IndyCar | Indianapolis 500 2021: Power il più veloce nel primo giorno di libere

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La pioggia complica le prime ore, poi nella seconda sessione Power gira ad oltre 226 mi/h. Problemi meccanici per Harvey, Enerson e Bourdais


La prima giornata di prove libere in vista della 105esima edizione della Indianapolis 500 si conclude in modo migliore rispetto alle previsioni. La pioggia ha sì disturbato il programma, ma soltanto nelle prime quattro ore e mai in maniera intensa. Tre le interruzioni, di cui la più lunga durata circa due ore, tuttavia la pista non si è mai bagnata troppo. Fatto ancora più importante l’assenza di incidenti al termine dei 2255 giri completati dai 35 piloti.

Da notare, invece, tre problemi meccanici notevoli che hanno rallentato il programma dei rispettivi team. Jack Harvey ha saltato le FP1 a causa della sostituzione del motore, mentre Charlie Kimball non è entrato in Gasoline Alley in quanto era in corso la conversione della vettura dalla versione stradale usata nel GP a quella ovale. Durante il Rookie Orientation Program sulla #75 del neonato Top Gun Racing si è rotto un semiasse e così RC Enerson non ha potuto completare la sequenza necessaria per avere l’ok. Infine, Sébastien Bourdais ha rotto il motore Honda a 1h15′ dalla fine della giornata.

Il più veloce, al termine delle circa quattro ore (lorde) a disposizione, è stato il pilota del Team Penske Will Power, il quale ha girato nelle FP2 in 39.7403″ ad una media di 226.470 mi/h. Dietro al vincitore dell’edizione del 2018 si sono piazzati Ryan Hunter-Reay e Takuma Sato, entrambi sopra quota 226 mi/h. Anche questi tempi sono stati registrati nella sessione finale e, come per Power, nelle simulazioni di gara in cui sono scesi in pista la maggioranza dei piloti.

Sopra la soglia psicologica delle 225 mi/h (e sotto quella dei 40″ sulle 2.5 miglia di Indianapolis) hanno terminato anche Sage Karam, il quale spera che questo sia un buon segnale in vista delle qualifiche, Conor Daly (il più veloce in assoluto essendo stato cronometrato sulla linea del traguardo a 239.400 mi/h) e Simon Pagenaud, compagno di squadra di Power. Completano la top10 Pato O’Ward, il leader del campionato Scott Dixon, Ed Jones e Marcus Ericsson, dunque nelle prime 10 posizioni c’è un equa ripartizione di motori Chevrolet ed Honda.

Buon ritorno in pista per molti piloti: Tony Kanaan ha chiuso all’11° posto davanti a Juan Pablo Montoya e Simona De Silvestro, la quale si è comportata bene, ma soprattutto ha avuto una giornata senza un singolo problema che avrebbe potuto colpire un nuovo team quale è il Paretta Autosport. Seguono alcuni nomi di spicco quali Hinchcliffe, Rosenqvist, Carpenter, Rahal (il migliore in classifica con un tempo ottenuto nelle FP1 e non nelle FP2) e Andretti.

In coda, invece, i piloti che non hanno cercato la prestazione da copertina, ma hanno puntato alla comprensione della vettura sul passo gara. Spiccano al di fuori della top20 i nomi di Herta (21°), Rossi (23°), Palou (24°, ma il più veloce sulla distanza dei 30 giri consecutivi e di poco davanti ai compagni di squadra al Chip Ganassi Racing), McLaughlin (25°) e Ferrucci (29°), il quale si è fatto notare già per essere tornato a suo agio in monoposto.

Oggi a Indianapolis, meteo permettendo soprattutto nelle prime ore, la terza sessione di libere. 34 le vetture che, in teoria, potranno scendere in pista per sei ore dalle 18:00 alle 24:00, in attesa di sapere cosa decideranno i commissari in merito al completamento del ROP di RC Enerson.

La classifica complessiva del primo giorno di libere (esclusa la sessione dedicata a ROP e refresher)

La cronaca

FP1 – Veterans

Sotto un cielo plumbeo (19 °C la temperatura ambientale, 22 °C sull’asfalto) alle 10:00 locali inizia la prima sessione di due ore, riservata ai cosiddetti veterani, in pratica 32 dei 35 piloti iscritti per questa edizione della 500 miglia. Dopo i primissimi installation lap ed una bandiera gialla per un check dei sistemi informatici dei commissari, iniziano le danze. A dare il primo segnale è il Team Penske, che esce in parata per una foto ricordo. Il primo vero giro lanciato è di Pagenaud (205.213 mi/h), seguito da Newgarden (216.101) e infine Marco Andretti che con 216.580 mi/h è in testa dopo 30′, quando arriva la prima caution per qualche goccia di pioggia che cade sulla pista.

Tuttavia, la pausa dura poco – appena una decina di minuti – e quindi si riparte subito. Le auto in pista sono sempre di più, dunque arrivano anche i primi giri in scia. Ad Andretti, spintosi fino a 218.110, al comando succede Ericsson (219.089), poi Sato, il quale diventa il primo del mese a superare le 220 miglia all’ora di media (precisamente 220.007). Poi, quasi a metà sessione, un’altra interruzione per pioggia lieve. Da notare soprattutto in questo stint c’è stato l’air hose di Chilton, arrivato a Indy dopo aver saltato il GP; il tubo si stacca dal casco, si sfilaccia sotto l’effetto della resistenza aerodinamica e svolazza attaccato all’ala posteriore.

