Jorge e Marc con la scorta: non è che stiamo esagerando un po'?!

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Jorge e Marc con la scorta: non è che stiamo esagerando un po'?!

di 19 Maggio 2016, 17:00
Alessandro Secchi

No, non ce l'ho con la scelta di garantire i bodyguard ai due spagnoli. Sapete bene che in ambito MotoGP il mio punto di riferimento è Valentino, e sapete anche bene cosa penso di quello che è successo l'anno scorso.

Però c'è un però. Gli ultras di Rossi l'avevano già promessa la battaglia del tifo per il Mugello, e mi pare di capire che non siano bastati sei mesi di distanza dal finale del 2015 per sbollire. Dover difendere dei piloti con i bodyguard per paura di ritorsioni o di chissà quale azione inadatta è la morte del tifo. Si può essere incazzati quanto si vuole per quello che è successo l'anno scorso, ma minacce e quant'altro dovrebbero restare fuori da una manifestazione sportiva.

Purtroppo, però, viviamo nel mondo della prevaricazione verbale, che sui social trova terreno fertile per esprimersi con tutta la sua forza da leoni da tastiera, ed anche nel motociclismo siamo arrivati a livelli da stadio calcistico.

Qualcosa di simile era già successo al povero Marco Simoncelli nel 2011: dopo aver colpito Dani Pedrosa a Le Mans, provocandogli la rottura della clavicola destra (non volontariamente, ovvio... ), era stato minacciato di morte e finito sotto scorta a Barcellona.

Ora tocca a Lorenzo e Marquez, che dovranno affrontare il weekend italiano da reclusi e presumibilmente sentiranno onde di fischi dalle tribune. Spero, spero, che il tutto si risolva in una bolla di sapone.

Che tristezza, però.



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