La parte centrale della stagione prosegue con la tappa di Mid-Ohio, su un altro tracciato storico e molto tecnico della IndyCar.
In questo fine settimana la IndyCar Series correrà a Lexington, per l’iconica Honda Indy 200 di Mid-Ohio. L’edizione 2026 di questa gara rappresenterà l’undicesima prova della stagione ed andrà proseguire il filotto di gare storiche che, praticamente da sempre, compongono il calendario della categoria a stelle e strisce.
Il tracciato di Lexington, su cui si svolgono 90 giri dal 2024, è lungo 2,258 miglia e la distanza di gara supererà di pochissimo le 200 miglia totali, cifra a cui fa riferimento il nome dell’evento. L’aspetto strategico della gara sarà essenziale, dato che molte edizioni sono state vinte più grazie al lavoro dai box che per merito di sorpassi o manovre azzardate.

Si giunge in Ohio a due settimane dal Gran Premio di Road America, per quella che è stata, con tutta probabilità, la gara più bella della stagione insieme alla 500 Miglia d’Indianapolis. A vincerla è stato Christian Lundgaard, il quale ha approfittato del ritiro di Marcus Armstrong a pochi giri dalla fine per andare a trionfare per la seconda volta quest’anno.
L’evento in Wisconsin, tuttavia, non ha granché cambiato la situazione nella classifica iridata, che vede ancora Álex Palou in qualità di leader del campionato. La gara di Road America non ci ha mostrato il migliore dei #10, autore di un errore in pit lane dove ha infranto la velocità limite durante un pit stop, ma nonostante ciò l’alfiere Ganassi è “caduto in piedi”, terminando la corsa al quinto posto.
Lo scorso anno Palou, a Mid-Ohio, ha patito una delle poche sconfitte dell’anno, perdendo la gara negli ultimi giri a causa di un lungo e di alcune difficoltà successive nel riprendere velocità. A trionfare è stato così Scott Dixon, per quella che è, tutt’oggi, l’ultima vittoria del neozelandese in carriera.
Il #9 sa come vincere a Lexington, essendo il recordman del tracciato con nove successi, ma al momento gli indizi non conducono ad un nuovo centro di Dixon. Chi invece potrebbe avere più chance è l’ex-Ganassi Armstrong, affamato di rivincita dopo un Gran Premio che gli ha tolto, a poche miglia dalla fine, la gioia del primo successo.
Questo discorso vale anche per Felix Rosenqvist, l’altro alfiere di Meyer Shank Racing. Recentemente lo svedese ha dichiarato che uscirà dal team a fine stagione, ma di certo, dopo la vittoria alla Indy 500, vorrà concludere in bellezza l’avventura nella squadra “clienti” di Ganassi. L’ottavo posto di Road America sarà stato sicuramente stretto all’ex-Formula E.
Ancor più affamato di successo è, potenzialmente, David Malukas per Penske. Pur essendo secondo nella generale a 60 punti da Palou e con quattro podi all’attivo, il lituanoamericano deve ancora vincere il proprio primo evento e, di riffa o di raffa, quest’appuntamento con la vittoria continua ad essere rimandato.
Il Team Penske, dal canto proprio, non vince quest’evento dal 2022, quando ne fu capace grazie a Scott McLaughlin. Come Malukas, anche il neozelandese è ancora alla ricerca della propria prima affermazione del 2026 e piste come Lexington sembrerebbero le più adatte per puntare ad un obiettivo simile. La costanza del #2 gli sta permettendo di precedere Josef Newgarden in classifica, finito a muro ad Elkhart Lake ma con già due vittorie all’attivo quest’anno.
Sul podio dell’ultima gara è salito anche Will Power, nonostante il risultato sia stato figlio del contatto avuto con Graham Rahal alla Canada Corner all’ultimo giro. La direzione gara ha restituito la posizione all’australiano per via del timing della Caution ma, nonostante i cavilli regolamentari, la prestazione del pilota Andretti Global potrebbe rilanciarlo, come morale, in vista delle prossime gare.
La punta del team, vedendo la classifica, rimane Kyle Kirkwood. Il floridiano ha perso un’occasione per recuperare terreno a Road America, mentre a Lexington, vedendo l’andamento della squadra nelle piste permanenti, potrebbe impensierire anche le due big di riferimento.
Di contro, Arrow McLaren arriva carica dal successo di Lundgaard a Road America, con Christian grande interprete, come al solito, dei tracciati di natura più standardizzata. Patricio O’Ward potrebbe giovare di questa parte di calendario, ma al momento il messicano non è in una serie positiva, dopo aver mancato la top ten due volte. Il “Ninja”, tra l’altro, deve ancora trovare il podio quest’anno.
Tra le carte matte vanno inseriti Alexander Rossi (miracolosamente sesto a Road America nonostante la condizione fisica imperfetta), il team Rahal (con Graham alla ricerca di rivincite dopo quanto accaduto nell’ultimo weekend) e Marcus Ericsson (molto veloce nell’ultimo Gran Premio, ma incapace di concretizzare tra una Caution e l’altra). Speranze più limitate, invece, per i debuttanti, con Dennis Hauger, Caio Collet e Mick Schumacher chiamati ad un test importante a Lexington.
Il fine settimana in Ohio si preannuncia incerto, in termini di meteo: la giornata di domenica potrebbe vedere l’arrivo della pioggia, le cui percentuali sono date al 20%. La gara sarà in diretta su IndyCarLive.com (con commento originale) e su Sky Sport F1 (con commento italiano).
INFO TRACCIATO

Lunghezza tracciato: 3.633 m
Curve: 13 (5 a sinistra, 8 a destra)
Senso: orario
ALBO D’ORO


ORARI TELEVISIVI
Venerdì 3 luglio 2026
21:00 – Practice 1 (IndyCarLive.com)
Sabato 4 luglio 2026
16:00 – Practice 2 (IndyCarLive.com)
20:30 – Qualifiche (IndyCarLive.com)
Domenica 5 luglio 2026
16:00 – Warm-Up (IndyCarLive.com)
18:52 – Gara (Sky Sport F1, IndyCarLive.com)
Fonte immagini: indycar.com
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