sembra maledettamente portare indietro a quei giorni, che sono lontani ma sembrano ora vicini.

Tanti i punti in comune con l’altro dramma che abbiamo vissuto insieme, abbiamo imparato a gestire. Ora sappiamo che si va per le lunghe, che bisogna avere pazienza. Che man mano che passeranno le settimane se ne parlerà un po’ meno in generale, ma chi ha a cuore le sorti di questi ragazzi ci penserà tutti i giorni.

Le notizie che provengono da Jean Todt su Schumi lasciano un filo di speranza. Dice che sebbene non potrà mai più guidare una F1, potrà tornare ad una vita tutto sommato normale. Anche se non sappiamo cosa intenda per ‘normale’, rispetto a nove mesi fa è tutto un altro parlare, e speriamo per la fine dell’anno (chissà, magari proprio nelle vicinanze del primo funesto anniversario della disgrazia) di sapere di uno Schumacher cosciente di essere Schumacher, e magari in grado di poter dare qualche consiglio al suo Mick, che ormai corre da qualche tempo con i Kart.

Il comunicato di oggi su Jules non lascia spazio a molte interpretazioni. Il video dell’incidente, ormai lo sappiamo tutti, è devastante. Ma chissà. Anche se è difficile, proviamo a sperare in qualcosa di buono.

Anche se sarebbe bello tornare ad un anno fa e non avere di questi pensieri.

 

Foto : Internet (per segnalare il Copyright scrivere qui)

MONOPOSTO by SAURO

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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