Indycar | Mid-Ohio 200 2021: La cronaca e le classifiche

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A seguire il resoconto e le classifiche della 200 Miglia di Mid-Ohio 2021, vinta da Josef Newgarden davanti a Marcus Ericsson e ad Alex Palou.

La cronaca

Si parte con Newgarden e Herta in prima fila davanti a Ericsson e Power in seconda e a Dixon e Rossi in terza. Al via, nonostante qualche tentativo d’attacco, le posizioni dei primi non cambiano, ma alle loro spalle si verifica subito il primo incidente: Hinchcliffe tocca Hunter-Reay ed entrambi finiscono in testacoda, con la #28 che va a sbattere contro le barriere di protezione pur senza riportare danni; Rosenqvist rallenta per evitare la carambola ma viene toccato da dietro da Grosjean, che non era riuscito a reagire in tempo; lo svedese fa spegnere il motore ed è necessario l’intervento della caution, mentre tutti gli altri riescono a proseguire.

Si riparte al giro 4: Newgarden tiene il comando davanti a Herta ed Ericsson mentre Power deve difendersi dall’attacco di Dixon al Keyhole. Il neozelandese esce meglio da Curva 2 e si porta davanti, ma Power riprova il contrattacco in Curva 4; i due restano affiancati e in curva 5 si toccano con Power che finisce in testacoda facendo pattinare le gomme. Il fumo generato dagli pneumatici ostruisce la visuale a chi arrivav da dietro e a farne le spese è Ed Jones, che con la sospensione anteriore sinistra colpisce la macchina di Power distruggendo la sospensione. Anche Power è costretto al ritiro. Inevitabile il secondo intervento della vettura di sicurezza.

Si riparte al Giro 9 con Newgarden davanti a Herta, Ericsson, Dixon, Rossi e Palou. Grosjean passa subito McLaughlin e all’inizio del giro 10 attacca anche Bourdais all’esterno del Keyhole (Curva 2), ma finisce largo sullo sporco e consente al neozelandese di tornare davanti; dietro a loro, O’Ward approfitta della confusione per passare Pagenaud per la 12esima posizione.

Le prime posizioni non cambiano e dopo 20 giri Newgarden e Herta sono separati da appena un paio di secondi; Ericsson, terzo, è più staccato a cinque davanti a Dixon a otto e a Rossi a poco meno di 10 secondi dal leader; il californiano è anche il primo dei piloti su gomme dure.

Le prime soste iniziano già prima del 20° giro, ma per vedere i piloti di testa fermarsi ai box è necessario attendere fino al Giro 29 quando si fermano Dixon e Rossi. Dopo un giro si fermano anche Newgarden, Ericsson e Palou, con quest’ultimo che guadagna una posizione su Rossi salvo doverla poi cedere nelle prime curve della pista a causa delle gomme fredde.

Al Giro 31 tocca a Herta fermarsi ai box, ma la sua sosta è un disastro: un problema con il bocchettone del rifornimento lo porta a rimanere fermo per quasi mezzo minuto e così svaniscono le sue possibilità di lottare per la vittoria; al rientro in pista, il pilota del team Andretti è settimo alle spalle di Rahal.

Dopo il primo pit stop Newgarden è ancora in testa con 8 secondi su Ericsson, 12 su Dixon, 13 su Rossi e 15 su Palou.

Come in precedenza, anche in questo stint l’azione in pista latita: ciò che si evidenzia in particolare sono le difficoltà di Scott Dixon, chiaramente alle prese con una monoposto non a punto. Alle spalle del neozelandese si forma un gruppo di 5-6 monoposto, nessuna delle quali ha però il guizzo che serve per sparigliare le carte in tavola. In testa alla gara, le uniche difficoltà per Newgarden arrivano dai doppiaggi, in particolare da quello di Dalton Kellett, ma complessivamente riesce a tenere un gap di sicurezza nei confronti di Ericsson.

Si arriva così al Giro 53, quando Newgarden entra ai box per la seconda e ultima sosta; insieme a lui si fermano anche Rossi e Rahal, mentre un giro dopo si fermano Ericsson e Dixon. Al Giro 55 è la volta di Palou, che al rientro in pista si trova al terzo posto (virtuale) dopo aver scavalcato sia Dixon che Rossi.

L’ultimo a fermarsi è Colton Herta, ma anche la seconda sosta per lui è un calvario: l’etanolo fatica a scendere e inoltre alla ripartenza il suo motore Honda si ammutolisce, facendogli perdere ulteriori secondi. Alla ripartenza, il figlio d’arte è solamente nono.

Dopo l’ultima sosta Newgarden mantiene un margine di circa 7 secondi nei confronti di Ericsson; Palou segue molto staccato in terza posizione davanti a Dixon, che nonostante le regolazioni all’ala anteriore continua girare su tempi abbastanza alti.

Nel gruppone alle spalle del pilota del team Ganassi, il primo cambiamento arriva al Giro 70, quando Grosjean va largo al Keyhole permettendo a Herta di guadagnare l’ottavo posto. In questi stessi giri Newgarden inizia ad alzare i tempi sul giro, permettendo ad Ericsson di riavvicinarsi lentamente tanto che a 10 giri dalla fine il divario tra i primi due è sceso sotto ai 5 secondi.

A cinque giri dalla fine O’Ward scivola dal settimo al nono posto, dopo aver subito gli attacchi di Herta prima e di Grosjean poi; in testa alla gara, due secondi e mezzo separano Newgarden ed Ericsson.

Al termine del penultimo giro Newgarden ha meno di un secondo di vantaggio su Ericsson, ma lo svedese è troppo lontano per poter provare in Curva 4, l’ultima prima della lunga serie di curve che arriva fino al traguardo; dietro a loro, Herta è costretto a rientrare ai box per un rifornimento di emergenza, scivolando così dal settimo al tredicesimo posto.

Le ultime curve non cambiano la classifica: Josef Newgarden vince la 200 Miglia di Mid-Ohio con 9 decimi scarsi di vantaggio su Ericsson e 22 secondi su Palou, che completa il podio rafforzando la leadership in campionato; Dixon chiude quarto a 32 secondi precedendo Rossi, Rahal, Grosjean, O’Ward e Ferrucci, tutti racchiusi nell’arco di pochi decimi l’uno dall’altro. Takuma Sato completa la top-10.

Le classifiche

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Immagine di copertina da IndyCar Media/Chris Owens

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