Jean Alesi, la bandiera e la “Monza rossa” del 1993

Andrea Ettori - 11 Settembre 2022 - 09:15

Il ricordo di una gara iconica in un periodo difficile per il Cavallino. Jean Alesi e il GP d’Italia 1993

Il Gran Premio d’Italia del 1993 fa parte di quei miracoli sportivi a cui la Ferrari si aggrappava tra gli anni ’80 e ’90. In un’epoca in cui la scuderia di Maranello, se non in rare eccezioni, soffriva di una crisi tecnica e politica rispetto ai propri avversari, la gara di Monza diventava una sorta di “all-in” per provare a regalare una gioia ai tanti tifosi.

Dopo un tremendo 1992 con la Ferrari F92A dotata del doppio fondo, che nonostante una bellezza quasi inimitabile aveva toccato… il fondo, con risultati deprimenti, a Maranello la parola d’ordine era diventata “semplicità”. La F93A, prima Rossa dotata delle sospensioni attive, si presentò al mondo proprio nella sua semplicità e con il binomio bianco-rosso in stile Ferrari anni ’70 in una fredda giornata di dicembre del 1992 a Fiorano.

Il ritorno del mago John Barnard, fortemente voluto da Luca Cordero di Montezemolo, aveva creato delle buone aspettative sulla nuova nata del Cavallino. La pista però si rivelò tremendamente dura, con Jean Alesi e Gerhard Berger costretti a lottare con una vettura davvero complicata e per nulla competitiva. Soprattutto l’austriaco ebbe il suo bel da fare con i tantissimi problemi che arrivavano dalle sospensioni attive, che non ne volevano sapere di funzionare sulla monoposto di Maranello. La gara di Monza diventava quindi fondamentale per riscattare, almeno con un buon risultato, una stagione difficile che fino a quel momento aveva visto la Ferrari raccogliere due terzi posti e tanti ritiri in 12 gare del mondiale.

La preparazione alla gara brianzola era stata concentrata principalmente sul motore V12 con quattro valvole per cilindro, capace di girare ad altissimi giri-motore e in grado di garantire un’ottima velocità nei lunghi tratti rettilinei del tracciato di Monza. Soprattutto Alesi, che nella settimana del GP aveva chiamato i tifosi in circuito con la promessa di regalare loro una gioia, era piuttosto carico e motivato a fare bene.

Già dalle prove la macchina numero 27 venne portata oltre il limite da Alesi, con numeri incredibili che portarono Jean in terza posizione sullo schieramento, primo dopo le imprendibili Williams di Alain Prost e Damon Hill.

Strepitosa la gara, con Jean che grazie ad un passo costante e ai ritiri di Prost e Michael Schumacher ottenne un incredibile secondo posto, scatenando i tifosi della Rossa che finalmente avevano visto una Ferrari veloce, combattiva e affidabile. Quella gara, chiusa in seconda posizione alle spalle della Williams di Hill, è ancora oggi presente nella memoria dei tifosi della Rossa e ovviamente dello stesso Alesi. Questo è il suo ricordo che ha raccontato a noi di P300.it in questi giorni.

“Per me Monza 1993 è stato un weekend indimenticabile. Andare sul podio con una Ferrari nella gara di casa è qualcosa di speciale. Ricordo soprattutto il grande affetto dei tifosi e il bandierone che uno di loro mi aveva dato in pista subito dopo la fine della gara. Sono rientrato ai box con questa bandiera, che poi è diventata un simbolo per i dipendenti Ferrari. Infatti in fabbrica quando siamo rientrati ho trovato un poster con quella immagine. Sono davvero felice di aver vissuto questa cosa, come ho già detto per me Monza 1993 resta indimenticabile”.

Immagine: WikiCommons