It's over, finalmente

SEVEN
It's over, finalmente

Il 2019 va in archivio. Era francamente ora di 02 Dicembre 2019, 13:24
Alessandro Secchi

Ventuno gare sono tante, forse troppe. Lo capisco dal fatto che la fine della stagione arriva, ultimamente, con la voglia di chiudere l'anno in fretta più che con il dispiacere perché la F1 sta andando in vacanza.

È un protrarsi infinito, si arriva a dicembre ormai stanchi, scarichi. Il 2019, che ne dicano in molti, non è stato un anno esaltante, anzi... Una prima metà di stagione dominata come non mai dalla Mercedes ed una seconda vissuta di totale rendita, lasciando il palcoscenico agli altri.

L'ho già scritto e dopo quest'ultimo Gran Premio, vinto dai campioni in carica in forma di inizio anno, ne sono ancora più convinto. Avremmo rischiato una stagione stile 2014/2016 se a Brackley non avessero tirato i remi in barca. Posso accettare che la Ferrari abbia in qualche modo migliorato le sue prestazioni - anzi, a beneficiare degli aggiornamenti è stato più Vettel da Singapore in poi - ma non esiste che un team dominatore delle prime 10/11 gare si trovi poi a dover inseguire come ha fatto la Mercedes. È quasi un insulto all'intelligenza.

Se Hamilton e Bottas non avessero corso col braccino dal rientro dalle vacanze il 2019 sarebbe stato un autentico disastro per l'immagine della Formula 1 e per tutto il suo sistema. Ben venga quindi un mezzo rimescolamento - specialmente se a beneficiare del tutto è la Ferrari, qualcuno penserà - ma si tratta di una specie di palliativo che ha distratto le folle dai veri valori in campo. A meno che non si voglia credere che magicamente la Mercedes abbia ritrovato quel mezzo secondo di margine tra Brasile ed Abu Dhabi. E dai...

Finalmente finita, quindi, anche se non so cosa pensare per l'immediato futuro. Il 2020 rischia di essere un 2019 bis. L'ultimo anno di un regolamento solitamente non porta sconvolgimenti importanti e, quindi, Hamilton avrà l'occasione di puntare su due record - quello di vittorie e quello di titoli - che possono portarlo nei numeri a livello di Schumi. Anzi, forse l'unico vero motivo di interesse per il prossimo anno è proprio questo: il duello a distanza con la gloria. Chissà come andrà.

Per il resto beh, visto che 21 gare sono stancanti ne avremo 22 e, negli anni a venire, si potrebbe arrivare anche a 25. Più che un mondiale di Formula 1 rischia di diventare un campionato di calcio senza sosta. Più gare, più sorpassi (finti), più tutto, intanto si perdono la qualità e l'emozione, l'attesa dell'evento, il valore del singolo appuntamento.

Giusto così? Non lo so. È il mondo che cambia, dicono. Sarà, ma a me non convince mica troppo.



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