Indycar | L’iRacing Challenge sbarca a Motegi

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A nove anni di distanza dalla sua ultima apparizione, l’Indycar Series fa il suo ritorno in Giappone sia pur in modo… virtuale. La quarta tappa dell’Indycar iRacing Challenge si svolgerà infatti sull’ovale da 1.549 miglia di Motegi.

La IndyCar Series non fa tappa a Motegi dal 2011, primo e unico anno in cui è stato usato il circuito stradale dell’impianto giapponese dopo che il terremoto del 2011 aveva seriamente compromesso le infrastrutture dell’ovale; quest’ultimo è invece stato usato ininterrottamente tra il 1998 e il 2010 dapprima dalla CART e poi, dal 2003 in poi, dalla Indycar Series.

Saranno 4 i “rookie” che si sfideranno sabato a partire dalle 20:30 (ora italiana). Due di questi in realtà sono piloti di grande esperienza, che però in questo fine settimana prenderanno parte alla loro prima gara virtuale: sono Takuma Sato, che a Motegi corre “in casa”, e Helio Castroneves, vincitore sull’ovale giapponese nel 2006 e nel 2010.

Il nome più atteso è però quello di Kyle Busch, che rileva da Jimmie Johnson e da Dale Earnhardt jr. il ruolo di “rappresentante” della Nascar nella Indycar iRacing Challenge. L’esordio di Busch in Indycar per ora sarà solamente virtuale, ma probabilmente questo non sarà che un antipasto in vista di una sua partecipazione alla Indy 500 nei prossimi anni.

Il quarto esordiente in gara sarà Rinus VeeKay, anche lui all’esordio assoluto nel mondo della Indycar Series. Escono invece di scena (almeno momentaneamente) Earnhardt e James Davison.

Con questi arrivi e queste partenze, il conto degli iscritti all’evento di sabato sera sale a 33, tanti quanti sono per tradizione i partecipanti alla 500 Miglia di Indinapolis. Tra i piloti della Indycar “reale”, l’unico che ancora non sarà presente in pista è Charlie Kimball.

I primi tre round della Indycar iRacing Challenge sono stati vinti da tre piloti diversi: Sage Karam si è aggiudicato il round inaugurale a Watkins Glen, Scott McLaughlin ha giocato abilmente di strategia per portare a casa il successo al Barber Motorsports Park e infine Simon Pagenaud ha vinto al Michigan International Speedway con una tattica interamente basata sul fuel saving.

La gara di Motegi, che prenderà il nome di “Firestone 175”, si disputerà sulla distanza dei 113 giri per un totale di 175.037 miglia, pari a 281.635 km.

Immagine di copertina da https://twitter.com/motegi_english


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