Indycar | Indy 500 2021: la cronaca e le classifiche

CONDIVIDI

SEGUI P300.it

Telegram | Canale News

Telegram | Discussione

Google News

Twitter

Instagram

Seguono la cronaca e le classifiche della Indianapolis 500 2021, la 105esima edizione della corsa per monoposto più importante degli Stati Uniti. La vittoria è andata per la quarta volta a Hélio Castroneves, entrato ufficialmente nel libro dei record del catino dell’Indiana insieme a Rick Mears, AJ Foyt e Al Unser, davanti ad Álex Palou e Simon Pagenaud.

Una vittoria che ha segnato anche altri due record prestigiosi, quello della più lunga distanza di anni tra il primo e l’ultimo successo di un singolo pilota a Indianapolis (20, battuto lo stesso Unser a 17) e soprattutto quello del tempo di gara totale (2h37:19.3846, mentre il primato precedente di Tony Kanaan era di 2h40:03.4181).


I giri di ricognizione della 105esima Indy 500 procedono tranquillamente per tutti i 33 piloti in griglia ad eccezione di Will Power, costretto ad una sosta per un piccolo problema tecnico. La Penske #12 viene velocemente riparata e l’australiano può riprendere il suo 32° posto sullo schieramento.

Alla bandiera verde Scott Dixon difende la sua prima posizione ma già sul rettilineo di ritorno è Colton Herta a prendere l’iniziativa. Alle loro spalle sono le ECR di Rinus VeeKay ed Ed Carpenter a conservare le rispettive piazze, così come Kanaan resta quinto. Ottima è proprio la partenza di Power, che al termine del primo giro è già 25°.

Al secondo passaggio VeeKay sopravanza sia Dixon che Herta e passa a comandare il gruppone. Da questo momento segue una fase di stallo di quasi 30 tornate, in cui i piloti restano in attesa degli eventi risparmiando meccanica e carburante. Gli unici avvicendamenti nelle prime posizioni in questo lasso di tempo riguardano Kanaan, superato sia da Castroneves che da Ryan Hunter-Reay al 22° giro.

Ad aprire la prima tornata di pit stop è Pietro Fittipaldi, che rientra al 30° giro. Subito dopo è proprio VeeKay ad anticipare tutti mentre al 32° giro, tra i tanti, sono Carpenter e Hunter-Reay a rifornire e a cambiare gomme. Qui si complica la gara del pilota e patron del team ECR, che fa spegnere il motore della Dallara #20 perdendo tante posizioni.

Al 33° giro la prima caution. I freni della vettura di Stefan Wilson non rispondono puntuali ai comandi all’ingresso della pit lane e la Andretti #25 piomba contro il muretto esterno. A “salvarsi” sono soprattutto Herta, Conor Daly, Sébastien Bourdais, lo stesso Power, Sage Karam e Simona de Silvestro, già in pit lane al momento della neutralizzazione. Herta esce dai box davanti a VeeKay diventando a tutti gli effetti il nuovo leader della corsa.

La corsa viene congelata in un momento critico, perché tanti piloti hanno praticamente svuotato il proprio serbatoio. La pit lane non è stata ancora aperta ma tra il 36° e il 37° giro praticamente tutti rientrano per uno splash, consci di dover effettuare comunque un’altra sosta subito dopo. A subire le problematiche maggiori sono Dixon e Alexander Rossi, che si fermano nella propria piazzola totalmente a secco. La vettura #9 e la #27 non riescono a ripartire e serve l’intervento dei rispettivi meccanici per permettere al neozelandese e al californiano di riprendere la via della pista: entrambi perdono un giro. Un altro pilota che si ritrova a perdere tanto terreno è Kanaan, che dopo il rifornimento vero e proprio finisce oltre la top 20.

La neutralizzazione si dilunga poiché la Direzione Gara fatica a rimettere tutte le vetture nella giusta collocazione. Si riparte addirittura al 47° giro con Herta al comando su VeeKay, Daly (risalito dal 19° posto), Hunter-Reay, Castroneves, Palou, Patricio O’Ward e Takuma Sato. Alla bandiera verde Castroneves e Palou sorprendono subito Hunter-Reay con il brasiliano del team Meyer-Shank che ha ragione anche di Daly per il terzo posto sfoggiando un ritmo impressionante. Anche Graham Rahal fa la parte del leone sfilando la nona piazza a Scott McLaughlin, mentre Hunter-Reay viene scavalcato sia da Sato che da O’Ward.

La #28 del team Andretti e la #5 del team Arrow McLaren SP hanno modo di scambiarsi le posizioni più volte nei due giri successivi, mentre per quanto riguarda la leadership della corsa passa all’attacco Daly, che al 48° giro supera Castroneves e due tornate più tardi ha ragione in sequenza di VeeKay e Herta. Il figlio d’arte cede a sua volta il passo all’olandese e scala terzo.

