Kroymans e la Ferrari spezzata

Kroymans e la Ferrari spezzata

Nel 2003 la Ferrari avvia il programma Corse Clienti, che permette ad un ristretto numero di fortunati di acquistare monoposto non più in attività organizzando degli eventi nei quali poter portare in pista questi gioielli, con dei tutor d’eccezione (ex piloti come Marc Genè) che assistono i “piloti” nella loro esperienza.

Federico “Fritz” Kroymans è un distributore Ferrari olandese. All’inizio degli anni 2000, oltre alle vetture del Cavallino, mette in vendita gioielli di marchi come Cadillac, Corvette, Jaguar, Maserati.

Oltre ad essere distributore Kroymans è anche cliente Ferrari e, come molti di essi, dispone di ottime risorse economiche: nel suo personale elenco di mezzi Kroymans ha anche una monoposto di Formula 1. Si tratta di una F399, modello del 1999 che ha vinto il campionato costruttori.

Il 14 agosto 2004 la Ferrari è, con i suoi clienti, a Laguna Seca. Tra questi c’è anche Kroymans con la sua F399, del tutto inconfondibile: ha infatti sostituito gli adinesivi Marlboro da ben più autoreferenziali “Kroymans”. Un mezzo sacrilegio per gli amanti dell’originalità.

La F399 pronta a scendere in pista. Immagine alfabb.com

Non è tanto questo a stupire però, quanto quello che succede alla F399 in pista. Durante una sessione, Kroymans perde il controllo della sua monoposto in curva 6, la piega a sinistra che porta alla salita verso il cavatappi. Le testimonianze dell’epoca parlano di uno scontro sul muretto interno della curva, ma la scena che i soccorritori si trovano davanti è surreale. La Ferrari è spezzata in due di netto all’altezza della centina dell’abitacolo, di cui resta solo il bordo superiore.

Ferrari spezzata: cosa è successo quel giorno a Laguna Seca?

Kroymans si trova fermo con le gambe completamente a vista mentre tutto il muso della monoposto, ruote comprese, si trova a qualche metro di distanza. Leggermente acciaccato ad un ginocchio, esce dall’abitacolo completamente illeso: si tratta di un vero e proprio miracolo.

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Immagine Hugh Crawford

La dinamica dell’incidente non è mai stata completamente ufficializzata e ci sono due diverse ipotesi. Secondo la prima Kroymans avrebbe perso il controllo e picchiato di muso per poi girarsi e sbattere anche con la ruota posteriore destra, persa nell’impatto. La seconda parla di una perdita di controllo su una chiazza d’olio con picchiata prima sul posteriore e poi sull’anteriore. Anche sulla velocità dell’impatto ci sono info discordanti tra chi parla di circa 80 km/h e chi dice fossero in realtà 80 miglia (ovvero circa 130 km/h).

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In ogni caso le immagini non mostrano, al di là della scocca spezzata, segni di uno schianto gravissimo. Il muso, ad esempio, è ancora attaccato al telaio (manca solo l’ala anteriore). Questo indica che la monoposto potrebbe non aver picchiato inizialmente con il davanti ma solo successivamente. Difficile capire come possa essere avvenuto il cedimento così netto.

Molte sono state le voci e le storie legate a questo incidente. In tanti, prima di tutto, hanno creduto ad un magico filtro di Photoshop data l’assurdità delle immagini. In alcuni casi si è pensato addirittura ad una scena montata ad arte. Invece no, è tutto vero.

Immagine alfabb.com

Anche il modello della vettura, la F399, ha alimentato ipotesi varie. Si tratta, infatti, dello stesso utilizzato da Michael Schumacher nell’anno in cui ebbe il tremendo incidente a Silverstone, che gli costò la frattura di tibia e perone della gamba destra, sei gare di assenza e addio ai sogni mondiali.

Si ipotizzò che quella di Kroymans potesse essere addirittura quella monoposto, ricostruita dopo l’incidente alla Stowe. In questo caso viene in aiuto il numero di telaio: quello acquistato dall’importatore olandese è il #193, con il quale proprio Schumi ha vinto ad Imola nel ’99. Il telaio incidentato a Silverstone, invece, fu il 192. Inoltre, il telaio sulla monoposto del tedesco si ruppe qualche decina di centimetri più avanti, come dimostrano le immagini dell’epoca.

Foto Ansa

Anche sul cedimento della scocca ci sono state varie voci. La più condivisa, che possiamo assicurare essere falsa, parlava di un lavoro di “limatura” del carbonio per ospitare un fisico un po’ più ingombrante rispetto a quello di un pilota normale. Tutto falso. È vero, invece, che la monoposto era stata riparata per un incidente lieve occorso in passato, sempre con Kroymans al volante.

Che ne è stato poi della F399? Ebbene è ancora viva. Riparata, o meglio ricostruita, viene utilizzata come vettura da vetrina al museo di Maranello oppure inviata in trasferta per eventi vari.

Immagine di copertina: Hugh Crawford


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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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