F1 | John Booth: quale futuro per lui, dopo la Manor?

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John Booth ha voluto commentare il termine della sua avventura come team principal della Manor.

“Sono stati sei anni dannatamente difficili. Sono esausto. Ho trascurato mia moglie, quindi la prima cosa che farò in assoluto, sarà andare in Australia per tre settimane, sarà una buona opportunità per schiarire le idee”.

Il 60enne John Booth ha lavorato con Lewis Hamilton e Kimi Raikkonen nelle serie minori, ed è stato proprietario di un team di F3 di successo. È poi entrato in F1 nel 2010, con la promessa di costi controllati e pagamenti garantiti. Dei tre team entrati in F1, è rimasta solo la Manor, che sembra essersi ripresa dopo la crisi dello scorso anno.

Che futuro attende Booth? Non è ancora molto chiaro: “Lavoro nel motorsport da quando ho 23 anni… È difficile andarsene via del tutto, vero?” ha dichiarato. “Se dovessi rispondere adesso, non ci lavorerei più. Però non si sa mai… C’è da dire che se avessi saputo tutto, dubito che avremmo iniziato un team. Ci avevano promesso costi attorno ai 30 milioni di euro, e premi in milioni di dollari. E che le regole sarebbero state ben diverse da quelle che ci sono ora”.

“Uno dei momenti più belli è senz’altro Monaco 2014, ma anche l’aver portato fuori dal garage due monoposto, dal niente, nel 2010. Avevamo solo un ufficio e un’officina. C’eravamo solo io, Dave O’Neill e Laura. E basta”.

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Alessandra Leonihttps://saturnalia.portfoliobox.net
Classe 1989. Appassionata di F1, MotoGP sin dalla più tenera età. Le piace tradurre, blaterare, leggere, suonare e cantare.

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