Indycar | Indianapolis 500 2021 | Anteprima

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Il momento più importante della stagione della NTT IndyCar Series sta finalmente per arrivare: oggi si svolgerà il primo turno di prove libere in preparazione alla 500 Miglia di Indianapolis, in programma per il 30 maggio. 35 piloti si daranno battaglia allo scopo non solo di preparare la gara, ma anche di conquistare uno dei canonici 33 posti in griglia.

Al contrario di quanto accaduto lo scorso anno, quando le complicazioni legate alla pandemia avevano fatto sì che non ci fossero iscritti “extra” rispetto al numero massimo di partenti, quest’anno le qualifiche non stabiliranno solamente l’ordine di partenza, ma anche i due piloti che saranno esclusi dalla competizione.

Una gara nella gara insomma, che in passato ha fatto vittime illustri: tra di esse figurano Fernando Alonso, due volte campione del mondo di Formula 1, e Pato O’Ward, attualmente gran protagonista del campionato 2021 con all’attivo una vittoria in Texas, che insieme a Max Chilton sono rimasti fuori dalla 500 Miglia di Indianapolis di due anni fa.

Anche quest’anno la gara vivrà del confronto tra Honda e Chevy: se tra il 2018 e il 2019 era stata quest’ultima a trionfare, lo scorso anno il motorista giapponese ha recuperato alla grande tanto da piazzare quattro macchine ai primi quattro posti nell’edizione dello scorso anno.

Come sempre, è difficile fare ipotesi sullo stato di forma dei due motoristi prima dell’inizio delle prove: l’unico dato utile arriva dalla doppia gara in Texas di inizio maggio, dove Honda e Chevy si sono spartite equamente le vittorie; pur essendo la pista più simile all’Indianapolis Motor Speedway tra tutte quelle in calendario, l’ovale texano presenta differenze significative sotto diversi punti di vista e quindi è difficile “tradurre” questo genere di informazioni da un tracciato all’altro.

I protagonisti

Con 4 vetture schierate a tempo pieno durante la stagione, né il team Penske, né quello di Ganassi porteranno monoposto aggiuntive per questo appuntamento: l’unica “variazione sul tema” è data dalla presenza di Tony Kanaan sulla #48 della squadra di Pittsburgh, comunque ampiamente preventivata ancor prima dell’inizio della stagione; il brasiliano avrà per compagni di squadra Scott Dixon, Alex Palou e Marcus Ericsson, mentre per il team Penske ci saranno Josef Newgarden (oramai pilota di punta della squadra), Will Power, Simon Pagenaud e il rookie Scott McLaughlin.

L’unico top team che amplierà la propria presenza per questa gara è la Andretti Autosport: sulla #98 tornerà Marco Andretti, che quest’anno si è ritirato da pilota full-time della NTT IndyCar Series, mentre sulla #25 ci sarà Stefan Wilson, fratello del compianto Justin, che già tre anni fa aveva sfiorato il successo a causa di una strategia molto azzardata. Al loro fianco ci saranno i “regolari”, ovvero Colton Herta, Alexander Rossi, Ryan Hunter-Reay e James Hinchcliffe.

Il team Rahal-Letterman-Lanigan Racing si presenta a questa Indy 500 nel ruolo di squadra campione in carica grazie al successo di Takuma Sato nel 2020, accompagnato sul “podio” (virtuale, giacché non esiste un vero e proprio podio per la 500 Miglia) dal suo compagno di team Graham Rahal; i due saranno al via con la stessa squadra anche quest’anno e al loro fianco ci sarà Santino Ferrucci, che negli ultimi 2 anni ha messo in mostra delle ottime potenzialità nell’ambito di questa gara.

Tre vetture in pista anche per il team Arrow McLaren SP, che nel secondo appuntamento in Texas ha conquistato il suo primo successo da quando il Colosso di Woking è entrato a far parte della squadra: accanto ai due titolari, Pato O’Ward e Felix Rosenqvist, ci sarà Juan Pablo Montoya, al ritorno ad Indianapolis dopo 4 anni di assenza.

Il team Ed Carpenter Racing schiererà di nuovo il trio visto in pista lo scorso anno, con Conor Daly impegnato sulla terza macchina della squadra che lo ha ingaggiato per correre i 13 appuntamenti sui circuiti stradali e cittadini; con lui ci saranno Ed Carpenter, il proprietario della squadra, e Rinus VeeKay, vincitore del GP di Indianapolis di sabato scorso.

Chi farà gli straordinari nelle prossime due settimane sarà la squadra di AJ Foyt, che porterà in pista ben quattro macchine: ai due titolari, Sebastien Bourdais e Dalton Kellett, si aggiungeranno infatti Charlie Kimball (che ha corso anche nel GP di Indianapolis tre giorni fa) e JR Hildebrand, che correrà eccezionalmente con il numero 1 (prestato dal team Ganassi, che ne detiene il diritto di utilizzo) per celebrare i 60 anni dal primo successo ad Indy del suo team owner. Sarà interessante capire se questo dispiego massiccio di forze aiuterà la squadra di Foyt o se invece si trasformerà in un boomerang.

