Matomo

Indycar | Texas 300 2020: Dixon domina, Rosenqvist a muro mentre era secondo

CONDIVIDI

SEGUI P300.it

Telegram | Canale News

Telegram | Discussione

Google News

Twitter

Instagram

La pole position gli è sfuggita per pochi centesimi di secondo, ma in gara non c’è stata storia: Scott Dixon è stato l’autentico dominatore della prima prova del campionato 2020 della NTT IndyCar Series, la Genesys 300 che si è corsa al Texas Motor Speedway.

Dixon ha preso il comando delle operazioni al termine del primo stint di gara e da quel momento in poi nessuno è più riuscito a tenere il suo ritmo. L’unico inconveniente è arrivato nel corso della seconda sosta, effettuata sotto caution, quando un problema con il dado di una ruota l’ha fatto scivolare dalla prima alla terza posizione.

Per il neozelandese si è trattato però di un ostacolo momentaneo, visto che in una manciata di tornate si è ripreso il comando della gara per non mollarlo più fino al traguardo. Dixon ha così conquistato la 47esima vittoria nella NTT IndyCar Series, cinque in meno di quelli ottenuti da Mario Andretti che si trova al secondo posto nell’elenco all-time dei vincitori.

Per Chip Ganassi la gara di oggi sarebbe anche potuta finire con una doppietta, visto che Dixon e Rosenqvist avevano fatto il vuoto alle loro spalle e, dopo l’ultima sosta, avevano un vantaggio di oltre 10 secondi sui più diretti inseguitori. Lo svedese è però finito a muro ad una decina di giri dalla conclusione, quando è finito nella parte esterna di curva 1-2 (una parte della pista completamente priva di grip) durante una fase di doppiaggio.

A beneficiare dell’errore di Rosenqvist sono stati in primis Pagenaud e Newgarden, che hanno chiuso al secondo e al terzo posto una gara per loro particolarmente difficile, durante la quale le loro macchine sono state continuamente oggetto di vibrazioni. Peggio è andata al loro compagno di squadra, Will Power, che ha tagliato il traguardo al 13° posto e doppiato, dopo aver anche perso una ruota alla ripartenza dopo la seconda sosta.

Al quarto posto si è classificato Zach Veach, che è stato protagonista di una delle migliori gare della sua carriera: il pilota del team Andretti ha combattuto a lungo con Pagenaud e Newgarden, ma alla fine ha dovuto accontentarsi di un piazzamento ai margini del podio. Molto positive anche la quinta e la sesta posizione di Ed Carpenter e Conor Daly, anche loro costantemente in lotta per le prime posizioni dopo essere partiti da centro gruppo.

Settimo Colton Herta, che pur avendo ottenuto un buon risultato finale non è certo stato tra i protagonisti di oggi; bravo invece Hunter-Reay, ottavo, costretto ad una rimonta dopo aver perso un giro ad inizio gara per aver subito un drive through, comminatogli perché sulla sua macchina sono stati effettuati interventi non consentiti prima del via. Curiosamente tre monoposto motorizzate Honda, quelle di Hunter-Reay, Rossi e Rahal, sono state tutte costrette a subire interventi tecnici mentre le altre macchine già si stavano muovendo per i giri di ricognizione.

La top-10 viene completata da un ottimo Oliver Askew, che è “sopravvissuto” nel migliore dei modi al rodeo texano, e dal veterano Kanaan, risalito tra i primi durante gli ultimi giri di gara.

Undicesimo ad un giro si è classificato Charlie Kimball, finito a muro proprio durante l’ultimo giro dopo essere finito molto largo in Curva 2. Un vero peccato per il pilota californiano, che come Daly e Carpenter è stato in lotta per larghi tratti di gara con Pagenaud e Newgarden per un posto sul podio.

Oltre a Rosenqvist, di cui abbiamo già parlato in precedenza, l’unico altro incidente si è verificato dopo 36 giri, al termine della prima tornata di pit stop, quando Rinus VeeKay è finito largo in Curva 2 e ha perso il controllo della vettura; la macchina dell’olandese è partita in testacoda e ha travolto l’incolpevole Alex Palou, che proprio in quel momento stava ripartendo dai box.

L’unico altro ritiro in gara è stato quello di Santino Ferrucci, che come Power è rimasto senza una ruota alla ripartenza da un pit stop. Dopo aver percorso un paio di giri, il pilota del team Coyne è tornato ai box e si è fermato definitivamente. Nulla da fare infine per Takuma Sato: la sua macchina è stata danneggiata in misura eccessiva dall’incidente in qualifica e i suoi meccanici non sono riusciti a ripararla in tempo per la gara.

Il prossimo appuntamento con la NTT IndyCar Series è per il 4 luglio con il GMR Grand Prix di Indianapolis, che si disputerà nello stesso weekend in cui la Nascar Cup Series correrà la Brickyard 400.

A seguire la cronaca della gara e le classifiche.

Immagine di copertina da Indycar Media/Joe Skibinski

MONOPOSTO by SAURO

ULTIMI ARTICOLI

ALTRI DALL'AUTORE