IndyCar | Indianapolis 500 2021: Scott Dixon al comando nel Day2

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Il leader del campionato Dixon conferma le buone sensazioni del primo giorno. Nessun incidente in una sessione iniziata con nuvole pesanti e conclusa col sole


Scott Dixon è stato il più veloce al termine della seconda giornata di prove libere, in quella che è stata una sessione dai due volti, all’inizio molto grigia e poco movimentata e alla fine, invece, caratterizzata dal sole (che ha fatto capolino per la prima volta) e molta attività in pista.

Il neozelandese del Chip Ganassi Racing ha ottenuto il miglior tempo in 39.6774″ ad una media di 226.829 mi/h, diventando così il pilota più veloce di questo mese avendo battuto il 226.470 ottenuto martedì da Will Power. Dixon ha così confermato le buone sensazioni della prima giornata, sue e del team, espresse però in quella occasione sul passo gara.

Dietro al leader del campionato ha chiuso Conor Daly (226.372, staccato di 0.0801″), il quale a sua volta si dimostra ancora una volta veloce, soprattutto in assetto da qualifica. A poca distanza dal pilota dell’Ed Carpenter Racing c’è anche il titolare stesso della scuderia, terzo a 226.103 mi/h. Quarto e ultimo oltre quota 226 un altro pilota del Chip Ganassi Racing, ovvero Marcus Ericsson; lo svedese è stato a lungo in testa alla classifica durante la fase in cui le nuvole sembravano prevalere su Indianapolis.

A completare la top5 si è piazzato un altro pilota di Ganassi, il veterano Tony Kanaan, uno dei pochi a migliorare il proprio personale (225.774) nell’happy hour che ha visto quasi totalmente delle simulazioni di gara. A seguire hanno terminato Sébastien Bourdais, Pato O’Ward, Alex Palou, Sage Karam e Marco Andretti, il quale, malgrado il decimo posto, non è così soddisfatto della sua vettura.

Più indietro Rinus VeeKay, il primo sotto le 225 mi/h, Alexander Rossi, Hélio Castroneves (che ha rischiato di perdere il controllo in curva2 durante la simulazione gara proprio mentre era davanti al compagno di squadra Harvey), Graham Rahal e Will Power. Più nascosti, invece, altri protagonisti come Hunter-Reay (16°), McLaughlin (17°, impegnato più a fare esperienza), Herta (18°), Harvey (19°) e Sato (20°).

Da decifrare, invece, l’andamento dell’Arrow McLaren SP: se Pato O’Ward si conferma ai piani alti della classifica, Rosenqvist e Montoya sono rispettivamente 21° e 22°, davanti in pratica soltanto a piloti di seconda fascia tranne Pagenaud (28°, sessione chiusa in anticipo senza grosse preoccupazioni), Newgarden (30°, stessa situazione del compagno di squadra), Hinchcliffe (32°) e Ferrucci (34° e ultimo dopo aver percorso solo 31 giri).

La classifica delle sole FP3

La cronaca delle FP3

Il mercoledì a Indianapolis inizia un’ora prima del previsto. La IndyCar, infatti, concede al Top Gun Racing e a RC Enerson di completare il Rookie Orientation Program, interrotto martedì a causa della rottura del semiasse, in una sessione di un’ora dalle 11 alle 12 locali, prima dell’inizio delle FP3. Enerson scende subito in pista e prima completa la fase 2, poi – sforando leggermente di qualche minuto – anche la fase 3 e dunque viene ammesso alle prove di gruppo. Il team, tuttavia, decide di effettuare senza fretta il cambio di assetto da quello del ROP a quello delle libere e dunque opta per non scendere più in pista per non creare problemi al gruppo ormai lanciato.

La sessione di libere comunitarie inizia così con 15′ di ritardo, tempo però che si decide di recuperare in coda oltre il canonico termine delle 18:00. Il cielo è grigio, ci sono 23 °C e l’asfalto è poco più caldo; non le condizioni ideali, tuttavia la pista si anima subito. Il primo giro veloce è di Conor Daly (225.529), migliorato dopo cinque minuti e portato dallo stesso pilota dell’Ed Carpenter Racing a 226.006 mi/h. Daly è in assetto da qualifica a differenza di Marcus Ericsson, il quale si porta al comando della classifica per un nonnulla, appena 0.0002″ o 0.001 mi/h.

