Indycar | Indianapolis 500 2021: Dixon il più rapido nel Fast Friday

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Ganassi sugli scudi: Dixon ha ottenuto il primo tempo, ma è di Ericsson la miglior simulazione di qualifica

Al termine di un turno di prove tutto sommato tranquillo ed interrotto solamente da una manciata di ispezioni al tracciato , Scott Dixon ha ottenuto il miglior tempo nel Fast Friday, la giornata in cui viene aumentata la potenza dei motori e le macchine vengono scaricate per cercare la performance pura in vista delle qualifiche.

Il campione in carica della NTT IndyCar Series ha ottenuto il miglior tempo in 38.5766 secondi, alla media di 233.3 miglia orarie. Da un punto di vista velocistico siamo su risultati pressoché analoghi a quelli del Fast Friday del 2020: nello scorso agosto Marco Andretti aveva infatti girato alla media di 233.4 mph, con un vantaggio di appena tre centesimi di secondo rispetto al tempo segnato quest’anno dal neozelandese.

In generale è stato l’intero team di Chip Ganassi a ben figurare, tanto da portare tutti i suoi quattro piloti nelle prime cinque posizioni: Kanaan (il più rapido giovedì), Ericsson e Palou si sono infatti classificati in terza, quarta e quinta posizione, con distacchi compresi tra uno e due decimi rispetto al loro compagno di squadra. L’unico “intruso” non-Ganassi in cima alla classifica è Colton Herta, secondo a 86 millesimi da Dixon alla media di 232.8 mph.

Per trovare il primo motore Chevy è necessario scendere fino al sesto posto, dove troviamo Pato O’Ward: il messicano ha risalito la classifica nei minuti conclusivi della sessione con un giro alla media di 232.0 mph, col quale ha pagato 21 centesimi a Dixon.

Settimo tempo per Alexander Rossi, che nel corso delle prove si era lamentato di qualche problema di assetto sulla sua vettura; ciononostante, il pilota del team Andretti ha dato prova di grande competitività e rientra sicuramente nel novero dei favoriti alla conquista di un posto nella Firestone Fast Nine.

Un discorso analogo vale per Takuma Sato, ottavo a fine giornata ma capace di rimanere in testa alla classifica delle simulazioni di qualifica fino ad un’ora e mezza dalla fine, quando le temperature sono scese e la pista è diventata più rapida; il nipponico ha girato a 231.6 mph di media, con un ritardo di poco meno di tre decimi da Dixon. La top-10 si completa con Ed Jones e con Ryan Hunter-Reay rispettivamente a 231.6 e 231.5 mph di media.

Per il secondo anno consecutivo i motori Chevy sembrano essere in difficoltà nel confronto con Honda, perlomeno per quanto riguarda la velocità pura: per trovare il secondo pilota spinto dal propulsore americano è infatti necessario scendere fino al 12° posto occupato da Rinus VeeKay. Lo scorso anno l’olandese era stato l’unico pilota con motore Chevy a qualificarsi per la Firestone Fast Nine e quest’anno lo scenario sembra non essere molto differente.

Ancora peggiore è la situazione in casa Penske: il miglior tempo di giornata è stato ottenuto da Josef Newgarden alla media di 230.5 mph, ma il suo rilievo cronometrico è stato più lento di quello di Scott Dixon di quasi mezzo secondo; peggio ancora è andata a Scott McLaughlin, 24°, Will Power, 29° e Simon Pagenaud, 30°, con questi ultimi due che non sono nemmeno riusciti a sfondare il muro delle 230 miglia orarie di media.

Visto lo stato di forma dei motori Honda, non sorprende che i piloti che occupano le ultime cinque posizioni siano tutti motorizzati Chevy: la classifica viene infatti chiusa da Sage Karam, Simona de Silvestron, Sebastien Bourdais, Charlie Kimball e Richard Clay Enerson, che con il suo Top Gun Racing sta pian piano “costruendo” la sua velocità in vista delle qualifiche. Questi ultimi posti sono fondamentali, perché i cinque piloti in coda al gruppo nelle qualifiche di domani dovranno poi giocarsi la qualificazione alla gara nei 75 minuti di “bumping” della domenica.

A seguire la classifica completa dei migliori tempi.

Immagine di copertina da IndyCar Media/Chris Jones

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