Dopo ulteriori 15′ di pausa, la sessione può riprendere con tanta attività in pista: Castroneves è il primo sopra quota 221 (221.091), O’Ward invece pochi minuti più tardi rompe quota 222 (222.181). Il messicano, tuttavia, viene battuto da Ed Jones che con un giro a 222.700 di media rimane a lungo al comando.

Dopo un breve momento di tregua, inizia l’ultimo rush: il rookie McLaughlin conferma il fatto di trovarsi a suo agio sull’ovale di Indianapolis e si porta in prima posizione (222.836), tuttavia a metterglisi davanti – come successo in Texas – è il connazionale Dixon, primo oltre i 223 di media (223.420). Anche il tempo di Scott, però, non resta troppo lassù, infatti Graham Rahal piazza quello che diventerà il giro più veloce di questa primissima sessione di libere: 40.2776″ a 223.449 mi/h di media.

Infine, a 15′ dal termine previsto ancora la pioggia ed il turno dedicato ai veterani si chiude in anticipo con Rahal al comando su Dixon, McLaughlin, Montoya, Jones, Power, Ferrucci, O’Ward, Hinchcliffe e Castroneves; 29 delle 32 auto hanno effettuato al meno un giro veloce, Kellett solo un installation lap, Kimball (conversione dalla vettura stradale usata nel GP) ed Harvey (cambio motore), infine, sono restati nel garage. Di Carpenter il miglior giro senza scia a 218.760 mi/h.

La classifica delle FP1

FP1 – Rookie

Sono due le ore dedicate esclusivamente ai rookie o ai piloti assimilabili a questi. Tre gli ammessi a questa sessione: Stefan Wilson e JR Hildebrand, che devono completare il programma refresher, e RC Enerson, il quale – invece – deve ancora svolgere il Rookie Orientation Program. La sessione, però, inizia in ritardo a causa della lieve pioggia che cade su Indianapolis. La pausa dura ben due ore, poi si può cominciare. Il programma viene cambiato per permettere lo svolgimento del ROP: le due ore vengono mantenute intatte e poi al suo completamento si procederà immediatamente alle FP2, con tutti in pista fino alla chiusura delle 18:00 locali.

Il Rookie Orientation Program prevede tre fasi successive, la prima con 10 giri fra 205 e 210 mi/h, la seconda con 15 giri fra 210 e 215 e la terza sempre con 15 giri oltre le 215; Enerson deve svolgere tutto il ROP, mentre Wilson e Hildebrand solo le ultime due fasi.

Dopo un piccolo problema tecnico per Wilson (trasponder non funzionante), i tre iniziano a girare senza fretta; al termine di una caution per un controllo della pista, Hildebrand completa la seconda fase ed Enerson la prima. RC procede subito anche con la seconda nell’unico sprazzo di sole della giornata. La #75 resiste giusto per completare la fase due, poi si rompe un semiasse (senza toccare il muro) e il retrotreno viene coperto di grasso lubrificante. Arriva una caution per detriti e per Enerson la giornata finisce qui, con il ROP ancora da completare.

Hildebrand e Wilson se la prendono con calma nei 35′ finali: JR completa la fase tre ai -6′, Stefan invece ottiene una concessione dai commissari e la conclude nei primi minuti delle FP2 generali che iniziano poco dopo. Enerson invece sarà costretto a terminare il ROP o domani (giornata ancora più grigia per il meteo), o giovedì, quando tornerà il sole.

FP2

La sessione che sarebbe dovuta durare tre ore si riduce a solo 1h50′ e dunque l’attività in pista è frenetica, anche se il cielo è tornato coperto. Le velocità in scia si alzano subito e Tony Kanaan è il primo a migliorare il tempo di Rahal (che in questa fase non si trova a suo agio con gli pneumatici) delle FP1, arrivando ad una velocità media di 223.965 mi/h, migliorata poco dopo da Conor Daly che si spinge fino a 224.962 e poi da Scott Dixon con 224.988.

Dopo una breve pausa, iniziano invece le prove in scia di gruppetti più piccoli, soprattutto composti da piloti dello stesso team più qualche “isolato” che salta sul treno. È in questo momento che Daly diventa il primo di questa edizione ad andare oltre quota 225 con un giro a 225.287 mi/h. Iniziano anche le schermaglie, con qualche pilota che non vuole collaborare con i top team e dunque il trenino rallenta cercando nuovi alleati.

A 1h14′ dal termine della sessione il primo vero colpo di scena: il motore Honda della vettura di Sébastien Bourdais cede in curva2. Le fiamme che escono dalla bancata di destra vengono spente in pit lane, tuttavia per il francese la giornata finisce in anticipo e prosegue la sua sfortuna sugli ovali che lo ha visto ritirato in entrambe le gare in Texas, coinvolto in due incidenti in cui era incolpevole.

Alla riapertura della pista praticamente inizia la prima happy hour di Indianapolis del 2021. Quasi tutti i piloti escono dalla pit lane e ricominciano le simulazioni di gara. In successione a migliorare il limite fissato da Daly sono Karam (225.942), Sato (che diventa il primo ad oltre 226 mi/h con 226.132), Hunter-Reay (226.371) ed infine – a circa 35′ dalla fine – Will Power che, con un giro concluso in 39.7403″, si porta in vetta a 226.470 mi/h di media oraria. Ancora una volta è di Carpenter il miglior giro senza scia, più veloce di quello registrato nelle FP1 a 219.162 mi/h.

La classifica delle sole FP2

Immagine: media.indycar.com

Risultati: indycar.com

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Gabriele Dri
Nato a Udine 28 anni fa, sono un laureato in ingegneria civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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