Il ritmo cresce ma per circa un’altra ventina di giri la classifica resta quasi invariata, con i soli Castroneves e O’Ward a prendersi una posizione rispettivamente su Herta e Sato. VeeKay opta per una nuova sosta anticipata e al 68° giro opera il secondo pit stop. Passano ben tre tornate prima che Daly affronti la sua sosta, cedendo il comando a Castroneves. L’undercut della ECR #21 funziona e VeeKay è davanti alla gemella #47.

Al 77° passaggio Herta supera Castroneves ma subito dopo entrambi rientrano ai box. In questa circostanza il lavoro del team Meyer-Shank non è impeccabile e Hélio perde qualche posizione. A beneficiarne sono Palou, O’Ward e Hunter-Reay, mentre Rahal allungando lo stint fino al giro 81 è ottavo alle spalle della #06 e davanti al compagno di squadra Sato. A dettare il passo resta VeeKay su Daly e Herta, mentre a fondo classifica resta invariata la situazione di Dixon e Rossi, che si fermano all’82° giro senza avere recuperato nulla rispetto al resto del gruppo.

O’Ward passa all’attacco e si mette alle spalle sia Palou che Herta tra i giri 82 e 83, con la #10 del team Ganassi che subisce anche l’iniziativa di Hunter-Reay. All’84° giro ecco un nuovo avvicendamento al comando della gara, con Daly che sfila VeeKay.

Anche il terzo run passa senza problemi di sorta. Al 100° giro arriva la prima mossa targata Penske, fino a quel momento “dormiente” ma in costante risalita con tutti i suoi piloti. Josef Newgarden anticipa la terza sosta chiudendo uno stint di appena 23 giri. Tre tornate a pista sgombra sembrano bastare al pilota della #2, perché quando VeeKay e Daly si fermano al giro 103 rientrano in pista dietro al due volte campione IndyCar. Sosta piuttosto lenta per Daly, che oltre alla posizione nei confronti del compagno di squadra è destinato a cederne altre nel corso del valzer dei pit stop.

VeeKay riesce a rimettersi alle spalle Newgarden, il cui ritmo è effettivamente tutto fuorché irresistibile, ma il tempo perso in queste tornate è decisivo. Al termine della terza tornata di soste, al 119° giro, il nuovo leader è Palou, fermatosi al 113°, davanti a Castroneves e O’Ward rientrati un giro più tardi. VeeKay è quarto davanti a Newgarden, Hunter-Reay, Sato e Herta. Sempre sul fronte Penske si segnala il drive through inflitto a McLaughlin, il quale viola il limite di velocità a causa del solito problema ai freni che gli impedisce addirittura di fermarsi nella propria piazzola di sosta.

La seconda neutralizzazione arriva proprio in questo momento. Dopo avere concluso anche in questa occasione la giostra delle soste, Rahal si stampa contro la barriera di curva 2 a causa della ruota posteriore sinistra malfissata. La stessa ruota rimbalza impazzita all’interno della pista e viene colpita con una certa violenza da Daly, la cui Dallara resta miracolosamente intatta se non per un vistoso segno sul musetto. La gara della ECR #47, scivolata nona dopo la sosta non impeccabile di cui sopra, ne risulta piuttosto compromessa.

Questa caution permette a Dixon e McLaughlin di recuperare il giro di ritardo accumulato, mentre Rossi resta ancora impantanato a -1 dal leader. In questa circostanza tutti gli attardati sfruttano la neutralizzazione per mantenere il serbatoio più carico possibile, effettuando anche più soste in sequenza.

Bandiera verde al giro numero 125 con Palou al comando su Castroneves, O’Ward, VeeKay, Newgarden, Hunter-Reay, Sato, Herta, Daly e Jack Harvey, buon decimo. Da questo momento inizia un continuo scambio di posizioni tra i primi tre che durerà fino alla bandiera a scacchi. Castroneves passa davanti già alla ripartenza, approfittando di un Palou piuttosto disattento che presta il fianco anche a O’Ward, il messicano diventa leader al giro 127 ma cede di nuovo a Palou quattro tornate più tardi; successivamente è ancora Castroneves, al 147° giro, a menare le danze poco prima di rompere l’equilibrio con la sosta.

E parlando del quarto giro di pit stop è sempre Newgarden ad anticipare tutta la compagnia, precisamente al giro numero 136. Il riaffacciarsi di Harvey nelle prime posizioni viene subito interrotto dall’ennesimo colpo di sfortuna patito quest’anno dal pilota britannico, che al 142° giro rientra per la sosta e vede il dado della sua ruota anteriore sinistra saltare letteralmente per aria.

Al vice-campione IndyCar in carica, comunque, l’undercut non basta perché il suo stint successivo è un autentico calvario e quando tutti hanno effettuato la loro quarta sosta si ritrova nono. Palou, Castroneves e O’Ward si fermano rispettivamente al 148°, al 150° e al 151° giro e si ritrovano di nuovo in pista in questo ordine. Il loro primo inseguitore è ora Hunter-Reay, il quale ha soffiato il quarto posto ad un VeeKay in calo. L’olandese precede Herta, Sato e un redivivo Simon Pagenaud, sulla stessa strategia di Castroneves e ora davanti a Newgarden e al rimontante Carpenter. Al 152° giro il solito problema ai freni colpisce anche Power, risalito fino ai margini della top 10 e ora di nuovo destinato alle ultime posizioni.