I primi 30′ sembrano preludere ad una giornata intensa, e invece il cielo si copre ancora di più ed il vento soffia intenso da curva2 verso curva4. In questa fase c’è da riportare l’unico problema – se si può chiamare tale – della giornata: Stefan Wilson torna a passo d’uomo in pit lane dopo una simulazione di qualifica (ottima, a circa 220 mi/h di media) a causa di un leggero surriscaldamento della vettura; nulla di preoccupante per il pilota dell’Andretti Autosport, infatti i suoi meccanici hanno solo tarato male uno dei primi tentativi effettuati.

Dopo una veloce caution per track inspection si riprende, ma sempre a ondate, con qualche minuto di prove di gruppo e lunghe fasi più silenziose con delle sparute simulazione di qualifica. Così c’è spazio per le interviste in pit lane ai piloti; a parlare è Ed Carpenter, il quale dice del suo team: “Stiamo solo lavorando sull’assetto della gara”. E, con i suoi piloti che sono in quel momento secondo (Daly), quinto (VeeKay) e settimo (lo stesso Carpenter) in classifica, questa frase mette un po’ di timore ai rivali.

Il cielo diventa ancora più grigio e la pista si svuota; c’è la sensazione che la giornata sia già finita, soprattutto quando a 3h45′ dalla fine arriva anche la caution per qualche goccia di pioggia in curva3-4. Come il giorno precedente, tuttavia, l’asfalto non si bagna e la sessione può riprendere dopo 20′ di pausa. Pian piano tutti si fanno coraggio e tornano a girare. I primi ad uscire sono i piloti Honda e le sensazioni sembrano essere positive.

In un successivo momento di tregua, ad essere intervistato è Santino Ferrucci, il quale a proposito delle modifiche effettuate dalla IndyCar all’aerokit dichiara: “È un netto miglioramento nella giusta direzione. Sono felice di come la mia vettura si comporta nel traffico. Ieri [martedì, ndr] potevamo sorpassare anche venendo da sette lunghezze più indietro. Quest’anno non conterà la posizione di partenza, penso che – se trovi l’assetto giusto – poi puoi recuperare scalando il gruppo. Non penso ci sarà una vettura in testa per tutta la gara come l’anno scorso. Sarà una gara più movimentata e daremo uno spettacolo migliore.”

Pian piano esce il sole e le temperature si alzano (dai 23 si passa ai 27 °C) e a rilanciare definitivamente la sessione ci pensa 2h45′ dalla fine il Team Penske con gli altri motorizzati Chevrolet. Dopo pochi minuti Ericsson viene scalzato dalla vetta dai compagni di squadra Daly (226.372) e Carpenter (226.103). A 1h45′ dalla fine poi scende in pista anche Scott Dixon, il quale registra il miglior tempo della giornata e del mese a 226.829 mi/h di media.

Negli ultimi 90′ ci sono solo prove di gruppo dedicate alla simulazione della gara: Kanaan (che entra nella top5) e il Chip Ganassi Racing, Carpenter ed il suo team (VeeKay secondo più veloce sui 30 giri dietro a Sato), O’Ward (il più veloce invece sui 20 giri) e Karam confermano le buone sensazioni del giorno prima, in difficoltà invece con una vettura non equilibrata Andretti e Hunter-Reay.

Da riportare in chiusura anche che Graham Rahal, il quale ha risolto i problemi di bilanciamento del giorno precedente, è stato il pilota più attivo con 127 tornate completate, con Jones e Fittipaldi a quota 126, e che il giro più veloce senza scia è stato quello di Alexander Rossi a 221.114 mi/h; Ben 3326 i giri completati in totale nelle sei ore senza alcun incidente, né problema meccanico. Oggi quarta sessione di prove libere, sempre dalle 18 alle 24, finalmente col sole protagonista – in teoria – dall’inizio alla fine. Per molti sarà l’ultima chance di mettere giù un buon assetto di base prima del Fast Friday.

La classifica combinata dei primi due giorni di prove libere

Immagine: media.indycar.com

Risultati: indycar.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 28 anni fa, sono un laureato in ingegneria civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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