Indycar | McLaughlin vince la iRacing Challenge da Indianapolis

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La prima edizione della Indycar iRacing Challenge si è conclusa con il successo di Scott McLaughlin nella First Responder 175, la gara da 70 giri organizzata sull’ovale (virtuale) di Indianapolis. Per il pilota neozelandese si tratta del secondo successo in Indycar dopo quello ottenuto al Barber Motorsports Park.

Sul palcoscenico più importante per la Indycar Series, lo spettacolo messo in mostra dalla iRacing Challenge ha evidenziato tutti i suoi lati positivi, ma anche i suoi lati negativi con un ultimo giro al limite della follia che, se possibile, ha fatto passare in secondo piano quanto di buono era stato costruito nelle scorse settimane.

La gara è stata vissuta all’insegna di una gran varietà di strategie, grazie soprattutto alla caution sopraggiunta dopo 5 dei 70 giri in programma, troppo pochi per poter pensare che i leader potessero fermarsi ma sufficienti per far rientrare ai box buona parte dei concorrenti a centro-fondo classifica.

Il gruppo si è così diviso tra coloro che sono rientrati subito ai box, e che così hanno potuto programmare la loro gara per terminarla con una sola altra sosta, coloro che fin dall’inizio sono partiti per effettuare due soste e coloro hanno approfittato della caution per provare ad allungare il primo stint e chiudere la gara con un solo rifornimento.

Due caution giunte in sequenza a meno di 10 giri di distanza provocate da altrettanti incidenti (uno dei quali è stato un vero e proprio “Big One)” hanno messo in chiaro quali fossero i tre favoriti alla vittoria finale: Simon Pagenaud, Graham Rahal e Lando Norris, con quest’ultimo sulla strategia delle due soste al contrario dei primi due che sono andati sulla sosta singola.

Al secondo giro dopo la ripartenza (8 dalla fine) Pagenaud e Rahal sono entrati in contatto in curva 2 mentre erano affiancati a Lando Norris, che è invece uscito indenne dalla scena dell’incidente. La caution non è stata chiamata, così lo sprint finale ha visto in testa le tre macchine del team McLaren con Norris al comando davanti ad Askew e O’Ward.

Norris ha resistito bene agli attacchi dei suoi due compagni di squadra, ma al termine del 68° giro ha tamponato Pagenaud che stava rientrando lentamente ai box con la macchina danneggiata terminando così la sua corsa.

Nel corso della live dal suo canale Twitch, Norris ha successivamente detto che Pagenaud ha ammesso di averlo voluto ostacolare per favorire Askew e gli altri piloti full-time della Indycar.

Con Norris fuori gioco la gara è diventata un affare privato tra le due McLaren superstiti e Marcus Ericsson, in rimonta alle loro spalle. L’ultimo giro è iniziato con Askew al comando davanti a O’Ward, ma al termine del backstretch Ericsson si è liberato di entrambi con una manovra azzardata ma al contempo pulita che l’ha portato al comando della gara.

Da qui è partito l’inferno: O’Ward, secondo, ha provato ad infilare il muso della propria monoposto all’interno di quella di Ericsson, ma la sua manovra è stata compiuta in palese ritardo e l’unico risultato ottenuto è stato quello di spedire lo svedese contro le barriere.

Al comando è quindi passato Askew tallonato da Ferrucci, che hanno imboccato il rettilineo finale nelle prime due posizioni. Sembrava tutto pronto per un arrivo in volata, ma a pochi metri dal traguardo (letteralmente) Ferrucci ha speronato Askew ed entrambi sono così finiti contro il muretto esterno prima di capitombolare sul traguardo.

Un incredulo McLaughlin ha così ereditato la vittoria davanti ad un altrettanto incredulo Conor Daly, che solamente un paio di giri prima si aggirava attorno alla decima posizione. Terzo è giunto Santino Ferrucci davanti ad Askew (che ha tagliato il traguardo mentre la macchina ancora volteggiava per aria) e a O’Ward.

Questa la classifica finale della First Responder 175:

Con il successo di oggi e i contemporanei risultati di Power (14°) e Pagenaud (25°), McLaughlin ha chiuso in prima posizione anche la classifica non ufficiale della Indycar iRacing Challenge. Un bel biglietto da visita per lui, nell’attesa del debutto nella Indycar reale.

L’appuntamento di Indianapolis ha segnato la conclusione di questa breve stagione da 6 gare, nella speranza che la competizione reale possa riprendere il prima possibile nel rispetto di tutte le norme di sicurezza imposte dall’attuale situazione sanitaria.

La speranza è che, al netto di quanto accaduto al termine della gara di oggi, questo esperimento possa essere replicato anche in futuro, soprattutto durante pause invernali che in Indycar sono sempre particolarmente lunghe.

Se non ci saranno ulteriori rinvii, il prossimo appuntamento con la Indycar Series è per il 6 giugno al Texas Motor Speedway, sede della Genesys 600.

Immagine di copertina da https://twitter.com/Team_Penske

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