Indycar | Indianapolis 500 2020: Analisi delle simulazioni di qualifica

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Come sempre nel contesto della Indianapolis 500, il Fast Friday non serve solamente a capire il puro potenziale velocistico delle monoposto, ma è utile soprattutto per svolgere delle simulazioni di qualifica.

Per scoprire quali scenari potrebbero venire a presentarsi oggi, abbiamo preso in considerazione tutti i run composti da quattro giri veloci consecutivi che sono stati percorsi nella giornata di ieri grazie ai dati messi a disposizione dal sistema di cronometraggio ufficiale della INDYCAR.

Come nota metodologica, va detto che nel cronologico dei tempi non viene riportato se i vari giri sono stati completati in solitaria oppure grazie all’ausilio di una scia. Per questo motivo può capitare che, nella tabella sottostante, siano stati riportate alcune simulazioni nelle quali uno o più giri non sono stati completati in solitaria.

Andiamo quindi a vedere i dati delle simulazioni di ieri: nella colonna “Posizione” viene riportata la classifica in funzione del miglior tentativo eseguito da ciascun pilota, mentre la colonna “Tentativo n.” fa riferimento all’ordine cronologico dei tentativi eseguiti da ciascun pilota.

Nel corso delle simulazioni svolte ieri, quattro piloti svettano chiaramente sopra a tutti gli altri: Ryan Hunter-Reay, Marcus Ericsson, Scott Dixon e James Hinchcliffe sono anche gli unici ad essere scesi al di sotto del muro dei 2 minuti e 36 secondi per completare un tentativo di qualifica e, per il momento, occupano saldamente le prime quattro posizioni “virtuali” in classifica.

Impressiona in particolare la costanza di questi piloti: tutti e quattro hanno svolto due simulazioni di qualifica a testa, risultando sempre più veloci del quinto classificato, Will Power. Stando così le cose, questi quattro piloti hanno delle buone chance di aggiudicarsi uno dei primi nove posti nella giornata di oggi, un risultato che consentirebbe loro di giocarsi la pole position nel Fast Nine Shootout.

Col suo quinto posto, Will Power è anche l’unico pilota motorizzato Chevrolet ad occupare una delle prime otto posizioni in questa classifica: al termine delle 10 miglia che compongono un run di qualifica, il suo distacco dalle prime due posizioni è di circa sette decimi.

Alle spalle del pilota del Team Penske, staccati di un decimo, troviamo Takuma Sato, Marco Andretti e Colton Herta, racchiusi in appena tre centesimi di secondo. La Fast Nine “virtuale” è completata da Rinus VeeKay, che nel contesto delle simulazioni di qualifica è stato il miglior rookie.

Al contrario di quanto fatto dai primi quattro, che non hanno solo occupato le posizioni di testa ma hanno anche dimostrato di poter svolgere più di un run su tempi estremamente competitivi, il blocco di piloti alle loro spalle è stato, in via generale, un po’ più dispersivo: solamente Herta e Andretti hanno percorso due o più run su tempi simili, dimostrando quindi una certa costanza di rendimento.

Decimo posto “virtuale” per Pato O’Ward, a un secondo scarso dai tempi di Hunter-Reay ed Ericsson. Alle spalle del messicano troviamo un altro terzetto molto compatto con Rahal, Harvey e Newgarden separati da meno di mezzo decimo di secondo. Più staccati Pigot (il più veloce lo scorso anno nel primo giorno di qualifiche) e Rossi, virtualmente 14° e 15°.

Più staccati gli altri due piloti del Team Penske, con Pagenaud 19° e Castroneves 23°, rispettivamente a 1.4 secondi e a 2.1 secondi dai migliori tentativi di qualifica simulati ieri. Male anche Fernando Alonso, solamente 25° sui 27 piloti che nel corso del Fast Friday hanno provato almeno un tentativo di qualifica.

All’appello mancano Charlie Kimball, Santino Ferrucci, James Davison, Ed Carpenter, Conor Daly e Ben Hanley, i sei piloti che ieri non hanno completato alcun run significativo da quattro giri consecutivi.

Per sapere se i tempi di ieri rispecchiano i reali valori in campo, o se invece qualcuno ha tenuto coperte le proprie carte, non rimane che aspettare le 22:50, quando verrà sparato il colpo di pistola che, tradizionalmente, sancirà la fine delle qualifiche per la Indianapolis 500.

Immagine di copertina da Indycar Media/James Black

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