Indycar | GP St.Petersburg 2021: Herta vince davanti a Newgarden

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Dalla pole alla vittoria: come accaduto a Laguna Seca nel 2019 e a Mid-Ohio nel 2020, Colton Herta è riuscito a convertire la prima posizione nelle qualifiche in un successo sotto la bandiera a scacchi. Per Herta si tratta della quarta vittoria in carriera nella NTT IndyCar Series, un risultato che gli permette di eguagliare quello raggiunto da suo padre Bryan nel corso della sua intera carriera.

Per gran parte della gara Herta è parso essere in pieno controllo della situazione, tanto che dopo la seconda e ultima sosta aveva una decina di secondi di vantaggio nei confronti del suo più diretto inseguitore, ovvero Josef Newgarden. Ciononostante, il giovane pilota del team Andretti ha dovuto sudarsi la vittoria: poco dopo l’ultimo giro di pit stop, la pace car è intervenuta in un paio di occasioni a causa di due testacoda provocati da Jimmie Johnson e da Ed Jones.

In entrambe le occasioni Herta si è trovato in una condizione di inferiorità nei confronti di Newgarden: il leader della gara si trovava infatti su gomme dure, mentre il pilota del team Penske era sulle morbide, che naturalmente presentano molte meno difficoltà a rientrare in temperatura dopo il periodo di neutralizzazione. Ciononostante, Herta ha rintuzzato alla perfezione il ritorno di Newgarden senza nemmeno dargli la possibilità di provare un vero attacco in fondo al rettilineo dei box, il punto in cui è più facile superare.

Newgarden si è così dovuto accontentare della seconda posizione, abbandonando così la possibilità di prolungare a tre il filotto di vittorie consecutive nel GP di St. Petersburg. Terzo posto per Simon Pagenaud, che ha preso l’ultimo gradino del podio in occasione della prima tornata di soste strappandola a Jack Harvey; quest’ultimo può comunque essere soddisfatto di un’ottima quarta posizione davanti a Scott Dixon.

Sesto Takuma Sato grande protagonista della gara di oggi nonostante la ruotata rifilata a James Hinchcliffe che ha compromesso la gara del pilota canadese. Buon settimo posto di Marcus Ericsson, poco appariscente ma molto concreto, davanti a Will Power. Il pilota australiano è quello che ha guadagnato più di tutti rispetto alla posizione di partenza, essendo risalito dal ventesimo all’ottavo posto; le varie caution gli hanno certamente dato una mano nel mantenere il contatto con il gruppo di testa, ma Power si è comunque preso di forza l’ottava piazza finale grazie a tre sorpassi molto decisi su Scott McLaughlin, Rinus VeeKay e Sebastien Bourdais.

La top-10 è completata dall’olandese del team di Ed Carpenter, in forte difficoltà con la gestione delle gomme soprattutto nel corso del primo stint, e dal francese del team Foyt. Bourdais ha preceduto Scott McLaughlin, undicesimo e primo tra gli esordienti.

Nel corso della gara sono mancati diversi dei protagonisti più attesi: dopo essere partito male, Pato O’Ward ha avuto grosse difficoltà nella gestione delle gomme ed è ben presto scivolato al di fuori della Top-10; la sua gara è poi stata compromessa in via definitiva da un contatto con la vettura di Ed Jones, che si era intraversata davanti a lui dopo un tentativo di attacco nei confronti di Hinchcliffe. Alla fine il pilota messicano ha chiuso la gara in 19ª posizione.

Molto indietro anche Rossi, 21° dopo aver rimediato una foratura nel corso di un tentativo di sorpasso nei suoi confronti da parte di Graham Rahal. Le due monoposto si sono toccate in Curva 4, la anteriore destra di Rossi si è immediatamente afflosciata e il californiano è finito largo nella successiva Curva 5, trascinando con sé anche Rahal. Entrambi i piloti sono riusciti a ripartire, pur vedendo la loro gara compromessa: Rahal ha chiuso in 15ª posizione mentre Rossi ha tagliato il traguardo al 21° posto, dopo aver perso due giri nel frangente citato in precedenza.

Gara sfortunata anche per Alex Palou, quasi mai tra i protagonisti e rientrato ai box con un giro d’anticipo sul termine della gara a causa di un problema tecnico. Ciononostante, il pilota spagnolo mantiene la testa del campionato con 67 punti contro i 65 di Power e Dixon; in generale la classifica del campionato è ancora cortissima, con i primi 10 piloti racchiusi in appena 20 punti.

Il prossimo appuntamento con la NTT IndyCar Series è con il double header in Texas, in programma per il prossimo fine settimana.

Immagine di copertina da Indycar Media/Chris Owens

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