Oltre alla squadra del quattro volte campione della 500 Miglia di Indianapolis, ce ne sarà un’altra che raddoppierà l’impegno per questa gara. Per la prima volta nella sua storia, il team Meyer-Shank Racing schiererà due vetture: al fianco del confermatissimo Jack Harvey, molto sfortunato nell’ultimo GP Indianapolis, ci sarà il veterano Helio Castroneves, che ha lasciato il Team Penske dopo più di vent’anni di militanza. L’impegno del brasiliano con la squadra con base in Ohio non si limiterà alla 500 Miglia: a fine stagione, Castroneves tornerà in pista in altre 5 occasioni a partire dal Music City Grand Prix di Nashville.

Oltre a Penske e Ganassi, gli unici altri due team impegnati a tempo pieno nella NTT IndyCar Series che non espanderanno il loro programma per Indy sono il Dale Coyne Racing e quello di Trevor Carlin: il primo ha dovuto rinunciare all’idea di schierare una terza vettura solamente pochi giorni fa a causa di problemi economici, mentre il secondo tornerà finalmente in pista dopo aver avuto dei problemi con il visto che gli hanno impedito di correre nel GP di Indianapolis. Coyne schiererà Ed Jones e Pietro Fittipaldi, sostituto di Romain Grosjean sugli ovali, mentre Max Chilton sarà regolarmente impegnato con Carlin.

Tre team si presentano invece solo per prendere parte alla 500 Miglia di Indianapolis e due di questi sono debuttanti assoluti: il primo è la entry interamente al femminile che vede Beth Paretta come team owner e Simona de Silvestro come pilota; la squadra si avvalerà di una partnership tecnica con il Team Penske, che sicuramente darà loro una mano nella definizione degli assetti in vista delle qualifiche e della gara.

L’altra new entry è il Top Gun Racing, squadra fondata da Gary Trout e Bill Throckmorton: il team schiererà come pilota Richard Clay Enerson, che una settimana fa ha svolto il primo test per la squadra sull’ovale corto di St.Louis. Alla vigilia delle prove, questo team sembra essere ammantato da molti più dubbi che certezze: vedremo se durante i primi giorni di prove riusciranno a far emergere uno spiraglio di luce.

L’ultimo concorrente che manca all’appello è Sage Karam, che per il sesto anno consecutivo sarà in pista con il Dreyer&Reinbold Racing. Rispetto agli ultimi anni, la squadra di Dennis Reinbold ha dimezzato il proprio impegno visto che non è presente la macchina che in passato era stata di JR Hildebrand.

A seguire l’entry list completa dell’edizione numero 105 della Indianapolis 500.

Il format del weekend

Rispetto allo scorso anno, quando la pandemia aveva portato la NTT IndyCar Series a ridurre l’attività in pista al minimo indispensabile, quest’anno i team e i piloti godranno di un giorno di prove in più.

Si inizierà oggi con ben sette ore di attività in pista, anche se nelle prime quattro di queste non si vedranno tutti i piloti in pista: nelle prime due scenderanno in pista i “veterans”, ovvero quelli che hanno preso parte ad una gara su ovale almeno una volta nell’ultimo anno; nelle successive due ore scenderà in pista chi deve completare il Rookie Orientation Program o il Refresher Program, riservati a chi non ha mai corso su ovale o a chi on ci ha mai corso nell’ultimo anno. Le cose saranno molto più semplici mercoledì e giovedì, quando tutti avranno sei ore e mezza di prove a disposizione.

Venerdì, come sempre, si inizierà a lavorare in vista delle qualifiche: il “Fast Friday” vedrà aumentare la pressione di sovralimentazione del turbo e diminuire il carico aerodinamico, in modo tale da estremizzare le prestazioni delle monoposto in vista dei quattro giri lanciati. Sabato e domenica saranno le due giornate dove si deciderà la griglia di partenza e, di conseguenza, anche i due piloti che saranno eliminati dalla gara.

Al termine delle prove ufficiali si svolgeranno altre due ore di prove libere, dopodiché inizierà un lungo periodo di pausa che sarà dedicato principalmente alle attività promozionali. Venerdì si tornerà in pista per il Carb Day, durante il quale si svolgeranno le ultime due ore di prove libere prima della gara.

Le qualifiche

Dopo un anno di assenza, nel 2021 tornerà il perverso meccanismo del “bumping” per definire la griglia di partenza della 500 Miglia di Indianapolis: dato che i posti in griglia sono solamente 33, due piloti saranno costretti a rinunciare alla possibilità di correre la gara.

Nonostante negli ultimi anni fosse stata ventilata la possibilità di garantire la presenza in gara a tutte le entries “regolari”, cioè presenti all’intera stagione della NTT IndyCar Series, quest’eventualità non si è ancora concretizzata. Ciò significa che tutti i piloti, dal primo all’ultimo, dovranno sottostare alle medesime regole, con tutti i rischi e le opportunità del caso.

