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Indycar | Texas 300 2020: Dichiarazioni P1-P8

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Seguono le dichiarazioni dei piloti che hanno concluso la Genesys 300, prima prova del campionato 2020 della NTT IndyCar Series, nelle prime 8 posizioni.

SCOTT DIXON (#9 PNC Bank Chip Ganassi Racing Honda, P1): “Non ho parole per ringraziare la squadra e tutti quelli della PNC. Sono tempi veramente strani. È stato un grande lavoro di squadra: abbiamo fatto un paio di errori all’inizio e durante la gara, ma siamo riusciti a rimediarli. È stato meraviglioso: Honda ci ha dato molta potenza, la macchina era incredibilmente veloce in qualsiasi situazione ci siamo trovati. Grazie mille a tutti. Mi dispiace che qui non ci siano tifosi, avrei voluto festeggiare con loro. I problemi con il traffico sono emersi solo quando ho raggiunto alcuni concorrenti più difficili da superare. Will [Power] è stato un osso duro, ma me l’aspettavo perché stava provando a restare a pieni giri come molti altri piloti. [Alexander] Rossi invece aveva due giri di ritardo, quindi non capisco cosa stesse cercando di fare, ma dopotutto le gare sono queste. Abbiamo dovuto compiere alcune manovre azzardate in Curva 1, specialmente nei confronti di Felix [Rosenqvist] e di Josef [Newgarden], che sicuramente sono state un buon modo per tornare in prima posizione”.

SIMON PAGENAUD (#22 DXC Technology Team Penske Chevrolet, P2): “Venendo qui sapevamo che per la NTT INDYCAR SERIES non sarebbe stato facile organizzare una gara e mettere in scena uno spettacolo che potesse intrattenere le persone. È questo ciò che noi facciamo ed è di questo che si occupa il nostro business. Sono orgoglioso di aver portato i colori della DXC Technology qui, nella loro gara di casa. È stata una serata intensa, nella quale abbiamo cambiato il bilanciamento più volte: in alcuni stint la macchina era molto sovrasterzante, ma in uno avevamo sottosterzo. Era una situazione difficile da comprendere, quindi dovevamo essere perfettamente consapevoli degli aggiustamenti da apportare alla macchina. Alla fine abbiamo tolto carico all’ala anteriore, la macchina è tornata nelle nostre mani ed è stato molto divertente”.

JOSEF NEWGARDEN (#1 XPEL Team Penske Chevrolet, P3): “È stata una gara di resistenza per la #1 ‘XPEL Chevrolet’. Torniamo a casa con un arrivo a podio, che è quello di cui avevamo bisogno. In serate come queste l’importante è arrivare in fondo. Quella di oggi è stata la tipica serata nella quale era necessario mettere da parte l’orgoglio e tirare fuori il massimo da quello che si aveva tra le mani. Se ho la possibilità di vincere la gara ci provo in ogni modo, ma oggi non era il caso. Non eravamo sufficientemente veloci nell’arco di un intero stint di gara per poter lottare con Scott, che è stato velocissimo per tutta la serata. Questo è il risultato che la squadra è riuscita ad ottenere: loro sono i migliori in circolazione e mi hanno dato il massimo per portarmi davanti. Ora dobbiamo riorganizzarci: non sono soddisfatto del terzo posto perché voglio vincere, ma in una serata come questa un terzo posto vale come una vittoria”.

ZACH VEACH (#26 Gainbridge Honda, P4): “È stata una serata davvero, davvero buona per la ‘Gainbridge Honda’. Volevo iniziare bene il 2020 perché il 2019 è stato davvero difficile e qui in Texas siamo partiti quinti e siamo arrivati quarti. Sono semplicemente molto felice. È grandioso portare questo tipo di inerzia fino all’Indy GP, con la speranza che potremo avere il tipo di stagione di cui abbiamo bisogno. I ragazzi hanno fatto un lavoro meraviglioso: il mio ingegnere, Mark Bryant, e la macchina sono stati incredibili, così come la mia crew ai box. Sono stati fantastici in tutti e hanno avuto un ruolo fondamentale in una gara come questa, in cui non ci sono stati molti sorpassi. Sono molto felice e ringrazio la Andretti Autosport”.

ED CARPENTER (#20 Ed Carpenter Racing Chevrolet, P5): “Sono stato abbastanza aggressivo! Ho avuto la possibilità di attaccare Josef [Newgarden] all’uscita di Curva 2 per conquistare un podio, ma ho avuto troppo sovrasterzo. Il team ECR ha fatto un grande lavoro per tutta la serata, così come la Chevy. Ovviamente in gara è stata fondamentale la posizione: partendo davanti avremmo potuto lottare per un risultato migliore. Siamo partiti a centro gruppo, ma abbiamo raggiunto e superato altri piloti per tutta la gara. È stato bello tornare a correre. Firestone ha fatto un grande lavoro viste le difficili circostanze”.

CONOR DALY (#59 Gallagher Carlin Chevrolet, P6): “È stata una serata splendida, sapevo che la ‘Gallagher Carlin Chevrolet’ sarebbe stata una grande macchina. Mi sono un po’ complicato la vita in qualifica dove non mi sono espresso al meglio, ma ci siamo riscattati con una gara fantastica. Il team ha eseguito degli ottimi pit stop, sono stati incredibili per tutta la sera. La macchina era fantastica da guidare e mi ha dato la giusta fiducia per risalire la classifica. Siamo migliorati molto rispetto all’anno scorso: onestamente saremmo potuti finire tra i primi cinque, ma negli ultimi tre giri abbiamo avuto del sovrasterzo e non ho potuto spingere fino in fondo; negli ultimi giri ero sempre di traverso. Sono grato a Carlin e a Gallagher per avermi dato l’opportunità di essere qui con questa squadra e di far parte di questa categoria. È un modo grandioso di iniziare il campionato”.

COLTON HERTA (#88 Capstone Turbine Honda, P7): “Sono felice di come è iniziato l’anno per la #88 ‘Capstone Honda’. Non credo che oggi avessimo la macchina per vincere, ma abbiamo comunque tirato fuori un buon risultato. Complimenti a Zach [Veach], ha fatto davvero un grande lavoro. Per me è arrivata la settima posizione dopo essere partito 14°. Abbiamo del lavoro da fare, ma questi punti sono ottimi per iniziare l’anno e proiettarci verso il resto della stagione”.

RYAN HUNTER-REAY (#28 DHL Honda, P8): “Alcuni eventi incredibilmente sfortunati ci hanno colpito all’inizio della gara. La squadra ha fatto un grande lavoro nel preparare la macchina per la qualifica, ho tirato fuori il massimo e mi sono qualificato quarto. Alla fine è stata una gara in cui la posizione in pista era fondamentale e questo avrebbe potuto esserci di grande aiuto. Purtroppo abbiamo avuto un problema elettronico al momento dell’avvio della macchina e abbiamo dovuto sostituire delle componenti. A causa delle regole sul parco chiuso applicate per questo evento, siamo stati penalizzati due volte. Non so perché la sfortuna si ostina a colpire la #28, ma è una cosa frustrante. L’intero team #28 della ‘DHL Honda’ ha fatto un grande lavoro. Avevamo una buona macchina per rappresentare al meglio i nostri partner, ma siamo stati privati di un grande risultato”

Immagine di copertina da Indycar Media/Joe Skibinski

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