Intervista a Eddie Cheever: “Troppi guasti stupidi nel 1983”

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Tempo di lettura: 4 minuti
di Andrea Ettori @AndreaEttori
8 Marzo 2023 - 12:47
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Continua lo speciale “1983 la serie” sulla stagione di F1 di 40 anni fa. Un campionato non banale, con diversi fatti e protagonisti che hanno scritto la storia del motorsport.

P300.it ha avuto il piacere di intervistare ancora una volta (qui i nostri precedenti “episodi” su Detroit 1986 e Monza 1988) l’ex pilota italo-americano Eddie Cheever, protagonista di quel campionato alla guida della Renault e capace di salire sul podio quattro volte chiudendo la stagione al settimo posto.

Ci ricordi come è avvenuto il tuo passaggio da Ligier a Renault?
“È stata una trattativa brevissima che è iniziata circa due settimane prima di Monza. Ho avuto fino a quel momento un anno di successi alla Ligier dove avevo lottato alla pari con Laffite, che aveva vinto delle gare l’anno precedente. Un altro motivo per passare alla Renault è stato il grande successo che hanno avuto nel 1982 e anche per la loro esperienza con il motore turbo”.

Hai iniziato la stagione con la macchina del 1982 e poi, dal Paul Ricard, è arrivata la RE40. Che ricordi di quella monoposto?
“Il primo test che ho fatto al Paul Ricard è stato con la monoposto del 1982, che aveva le minigonne. Era una macchina incredibile, molto potente e maneggevole. Aveva tantissimo carico aerodinamico. Poi con l’abolizione delle minigonne siamo ripartiti da zero. Il cambiamento è stato una delusione per me in quanto avevo amato il lavoro di ricerca da parte degli aerodinamici per trovare carico aerodinamico”.

In quella stagione sei andato quattro volte a podio ma hai avuto parecchi guasti tecnici, il trattamento che Renault riservava a te e a Prost era identico?
“Ho firmato per Renault come secondo pilota e mi andava bene. Purtroppo ogni volta che ero in una buona posizione, Long Beach, Silverstone, Monaco o Hockenheim, ho avuto degli stupidi guasti meccanici”.

Che rapporto hai avuto con Alain Prost?
“Posso dirti che non ho mai avuto nessun problema con Alain”.

Come mai Renault, ovviamente con Prost, è completamente andata in difficoltà sul più bello, quando doveva giocarsi il mondiale con Piquet?
“Non credo che le nostre auto abbiano perso velocità. BMW ha migliorato le prestazioni del motore e ha dato a Piquet una macchina più veloce per terminare il campionato. Ricordo perfettamente che dopo la gara in Olanda tutto, nella squadra, sembrava più complicato”.

Il 1983 è stato l’anno dell’abolizione dell’effetto suolo e dei rifornimenti. Come hai vissuto questi cambiamenti?
“Quando ho testato la Renault del 1982 con le minigonne, sono rimasto amaramente deluso dalla FIA che ha decretato un cambiamento delle regole per il 1983, ma in retrospettiva era la decisione giusta da prendere perché le monoposto stavano raggiungendo velocità incredibili con l’effetto suolo e i cavalli del motore turbo. Anche spostare i piedi del pilota dietro l’asse anteriore è stato un netto miglioramento della sicurezza”.

Quale gara ricordi con maggiore entusiasmo e quale con più delusione?
“Mi è sempre piaciuto correre a Monza, probabilmente perché è stato il primo circuito che ho visto dal vivo da bambino per una gara, e mi sono sempre sentito in molti modi italiano. Ho avuto una macchina veramente buona a Monza nel 1983, ma ho perso la seconda marcia dopo circa dieci giri e questo mi ha impedito di fare meglio del terzo posto. Le più grandi delusioni sono state Monaco e Hockenheim. A Monaco ho avuto un problema elettrico e a Hockenheim, a pochi giri alla fine della gara, il cavo dell’acceleratore si è rotto. In quel campionato ho avuto davvero diversi guasti stupidi e questo è un rimpianto di quella stagione”.

A proposito di Monaco, ci racconti la sensazione dell’esordio degli scarichi soffianti sulla Renault?
“Sulla carta era una grande idea che avrebbe dovuto creare un sacco di carico aerodinamico. Il problema è che nemmeno Alain riusciva a sfruttarli a dovere”.

Come avete gestito, nel team, le voci sulla benzina irregolare della Brabham?
“Sembra che in F1 ci sia un pensiero generale, una regola non scritta, che dice che si può interpretare una regola finché non la si viola. Non ricordo che qualcuno avesse le prove che usassero carburante illegale e a tal fine non è mai stato fatto nulla. Una volta che hanno vinto il campionato e nulla di illegale è stato scoperto era finita e Piquet ha vinto”.

Immagini: Wikimedia Commons

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