Indycar | GP St.Petersburg 2021: La cronaca e le classifiche

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A seguire il resoconto e le classifiche del GP di St.Petersburg 2021, vinto da Colton Herta davanti a Josef Newgarden e a Simon Pagenaud.

La cronaca

Il GP di St.Petersburg inizia subito con un brivido per Sebastien Bourdais, rallentato ancor prima del via da alcuni problemi tecnici che lo costringono a rimanere in pit lane mentre il resto del gruppo si avvia per i giri di ricognizione. La sua squadra riesce a riparare la vettura in tempo per permettergli di tornare in pista e di riprendersi la quinta posizione sullo schieramento.

Al via i primi cinque mantengono le rispettive posizioni mentre perde terreno O’Ward, che alla prima staccata viene chiuso tra Rossi, VeeKay e Dixon e che quindi preferisce alzare il piede. Alla prima curva Bourdais tocca la ruota posteriore sinistra di Newgarden col proprio musetto; il francese danneggia la punta del muso stesso, ma il danno è comunque limitato ed entrambi riescono a proseguire regolarmente.

Fin dalle prime curve Herta mette un margine di sicurezza nei confronti degli inseguitori: Harvey scivola subito a più di un secondo di distacco con Newgarden che a sua volta paga un ulteriore secondo al pilota inglese.

La gara si basa principalmente sul risparmio di carburante e per questo motivo l’azione in pista non è particolarmente entusiasmante. Se si escludono alcuni sorpassi per le posizioni di rincalzo e le prime soste da parte dei piloti nelle retrovie, il primo colpo di scena arriva nel corso del 16° giro: Jimmie Johnson blocca le ruote anteriori alla frenata dell’ultimo tornante e arriva lungo, andando a toccare le gomme di protezione poste all’esterno.

Per un paio di minuti l’ex pilota Nascar prova a far retromarcia per liberarsi da quella posizione, ma al 18° giro il direttore di gara chiama in pista la pace car. Nei giri precedenti la neutralizzazione si erano fermati alcuni piloti tra i quali McLaughlin, Rosenqvist e Power, ma nessuno di essi si trovava nelle prime posizioni. Dovendo dividere la gara da 100 giri in tre tronconi, la caution è troppo prematura per poter pensare ad una sosta strategica.

Si riparte all’inizio del Giro 22: in prima curva si verifica qualche bloccaggio, ma le posizioni rimangono sostanzialmente le stesse. Poco dopo Rahal passa VeeKay all’esterno della staccata di Curva 4 guadagnando il sesto posto. All’inizio della tornata successiva Sato attacca Hinchcliffe per la dodicesima posizione, ma la sua mossa è a dir poco ottimistica e il pilota canadese rimedia una foratura all’anteriore destra.

Pochi secondi dopo Grosjean prova un attacco su Power all’esterno di Curva 10, ma anche in questo caso si arriva al contatto tra le due vetture. I danni sono esigui, per non dir nulli, ma entrambi vengono scavalcati da Ed Jones.

In testa alla gara VeeKay inizia a manifestare qualche problema con l’usura degli pneumatici: al Giro 25 viene passato da Rossi e al Giro 28 anche Dixon e O’Ward lo scavalcano. Anche il messicano sta però vivendo un periodo difficile con le proprie gomme: dopo pochi secondi arriva lungo all’ultima curva dando modo allo stesso VeeKay e a Sato di passarlo.

A poche tornate dalla prima sosta inizia finalmente a vedersi Josef Newgarden: il vincitore delle ultime due edizioni del GP di St.Petersburg recupera il distacco che lo separava da Harvey e all’inizio del Giro 31 lo supera conquistando la seconda posizione; davanti a lui, Herta ha circa tre secondi di vantaggio. Nel frattempo il pilota inglese inizia a perdere terreno, tanto che al 33° giro il suo ritardo dal leader è salito ad otto secondi.

Al Giro 34 si fermano Harvey, Bourdais e Dixon, con quest’ultimo che riesce a guadagnare una posizione sul francese grazie all’azione dei meccanici. Un giro dopo si fermano anche Herta e Newgarden, con quest’ultimo che era riuscito a ridurre il distacco dalla prima posizione ad appena un secondo e mezzo; oltre a loro rientrano anche Rahal, Sato ed Ericsson. Al Giro 36 si fermano Pagenaud e Rossi, col francese che all’uscita dalla pit lane si ritrova in terza posizione davanti ad Harvey.

