IndyCar | GP Toronto 2026: Marcus Ericsson sopravvive al caos e vince a Markham

Di: Alyoska Costantino
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Pubblicato il 16 Agosto 2026 - 23:45
Tempo di lettura: 4 minuti
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IndyCar | GP Toronto 2026: Marcus Ericsson sopravvive al caos e vince a Markham
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Prima vittoria con Andretti Global per lo svedese, che supera Grosjean (secondo) a cinque giri dalla fine. Terzo Power in rimonta.

Le aspettative della vigilia, per quanto riguarda il GP Toronto 2026, sono state rispettate: la prima gara della IndyCar Series al Markham Centre si è rivelata un autentico mattatoio per via del layout molto stretto in alcuni punti, ma nonostante questo la gara canadese ha saputo intrattenere i più.

Quando il caos si è placato, i piloti capaci di tirar fuori la prestazione si son visti eccome, in primis Marcus Ericsson. Lo svedese di Andretti Global si è aggiudicato il Gran Premio in quella che è stata, con tutta probabilità, la sua vittoria più bella da quando è nella IndyCar Series; in questo modo il #28 ha anche interrotto il proprio digiuno di successi, che durava da oltre tre anni.

Ericsson è stato protagonista sin dalle prime fasi, ma il momento cruciale della sua gara è giunto alla settima ed ultima Caution quando, una volta in testa, ha deciso di rientrare ai box, rifornendo meno etanolo del necessario e montando un set di gomme Alternate nuove per i venti giri rimanenti. Da lì è iniziata una sensazionale rimonta dalla settima posizione, costellata di grandi sorpassi.

Quello decisivo è arrivato a cinque tornate dal termine, a spese di Romain Grosjean. La “Fenice” si è ritrovata nelle prime posizioni quasi per caso dal 31° giro di gara in poi dopo aver anticipato la sosta prima della seconda Caution (causata da un testacoda di Marcus Armstrong), ma comunque dotata di un gran ritmo per difendere la leadership guadagnata a spese di Nolan Siegel. Tuttavia, il ritmo dello scandinavo e il suo maggior quantitativo di carburante non hanno lasciato scampo al transalpino.

L’ottima giornata di Andretti è stata completata dalla terza posizione insperata di Will Power. Dopo una sessione di prove terminata a muro e una qualifica disastrosa, l’australiano si è rifatto alla grandissima in gara, sfoggiando la sua miglior prestazione da molto tempo a questa parte; un Gran Premio passato quasi completamente all’attacco, anche se vi è il rammarico per la vittoria persa a favore del compagno di squadra, che l’ha superato al tornantino 5 con tanto di sportellata laterale.

Tuttavia, la domenica di Andretti Global è lungi dall’esser perfetta, per via di quel che è accaduto a Kyle Kirkwood. Le diverse trappole della pista di Markham hanno colto in fallo anche un maestro dei tracciati cittadini come il floridiano, che ha impattato col muretto interno di curva 3 ed è poi finito sul muro esterno, distruggendo le sospensioni della propria Dallara e terminando la corsa.

Quella di Kirkwood sa di occasione sprecata terribilmente, anche a fronte della bella prova di Álex Palou. Pure stavolta lo spagnolo cade in piedi in una giornata che si preannunciava difficilissima, avendo chiuso al quarto posto dietro i due Andretti superstiti e la Dale Coyne #18. Il campione in carica ha anche lottato per la vittoria mettendosi all’inseguimento di Grosjean, ma dopo una perdita di posteriore alla 8 il #10 ha deciso di tirare i remi in barca, preferendo guardare alla classifica iridata.

Patricio O’Ward e Christian Lundgaard hanno concluso in quinta e sesta posizione, precedendo Rinus VeeKay, Scott McLaughlin, Graham Rahal e Santino Ferrucci (quest’ultimo fermatosi dopo il traguardo per mancanza di etanolo a bordo). Negli ultimi giri è sprofondato David Malukas, classificato 17° ad un giro di ritardo e vittima di un probabile contatto nelle ultime fasi.

Essi sono stati la costante della corsa, specie nei punti più stretti del tracciato, su tutti curva 5. Il tornantino di ritorno che lancia su Enterprise Boulevard si è rivelata la trappola definitiva di molti piloti e i contatti, così come i testacoda e le sportellate, si sono sprecati. A fronte di un layout molto scorrevole, per il 2027 sarà imperativo rivedere questa zona della pista.

Però, non è stata la curva 5 a tradire il poleman Louis Foster. Dopo un weekend intero quasi completamente dominato, il britannico ha compiuto il passo falso proprio sul più bello, mentre stava attaccando Ericsson per le posizioni da podio a seguito di una ripartenza; l’attacco in curva 3 è andato male e, nella stessa dinamica capitata a Kirkwood poco dopo, Foster ha toccato il muro interno e si è poi schiantato (molto più duramente) su quello esterno, sprecando una ghiottissima occasione.

Sorte altrettanto amara per il suo compagno di team Mick Schumacher (provocatore della prima Caution per un incidente alla 4), così come per Christian Rasmussen (finito addosso a Scott Dixon, giratosi poco prima per un contatto con Dennis Hauger). Le sfortune di Ed Carpenter Racing sono state completate da Alexander Rossi, che ha rimediato una foratura alla gomma anteriore destra in seguito ad un piccolo contatto con l’ala anteriore di Palou.

Guardando alla classifica, il vantaggio dell’iberico aumenta a 133 punti su Kirkwood (542 contro 409) e a 137 su Malukas (405). Con questa situazione, la prossima tappa potrebbe già rivelarsi decisiva per le sorti iridate, se Palou dovesse arrivare ad un vantaggio di oltre 162 punti (pari al punteggio totale e completo di tre round).

Parlando del prossimo appuntamento, esso si svolgerà tra una sola settimana a Washington D.C.. L’evento in questione sarà la Freedom 250, introdotta in corso d’opera con lo specifico intento di celebrare i 250 anni d’Indipendenza degli Stati Uniti. Chissà che non possa essere proprio la Casa Bianca lo sfondo perfetto per l’assegnazione del titolo 2026 della IndyCar Series.

Qui i risultati della gara canadese e la classifica piloti.

Fonte immagini: indycar.com

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