Indycar | Long Beach 2021 | Anteprima

Per la prima volta nel corso della sua lunghissima storia, il Gran Premio di Long Beach chiuderà la stagione della NTT INDYCAR SERIES e, più in generale, di tutte le varie categorie che hanno avuto nel loro calendario questo evento, Formula 1 compresa. Quest’anomalia, ovviamente, non è stata voluta né ricercata, visto che in origine l’appuntamento sul circuito cittadino della California era stato pianificato per metà aprile del 2021.

Tuttavia già a dicembre 2020 l’appuntamento di Long Beach era stato posticipato nell’attuale collocazione di settembre, proprio perché all’epoca si pensava (forse correttamente) che in primavera la situazione sanitaria non sarebbe stata ancora sufficientemente buona per permettere lo svolgimento di un evento che porta in città decine di migliaia di persone.

Long Beach sarà dunque il teatro dello scontro finale del campionato 2021 della NTT INDYCAR SERIES: ufficialmente i piloti ancora in corsa per il titolo sono tre, ma uno di questi lo è solo per l’aritmetica.

Con 48 punti di svantaggio nei confronti di Alex Palou, leader del campionato, Josef Newgarden può aggiudicarsi il titolo in una sola maniera: vincere il GP, fare la pole position al sabato, aggiudicarsi i due punti bonus riservati a chi completa più giri al comando e, contemporaneamente, sperare che Palou non vada oltre la 25esima posizione in gara. Ciò significa che già se non dovesse conquistare la pole position, Newgarden sarebbe matematicamente fuori dai giochi per il campionato.

Salvo colpi di scena clamorosi, la lotta per il titolo sarà dunque ristretta a due soli piloti, entrambi velocissimi ma soprattutto entrambi giovanissimi: sia il leader del campionato, Alex Palou, che il suo diretto inseguitore, Patricio O’Ward, sono infatti alla loro seconda stagione completa nella NTT INDYCAR SERIES, con il pilota messicano che ha però disputato anche una manciata di altre gare tra il 2018 e il 2019.

Catalano, classe ’97, Palou ha un percorso agonistico piuttosto variegato alle sue spalle. Dopo la consueta trafila nelle categorie minori in Europa, Palou si è trasferito una prima volta in Giappone nel 2017 per poi tornarci nel 2019, correndo in tutte le categorie di punta del motorsport nipponico: Formula 3 giapponese, Super Formula e Super GT.

Proprio nella Terra del Sol Levante, Palou ha avuto modo di correre per il team di Kazumichi Goh, team manager giapponese che nel 2020 ha sponsorizzato il suo sbarco negli Stati Uniti con la struttura di Dale Coyne. Nella sua stagione d’esordio Palou ha ben impressionato conquistando un podio a Road America ed una serie di piazzamenti, i quali però non sono stati sufficienti per aggiudicarsi il titolo di “Rookie of the Year”.

Ciononostante, il palmares di Palou ha convinto Chip Ganassi ad ingaggiarlo sulla vettura #10 per sostituire Felix Rosenqvist. Lo spagnolo sembrava destinato a fare da spalla al campione in carica Scott Dixon e invece fin da subito ha imposto il suo ritmo vincendo la tappa inaugurale della stagione, il GP dell’Alabama.

Chi pensava che la vittoria al Barber Motorsports Park fosse stata frutto di circostanze particolari, si è ben presto dovuto ricredere: nelle prime 11 gare Palou è arrivato in top-10 (o, per essere più precisi, tra i primi 7) in ben nove occasioni, con due sole battute a vuoto a St.Petersburg e a Detroit in Gara-1. Fantastica è stata la sua performance alla 500 Miglia di Indianapolis, dove è giunto secondo dopo essere stato battuto solamente da Helio Castroneves.

