IndyCar | Nuovo caso di odio online: insulti a Pourchaire da parte dei supporter di Canapino

IndyCar | Nuovo caso di odio online: insulti a Pourchaire da parte dei supporter di Canapino

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Tempo di lettura: 6 minuti
di Alyoska Costantino @AlyxF1
5 Giugno 2024 - 17:40
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Dopo la gara di Detroit, molti tifosi argentini si sarebbero accaniti contro il pilota francese per via di un incidente avvenuto in gara.


Per quanto le utilità e le possibilità che internet fornisce siano immense, purtroppo esso mostra, spesso e mal volentieri, il lato più oscuro delle persone; nell’ambito dello sport, quelle che non sanno distinguere il tifo sano e genuino dall’ossessione e dal fanatismo più sfrenato.

E’ ciò che, probabilmente, non sanno fare alcuni spettatori della IndyCar, sicuramente quelli che si sono lanciati in pesanti insulti ai danni di Théo Pourchaire. Al termine del GP di Detroit di domenica scorsa (vinto da Scott Dixon), alcuni utenti su X non si sono risparmiati nello scagliare ingiuste critiche e parole ben poco lusinghiere al campione in carica della F2, ora in pianta stabile nel team Arrow McLaren.

Ciò è stato frutto del contatto provocato da Théo ad una delle tante ripartenze della gara cittadina: in fondo al rettilineo di partenza, la McLaren #6 ha perso il posteriore in frenata a gomme fredde e sull’asfalto bagnato, speronando lateralmente l’incolpevole Agustín Canapino e toccando anche Felix Rosenqvist.

Dall’onboard camera di Canapino, in sottofondo, si può anche sentire la focosa reazione del pilota argentino. Non si tratta, comunque, di qualcosa per cui gridare allo scandalo: per un pilota toccato incolpevolmente e a cui è stata rovinata la gara senza che potesse fare nulla, la reazione rabbiosa è tutto sommato comprensibile.

Per nulla comprensibile né giustificabile, invece, l’atteggiamento dei presunti tifosi di Canapino contro Pourchaire: l’incidente causato da Théo ha scatenato le ire di questi soggetti, che hanno riversato il proprio odio sulla piattaforma social solo perché il loro pilota aveva avuto la peggio.

In realtà, l’episodio di gara in sé e le varie analisi che si possono fare (con Pourchaire che ha ben più di un’attenuante per l’errore commesso, come appunto l’asfalto umido e le gomme fredde) risultano del tutto irrilevante per il nocciolo del discorso: a parti invertite, ovvero con Canapino autore dell’errore, forse si sarebbe assistito allo stesso, triste spettacolo sul social di Elon Musk, sempre da parte dello stesso pubblico.

Già quanto avvenuto a fine 2023 potrebbe dare prova di ciò: a Laguna Seca, ultima prova dello scorso campionato IndyCar, Canapino ed il suo ormai ex-compagno Callum Ilott erano arrivati ai ferri corti nel GP Monterey di Laguna Seca, nello specifico per un contatto avvenuto all’Andretti Hairpin ma causato più dall’errore di Agustín che da un azione sbagliata di Callum. Eppure, questo non aveva frenato i tifosi argentini dallo sputare nuovamente veleno addosso al pilota inglese.

Pourchaire, tramite il proprio account su X, ha denunciato la cosa: “Sono dispiaciuto di aver ricevuto così tanto odio e minacce di morte nelle ultime 24 ore per un incidente così piccolo nel GP di Detroit. Spero che le persone capiscano che siamo tutti esseri umani e che possiamo commettere errori. Ma non è normale abusare delle persone online… Per favore, siate gentili gli uni con gli altri“.

Anche McLaren e Juncos Racing, le squadre dei due piloti coinvolti, hanno voluto schierarsi fermamente contro l’accanimento gratuito ricevuto da Pourchaire: “Le ultime ventiquattore hanno purtroppo fornito ai nostri team un forte promemoria sulla necessità di rispetto e civiltà nelle nostre interazioni online”.

I social media ci permettono di interagire con i nostri fan in tutto il mondo, ma è importante interagire tra di noi in un ambiente rispettoso e sicuro. Non tollereremo alcuna forma di abuso o discriminazione e coloro che partecipano a tali azioni non sono i benvenuti nella nostra comunità online e verranno bloccati.

“La NTT IndyCar Series offre azione dinamica in pista e incredibile accesso per i fan, ma dobbiamo ricordare che al volante, al muretto dei box o ai monitor, siamo tutti esseri umani. È fondamentale mantenere collettivamente una comunità sicura e accogliente per tutti i soggetti coinvolti.”

Molti hanno sostenuto moralmente il #6 di casa McLaren (tra cui Zak Brown), ma altri hanno rincarato la dose. Dall’altra parte Canapino, con un comunicato rilasciato sul proprio di profilo, ha deciso di lavarsene le mani prendendo le distanze da quanto successo: “Ovviamente sono contro gli abusi e l’odio. Coloro che si comportano in questo modo non fanno certamente parte della nostra community e non sono i benvenuti qui. Inoltre, noi argentini siamo passionali ed euforici, ma questo non significa che dovremmo essere accusati di essere ciò che non siamo. Per questo motivo respingo categoricamente l’essere etichettato ed identificato in una categoria di persona a cui noi non apparteniamo”.

“Non ho letto una singola minaccia di morte verso coloro che dicono di averne ricevute. Dallo scorso anno ad oggi, nessuno sano di mente farebbe una cosa simili. E’ oltraggioso essere accusati di questo cn così tanta leggerezza, e non lo accetterò più. Se qualcuno dovesse averlo fatto, non fa parte del nostro gruppo e noi non meritiamo di essere considerati in questa maniera per via di alcuni comportamenti che rigettiamo fermamente”.

“La maggioranza di noi fan è fatta di persone rispettose e piacevoli, le quali supporto immensamente e ringrazio per il loro continuo supporto, sia nei periodi belli che in quelli brutti. Ricevo costantemente odio ed insulti, ma ho imparato a conviverci come molte persone fanno, scegliendo di ignorarli. Non c’è niente di più triste e meschino dell’insultare gli altri nascondendosi dietro i social media”.

“Infine, approfitto di quest’opportunità per invitare chiunque a riconsiderare, o ad aiutare gli altri a farlo, su cosa dobbiamo basare le nostre azioni nel bene del rispetto, al di sopra di tutto. Siamo liberi di esprimere le nostre emozioni e sentimenti, ma con rispetto e tolleranza. E’ il modo migliore per evolversi e diventare una società migliore”.

Il discorso del pilota Juncos Hollinger Racing, per quanto corretto, cozza però con le azioni, in ambito social, compiute da lui stesso: il #78 non si è nascosto dal mettere “Mi Piace” o dal compiere condivisioni di alcuni dei messaggi che ha denunciato nel comunicato.

Entrando su internet c’è sempre il rischio di entrare in contatto con soggetti discutibili e dai comportamenti vili, ma è decisamente meno consueto vedere un pilota che, seppur in maniera un po’ fumosa, supporta e condivide suddetti comportamenti. Lo sport, oltre che competizione, deve comprendere il rispetto come aspetto, ma quando un pilota approva tra le righe quanto avviene di sbagliato dietro le quinte, ecco che ciò può fornire un pessimo esempio e macchiare l’immagine del pilota stesso, della sua squadra e persino del campionato in cui corre.

Fonte immagine: indycar.com

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