Nonostante sulla carta ci siano alcuni candidati “naturali” alla non qualificazione, Indianapolis non di rado regala sorprese: nessuno pertanto parte sconfitto, così come nessuno inizia le prove con la qualificazione in pugno.

Il meccanismo delle prove è abbastanza semplice: sabato i piloti avranno poco meno di sei ore a disposizione per provare a qualificarsi. Dopo che tutti avranno svolto almeno un tentativo, sarà possibile tornare in pista seguendo due modalità: la prima è quella “rapida”, che dà priorità all’ingresso in pista ma che obbliga anche chi vi fa ricorso a rinunciare alla propria posizione in griglia; la seconda consente invece di mantenere i tempi e la posizione conquistati in precedenza, ma il rientro in pista può avvenire solo una volta quando non ci sarà nessun’altro pilota nella linea “rapida”.

Alla fine della giornata del sabato, il gruppo sarà diviso in tre tronconi: i piloti che occuperanno le posizioni dalla decima alla trentesima saranno “congelati” e domenica non torneranno in pista, se non per le prove libere di fine giornata; per la 500 Miglia di Indianapolis si schiereranno tra la quarta e la decima fila in base ai risultati ottenuti sabato.

Diverso sarà il destino degli altri due blocchi: i primi 9 si contenderanno le prime tre file con un unico tentativo a testa, composto come sempre da quattro giri lanciati; molto banalmente, le posizioni dalla prima alla nona saranno decise sulla base dei risultati di questo “shoot-out”. A questi piloti sarà inoltre attribuito un punteggio valido per la classifica generale: il poleman riceverà 9 punti, il secondo qualificato 8 e così via fino al singolo punto assegnato al nono; a proposito di punteggi, va rimarcato che la 500 Miglia di Indianapolis è l’unica gara stagionale che assegna punteggio doppio.

Ancora diversa sarà la sorte degli ultimi cinque: anche i loro tempi saranno cancellati, costringendoli pertanto a ritentare la qualificazione. Al contrario di quanto accade con lo shoot-out riservato ai primi nove, coloro che si contenderanno gli ultimi 3 posti in griglia avranno a disposizione 75 minuti; in questo lasso di tempo potranno scendere in pista tutte le volte che vorranno, naturalmente finché non verrà sancito il termine delle prove. Alla fine di questo turno, i due piloti più lenti saranno esclusi dalla gara.

2021 105th Indianapolis 500 presented by Gainbridge
Round 06/17
18-30 Maggio 2021

INFO CIRCUITO

Tipologia del circuito: Superspeedway
Lunghezza del circuito
: 2,5 mi (4,023 km)
Giri da percorrere: 200
Distanza totale: 500 mi (804,672 km)
Numero di curve: 4 (tutte a sinistra)
Senso di marcia: antiorario
Prima Gara: 1911
Sanctioning body: AAA 1911-1955; USAC 1956-1997; IRL 1998-2010; INDYCAR 2011-2021

RECORD

Record sul giro: 0:37.895 – Arie Luyendyk – Treadway Racing – 1996
Distanza: 2h40:03.4181 – Tony Kanaan – KV Racing Technology – 2013 (su 200 giri)
Vittorie pilota: 4 – AJ Foyt jr, Al Unser sr, Rick Mears
Vittorie team: 18 – Team Penske
Pole pilota: 6 – Rick Mears
Pole team: 18 – Team Penske
Podi pilota: 11 – Al Unser sr.
Podi team: 34 – Team Penske

ALBO D’ORO

PROGRAMMA

Martedì 18 Maggio
10:00-12:00 (16:00-18:00) Prove Libere 1 (Solo Oval Veterans)
12:00-14:00 (18:00-20:00) Rookie Orientation Program
15:00-18:00 (21:00-24:00) Prove Libere 2

Mercoledì 19 Maggio
12:00-18:00 (18:00-24:00) Prove Libere 3

Giovedì 20 Maggio
12:00-18:00 (18:00-24:00) Prove Libere 4

Venerdì 21 Maggio
12:00-18:00 (18:00-24:00) Prove Libere 5 (Fast Friday)

Sabato 22 Maggio
09:30-10:30 (15:30-16:30) Prove Libere 6
12:00-17:50 (18:00-23:50) Qualifiche

Domenica 23 Maggio
11:00-12:00 (17:00-18:00) Prove Libere 7
13:15-14:30 (19:15-20:30) Qualifiche (Last Chance Qualifying)
15:00-15:45 (21:00-21:45) Qualifiche (Fast Nine Shootout)
17:00-19:00 (23:00-01:00) Prove Libere 8

Venerdì 28 Maggio
11:00-13:00 (17:00-19:00) Prove Libere 9 (Carb Day)

Domenica 30 Maggio
12:45 (18:45) Gara – Diretta su DAZN a partire dalle 18:30

Immagine di copertina da Indycar Media/James Black

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