Solo dopo Nashville il campionato si è parzialmente riaperto: la rottura del motore Honda sullo stradale di Indianapolis e il tamponamento subito a St.Louis da parte di Rinus VeeKay hanno tarpato le ali al pilota del team Ganassi, il quale si è però rifatto alla grande negli ultimi due appuntamenti di Portland e Monterey, dove ha conquistato un primo ed un secondo posto. Questi risultati gli permettono di affrontare l’ultimo weekend stagionale con ben 35 punti di vantaggio nei confronti del suo più diretto inseguitore.

L’altro pilota ancora in corsa per il titolo è Patricio O’Ward, la cui carriera ha seguito un percorso ben diverso da quello del rivale. Il pilota messicano ha infatti disputato ben poche in Europa e già dal 2015, a soli 16 anni di età, è entrato a pieno nella filiera del “Road To Indy”, il percorso di crescita che porta dalla serie Pro Mazda alla NTT INDYCAR SERIES.

L’unica “sbandata” per O’Ward è arrivata nel 2019, proprio nella stagione successiva alla sua vittoria nel campionato Indy Lights. L’improvvisa mancanza di budget che gli ha tolto il posto nel team Harding-Steinbrenner Racing poche settimane prima della gara inaugurale ha infatti portato O’Ward all’interno del programma giovani della Red Bull, la quale aveva però altri piani per lui. Il messicano ha infatti preso parte alla parte finale del campionato 2019 della Super Formula giapponese, nonché al weekend del GP d’Austria della Formula 2.

Nel breve termine, tuttavia, le prospettive offerte da Red Bull non gli avrebbero permesso di salire in Formula 1; per questo motivo, O’Ward ha accettato la sfida di Zak Brown di correre nella NTT INDYCAR SERIES per il team McLaren, che nel frattempo aveva acquistato parte dello Schmidt-Peterson Motorsports. Già nel 2020 il messicano aveva dimostrato di avere i numeri che servono per diventare un protagonista, tanto da aver chiuso lo scorso campionato al quarto posto.

Quest’anno, finalmente, è arrivata anche la prima vittoria in Gara-2 in Texas, seguita poco dopo dal successo a Detroit sempre in Gara-2. Al contrario di Palou, finora in questo campionato O’Ward non si è mai ritirato; al tempo stesso, va rimarcato che in ben quattro occasioni ha tagliato il traguardo al di fuori della top-10 e ciò ha contribuito a produrre il gap di 35 punti che si trova a dover recuperare nel corso dell’ultima gara.

Guardando con realismo agli scenari in vista di domenica, a Palou basta arrivare tra i primi 11 per aggiudicarsi il titolo indipendentemente dai risultati di O’Ward. Nel caso in cui il messicano vincesse e lo spagnolo tagliasse il traguardo tra il 12° e il 18° posto, l’esito della sfida sarebbe deciso non solo dal piazzamento di Palou, ma anche dalla distribuzione dei vari punti bonus tra i due piloti. Infine, se O’Ward vincesse e Palou arrivasse fuori dalle prime 18 posizioni, il pilota del team Arrow McLaren SP sarebbe sicuramente il vincitore del campionato.

Indipendentemente dal risultato di Palou, O’Ward è pressoché obbligato a vincere: un secondo posto potrebbe consegnargli il titolo solo in presenza di un buon numero di punti bonus, il tutto ovviamente a patto che Palou chiuda il GP di Long Beach nelle posizioni di coda della classifica. Infine, se O’Ward chiudesse la gara dal terzo posto in giù, Palou sarebbe campione indipendentemente dal suo risultato in gara.

Palou, insomma, parte indubbiamente nel ruolo di favorito, eppure è bene ricordare che su un circuito cittadino come quello di Long Beach i risultati possono essere imprevedibili. Come tendenza generale, inoltre, O’Ward sembra essersi trovato leggermente meglio su questa tipologia di tracciati rispetto a Palou, tanto da averci anche vinto una gara. Inoltre domenica prossima la gestione delle gomme, che è sicuramente stata uno dei punti deboli nella stagione del messicano, non dovrebbe rappresentare un problema significativo e questo può dare al pilota del team McLaren un piccolo vantaggio.

