Kenny Roberts atto II: il test con la Cagiva a Monza 1986

“Perché un’altra prova con la Cagiva? Semplicemente perché amo questi ragazzi. Avrebbero potuto smettere da tempo; non lo hanno fatto, sono stati perseveranti ed ora iniziano a raccogliere i frutti del loro lavoro. Amano sviluppare la moto quanto me…”. Con queste parole Kenny Roberts rispondeva ad una domanda di un giornalista sul perché di un secondo test con la Cagiva dopo quello leggendario di Misano 1985.

Il 6 maggio 1986, due giorni dopo il GP di Jarama in cui Juan Garriga ottenne un ottavo posto con la Cagiva, il tre volte campione del mondo scese in pista a Monza per sviluppare la C10V in vista del GP delle Nazioni a Monza previsto per il 18 maggio.

Un test in cui erano presenti i fratelli Castiglioni, arrivati direttamente in elicottero per assistere al secondo test nel giro di pochi mesi del pilota americano, diventato nel frattempo team manager dopo il ritiro a fine 1983. Quattro le moto portate dalla Cagiva, due per Garriga e altrettante per Roberts, con il compito di trovare il giusto compromesso o le giuste soluzioni per migliorare la distribuzione della potenza, grande tallone d’Achille della C10V.

Con un setup non ideale Roberts ottenne un 1’55”38, comunque lontano dal tempo che Eddie Lawson con la Yamaha fece segnare 15 giorni dopo ottenendo la pole position in 1’49”950. Un test comunque importante che anche i meccanici, come lo storico Gilberto Milani che si lasciò sfuggire un “io per questo vado a letto anche a notte inoltrata”, compresero per forma e sviluppo. Da quel 1986, passo dopo passo, la Cagiva iniziò il suo percorso verso i vertici della classe 500.

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