Pochi secondi dopo la sosta, Rossi viene attaccato da Rahal in Curva 4: la manovra è molto aggressiva e la monoposto #15 tocca con l’ala anteriore la ruota anteriore destra della #27; la foratura è immediata, Rossi perde subito direzionalità e nella successiva Curva 5 non riesce a sterzare, allargando verso l’esterno e trascinando con sé anche Rahal. Quest’ultimo riparte dopo pochi secondi, scivolando comunque in fondo al gruppo, mentre Rossi perde un giro prima di riuscire a sbloccarsi dalla sua posizione e poi un altro giro per rientrare lentamente ai box.

A posizioni stabilizzate, dopo il primo giro di pit stop Herta è al comando con 5 secondi su Newgarden, 9 su Pagenaud, 10 su Harvey, 13 su Dixon. Durante le soste Bourdais ha perso due posizioni a vantaggio di Dixon e Sato, mentre McLaughlin ha sfruttato bene la strategia a tre soste per risalire al decimo posto.

La parte centrale della gara non regala particolari emozioni: Herta allunga portando ad una decina i propri secondi di vantaggio su Newgarden, che a sua volta ha un margine di relativa sicurezza nei confronti di Pagenaud; il francese è invece seguito da vicino da un gruppetto composto da Harvey, Dixon e Sato, con Bourdais più staccato.

L’ultimo round di pit stop inizia al Giro 63, quando si ferma Ryan Hunter-Reay. Nelle tornate successive si fermano anche VeeKay e O’Ward, ma per vedere le prime soste per i piloti di testa è necessario attendere il Giro 67, quando si ferma Takuma Sato seguito da Bourdais e McLaughlin.

Il Giro 68 è quello in cui si concentra la maggior attività ai box, dato che rientrano Herta, Newgarden, Pagenaud, Harvey ed Ericsson; nel momento della ripartenza Herta rischia la collisione con Newgarden, ma il pilota del team Andretti riesce a sfilare via dalla piazzola prima che quello del team Penske arrivi nella sua.

Al Giro 69 si fermano Dixon e Palou che a loro volta rischiano la collisione in pit lane, ma lo spagnolo rallenta quel tanto che basta per consentire al campione Indycar in carica di ripartire senza problemi.

Nonostante il giro in più, Dixon non riesce a scavalcare Harvey e al rientro in pista si trova nuovamente in quinta posizione.

Al Giro 70 Dalton Kellett si ferma col motore in panne all’interno di Curva 1, ma la macchina non si trova in una posizione di pericolo e la Direzione Gara lascia correre.

La caution, tuttavia, è solamente rinviata: al Giro 74 Jimmie Johnson perde il controllo della vettura in Curva 3 e si produce in un testacoda, fermandosi all’inizio del successivo allungo che porta alla staccata di Curva 4. Al contrario di quanto accaduto in precedenza, vista la posizione pericolosa della vettura #48 la caution viene chiamata immediatamente per neutralizzare la gara.

Si riparte all’inizio del Giro 77: le posizioni non cambiano ma Newgarden mette subito pressione a Herta approfittando del vantaggio datogli dalle gomme morbide, che riprendono temperatura molto più velocemente dopo la neutralizzazione. Dopo soli tre giri Herta può però tirare di nuovo il fiato: al Giro 80 Jones prova un attacco su Hinchcliffe, ma le due monoposto si toccano e quella del pilota nativo di Dubai si intraversa; da dietro arriva Pato O’Ward che non può evitare il tamponamento. Entrambi i piloti perdono un giro.

La gara riprende al Giro 84, ma stavolta Newgarden è meno aggressivo nei confronti di Herta: riesce a tenere un contatto per un paio di giri, ma poi scivola progressivamente oltre il secondo di distacco; la lotta per la vittoria, di fatto, termina qui.

Gli ultimi sorpassi nelle posizioni di testa/centro classifica vengono effettuati tutti da Will Power, che tra il Giro 84 e il Giro 89 supera nell’ordine McLaughlin, VeeKay e Bourdais, guadagnando l’ottava posizione finale; nello stesso frangente in cui avviene l’attacco di Power, il francese viene scavalcato anche da VeeKay per la nona posizione.

Gli ultimi 10 giri non regalano ulteriori colpi di scena: Colton Herta vince il XVIII Gran Premio di St.Petersburg con due secondi e mezzo di vantaggio su Newgarden, sei secondi su Pagenaud, otto su Harvey e nove su Dixon.

La classifica generale si compatta: Alex Palou è sempre in testa al campionato nonostante il 17° posto in Florida, ma con appena due punti di vantaggio su Will Power e Scott Dixon. La vittoria consente a Herta di salire al quarto posto con cinque punti di ritardo dallo spagnolo del team Ganassi, mentre Newgarden è decimo con venti lunghezze di ritardo.

Il prossimo appuntamento con la NTT IndyCar Series è per il weekend dell’1/2 maggio, quando si svolgerà la doppia gara sull’ovale del Texas Motor Speedway.

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