La speranza di una caution salvifica porta Dixon ad uno stint di ben 41 giri. Il neozelandese effettua la sua quarta sosta al 162° giro trovandosi quasi a secco un’altra volta ma la classifica lo vede ancora ai margini della top 15, con l’ultima chance di un run di puro fuel saving per poter tornare a casa con un risultato utile.

Al 169° giro arriva un nuovo avvicendamento in testa con Castroneves davanti a Palou, mentre Newgarden dà il via all’ultima tornata di soste e si ritrova quasi un match ball in mano quando anche Simona de Silvestro finisce in testacoda nella pit lane. La vettura del team Paretta, tuttavia, viene rimessa velocemente nella giusta direzione e le speranze del pilota del Tennessee crollano definitivamente.

Castroneves rientra per l’ultima volta al 172° giro e viene imitato una tornata più tardi dai suoi due avversari. Palou rientra di nuovo davanti al brasiliano grazie all’eccellente lavoro del team Ganassi ma la sua gloria dura poco, perché al giro 175 è di nuovo Hélio a prendere l’iniziativa. Pagenaud allunga l’ultima sosta per poter spingere maggiormente negli ultimi giri e si ritrova addirittura in lotta per il podio con O’Ward, mentre VeeKay ha perso definitivamente il “momentum” e si ritrova superato non solo da Carpenter ma anche da Santino Ferrucci e Karam, partiti rispettivamente 23° e 31° e fermatisi per l’ultima sosta al giro 180 e 178.

Il finale è di grande tensione. O’Ward cede il passo ai primi due, che si scambiano il comando virtuale a più riprese in attesa del completamento delle soste. Gli ultimi a giocarsi la mossa a sorpresa sono Sato e Felix Rosenqvist, che restano ad attendere una caution salvifica che non arriva mai. Palou prova lo strappo definitivo al giro 196, prendendo qualche metro importante di vantaggio finché non si ritrova sulla sua strada proprio il doppiato Rosenqvist, che gli “taglia” il ritmo.

Questo permette a Castroneves di riavvicinarsi e di affondare l’attacco decisivo al penultimo giro, all’esterno della prima curva. Nonostante un foltissimo gruppo di doppiati all’ultimo giro, il brasiliano mantiene la concentrazione e transita per primo sotto la bandiera a scacchi con un vantaggio di mezzo secondo su Palou. Al terzo posto è Pagenaud, che proprio all’ultimo giro beffa O’Ward.

Quinto Carpenter, sesto Ferrucci, settimo Karam, ottavo VeeKay. Nona piazza per Juan Pablo Montoya, non particolarmente appariscente ma comunque bravo a risalire dal 24° posto dopo giornate di prova piuttosto difficili. Kanaan completa la top 10 in una domenica che avrebbe potuto dargli qualcosa in più. Il pilota con più giri al comando dell’edizione 2021, a quota 40, è Daly, 13° al traguardo.

La strategia leggermente sfasata porta Newgarden solo al 12° posto. Dixon è 17°, a pieni giri ma distante 38 secondi dal vincitore dopo un ultimo stint tutto al risparmio, alle spalle di un Herta altresì crollato nel finale. 29° Rossi a due tornate, 30° Power a -3 dall’ex compagno di squadra che non manca comunque di festeggiare in victory lane.

Castroneves entra nella storia vincendo la sua quarta Indy 500 a 46 anni, a 20 dalla prima e a 12 dalla terza. Palou, nonostante la beffa subita nel finale, si consola in parte riprendendosi la leadership del campionato. Assegnati i punti doppi di questa gara, lo spagnolo del team Ganassi ha 248 punti contro i 212 di Dixon, i 211 di O’Ward e i 201 di Pagenaud.

Dopo l’abbuffata del maggio di Indianapolis, la IndyCar osserverà ora due settimane di meritato riposo. Al ritorno alle gare lo scenario sarà del tutto differente perché dall’ovale dell’Indiana si passerà al tortuoso e sconnesso circuito cittadino di Belle Isle, Detroit. Nel Michigan, tra il 12 e il 13 giugno, andrà in scena il secondo e ultimo double header della stagione 2021.

Classifica di gara:

Classifica di campionato:

Immagine copertina: Meyer Shank Racing Twitter

P300 MAGAZINE

Indycar | Indy 500 2021: la cronaca e le classifiche

Continua a seguirci

Avatar of Federico Benedusi
Federico Benedusi
From Ostiglia, provincia di Mantova. Aspirante giornalista e appassionato di sport sin da bambino. Tante, forse troppe le categorie di motorsport che seguo, ma il mio sempre crescente desiderio di conoscere mi impone questo...

P300 MAGAZINE

NEWSLETTER

ULTIMI ARTICOLI

GRUPPI AMICI

Telegram | Passione Motorsport

ALTRI DALL'AUTORE

P300 MAGAZINE

Indycar | Indy 500 2021: la cronaca e le classifiche

Continua a seguirci