IndyCar | GP St. Petersburg 2026: Álex Palou inizia la nuova stagione con un’altra vittoria

Di: Alyoska Costantino
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Pubblicato il 1 Marzo 2026 - 21:00
Tempo di lettura: 3 minuti
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IndyCar | GP St. Petersburg 2026: Álex Palou inizia la nuova stagione con un’altra vittoria

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Seconda vittoria consecutiva all’Albert Whitted Airport per lo spagnolo. McLaughlin secondo, Lundgaard terzo.

Anno nuovo, stessa storia. E’ così che si può riassumere l’avvio della IndyCar Series 2026, che a St. Petersburg ha svolto il proprio primo appuntamento di diciotto della stagione. A vincere il Gran Premio floridiano è stato Álex Palou, che da campione in carica inizia alla grande la propria difesa iridata.

Come nel 2025, la vittoria al vecchio aeroporto Albert Whitted è giunta in seguito ad un colpo di genio strategico. Partito su gomme Alternate rispetto alle Prime dei piloti partiti davanti a lui, Palou ha saputo gestire la mescola Soft alla perfezione nel primo run, allungando il proprio stint di un paio di giri.

La sosta al 38° passaggio dei 100 previsti ed il lavoro dei meccanici Ganassi sono stati sufficienti per permettere al #10 di passare dalla terza alla prima posizione, mentre dal secondo stint in poi il catalano ha semplicemente aumentato, giro dopo giro, il proprio vantaggio. Alla fine, Palou ha conquistato la seconda vittoria di fila a St. Pete con oltre 12″ di vantaggio.

Come nel 2025, il grande sconfitto del Gran Premio è Scott McLaughlin. Anche quest’anno l’ex-pilota del Supercars ha comandato la prima fase di gara dopo la pole position, per poi perdere la testa della corsa durante i pit stop. Stavolta non c’è stata una Caution a rovinare i suoi piani, ma solo la strategia ed il ritmo di Palou gli hanno impedito di assicurarsi la vittoria.

Secondo posto per il neozelandese, comunque bravo a difendersi dal rientro di Christian Lundgaard nel finale. Il danese, dopo aver superato il compagno Patricio O’Ward, ha passato Kyle Kirkwood per l’ultimo gradino del podio alla esse veloce 12-13, mancando solo l’attacco al pilota Penske.

Kirkwood, dal canto suo, ha fatto ciò che poteva con una strategia evidentemente al risparmio. Dopo la seconda sosta di McLaughlin il pilota di casa si è ritrovato in piazza d’onore (anche rischiando il contatto con Scott alla curva 4, superandolo dall’esterno), ma negli ultimi dieci giri è stato costretto a fare lift & coast per evitare un’ulteriore fermata ai box. Alla fine Kyle ha chiuso al quarto posto, precedendo il messicano di Arrow McLaren.

Sesta posizione per Marcus Ericsson. Come Kirkwood, anche lo svedese ha patito un crollo importante da metà gara in poi, per la precisione dal 65° giro: da quel punto della gara l’ex-F1 ha perso clamorosamente ritmo, venendo presto superato in successione da McLaughlin, Lundgaard ed O’Ward.

Completano la top ten Josef Newgarden (partito addirittura 23°), Romain Grosjean, Rinus van Kalmthout e Dennis Hauger, quest’ultimo al debutto con Dale Coyne Racing. Gara deludente per il team Meyer Shank Racing, con Marcus Armstrong e Felix Rosenqvist giunti uno dopo l’altro al traguardo, ma solo in 11a e 12a piazza.

I grandi delusi di St. Petersburg, però, sono altri. Su tutti Scott Dixon, che ha provocato la seconda Caution di giornata dopo aver perso una ruota in curva 4 in seguito al proprio primo pit stop, in quanto i meccanici non sono stati capaci di avvitare bene la posteriore destra.

Il primo ingresso della Pace Car, invece, è avvenuto proprio al primo giro a seguito di un incidente tra Sting Ray Robb, Santino Ferrucci e Mick Schumacher, che ha concluso la propria prima gara in IndyCar prematuramente.

I detriti lasciati in pista da questo contatto hanno provocato la foratura alla ruota anteriore sinistra di David Malukas, che ha poi terminato la propria prima gara con Penske al 13° posto, mostrando comunque un ottimo potenziale a fronte dell’evento sfortunato.

Un altro ritiro di spessore è stato quello di Will Power, proprio il pilota che Malukas ha sostituito nel Team Penske. L’australiano si è messo fuori gioco da solo per un contatto col muretto esterno di curva 11, che ha provocato la rottura della sospensione posteriore destra.

Nella classifica piloti Palou è a quota 54 punti contro i 41 di McLaughlin (a cui è stato aggiunto il punto extra della pole position), mentre al terzo posto c’è Lundgaard a quota 36. Seguono Kirkwood a 32 ed O’Ward a 30.

Tra soli sei giorni ci sarà il prossimo appuntamento stagionale, ovvero il ritorno della IndyCar Series al Phoenix Raceway. Il tracciato dell’Arizona è tornato in calendario dopo un’assenza di otto anni e da esso avremo già un primo responso sui valori in campo delle squadre sulle piste ovali, dato molto importante in vista della 500 Miglia di Indianapolis.

Qui i risultati del GP St. Petersburg e la classifica piloti dopo il primo round.

Fonte immagine: indycar.com

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