Uscendo dal contesto della lotta per il campionato, il GP di Long Beach sarà anche l’ultima occasione per ben figurare per tanti piloti ancora alla ricerca della loro prima vittoria stagionale: da Graham Rahal a Simon Pagenaud passando per Alexander Rossi (vincitore delle ultime due edizioni del GP sullo stradale californiano) e soprattutto per Romain Grosjean, che arriva da una prestazione semplicemente spettacolare a Laguna Seca.

Per tanti piloti, inoltre, il GP di Long Beach sarà, per un motivo o per l’altro, l’ultimo giorno di scuola: lo sarà per Ryan Hunter-Reay, alla sua gara d’addio con la Andretti Autosport dopo 12 anni di permanenza nel team, ma che ancora coltiva la speranza di raggiungere almeno un accordo part time con un altro team per il 2022; lo sarà sicuramente anche per Jack Harvey, alla sua ultima gara con Meyer-Shank Racing prima del probabile passaggio nel team Rahal-Letterman-Lanigan Racing.

Quest’ultimo, a sua volta, dovrebbe essere giunto al capolinea del rapporto con Takuma Sato, il quale farà il possibile per rimanere ancora un altro anno nella categoria. La destinazione del pilota giapponese, spinto da Honda, potrebbe essere il team di Dale Coyne, il quale sembra ormai essere destinato a perdere Romain Grosjean a vantaggio della Andretti Autosport: l’accordo del pilota francese con il team di Michael Andretti non è ancora stato ufficializzato, ma sembra davvero essere solo questione di tempo.

Nel prossimo fine settimana saranno 28 i piloti che scenderanno in pista per il GP di Long Beach: a quelli impegnati nelle ultime due gare si aggiungerà infatti Charlie Kimball, che tornerà in gara con la terza vettura del team di AJ Foyt dopo la delusione per la mancata qualificazione alla 500 Miglia di Indianapolis.

Per quanto riguarda le strategie, la gara si dovrebbe articolare su due pit stop: negli ultimi anni un pieno di etanolo ha permesso alle vetture di percorrere senza troppi problemi 29-31 giri di gara e la prima sosta dovrebbe arrivare attorno al 25° giro. Il tempo che si perde per entrare in pit lane, rifornire, cambiare gomme e tornare in pista è di circa 38-39 secondi.

2021 46th Acura Grand Prix of Long Beach
Round 16/16
24-25-26 Settembre 2021

Indycar | Long Beach 2021 | Anteprima

INFO CIRCUITO

Tipologia del circuito: Cittadino
Lunghezza del circuito
: 1,968 mi (3,167 km)
Giri da percorrere: 85
Distanza totale: 167,280 mi (269,211 km)
Numero di curve: 13 (8 a destra, 5 a sinistra)
Senso di marcia: orario
Primo Gran Premio: 1975
Sanctioning body: F.5000: 1975; F1: 1976-1983; CART 1984-2003; CCWS 2004-2008; IRL 2009-2010; INDYCAR 2011-2021

RECORD

Miglior giro: 1:06.2254 – Helio Castroneves – Team Penske – 2017
Distanza: 1h33:54.4835 – Simon Pagenaud – Team Penske – 2016 (su 80 giri)
Vittorie pilota: 6 – Al Unser jr.
Vittorie team: 7 – Newman/Haas Racing
Pole pilota: 4 – Mario Andretti, Helio Castroneves
Pole team: 11 – Newman/Haas Racing, Team Penske
Podi pilota: 9 – Al Unser jr.
Podi team: 23 – Team Penske

ALBO D’ORO

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PROGRAMMA

Venerdì 24 Settembre
15:00-15:45 (21:00-21:45) Prove Libere 1

Sabato 25 Settembre
09:00-09:45 (18:00-18:45) Prove Libere 2
12:05-13:20 (21:05-22:20) Qualifiche

Domenica 26 Settembre
09:00-09:30 (18:00-18:30) Warm Up
12:30 (21:30) Gara – Diretta su DAZN a partire dalle 21:00

Mappa del circuito dal sito ufficiale Indycar
Immagine di copertina da IndyCar Media/Joe Skibinski

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