La gara nell’Oregon segnerà l’inizio dell’ultimo terzo di campionato. Malukas, Kirkwood e Lundgaard alla caccia disperata di Palou.
In un fine settimana piuttosto ricco di motorsport, non potrà che essere presente anche la IndyCar Series, per la tredicesima tappa stagionale sulle diciotto previste dal calendario 2026. In programma, per questo weekend, vi è il GP Portland, che si correrà nell’omonima cittadina e sulla pista del Delta Park, il Portland International Raceway.
Il tracciato in questione probabilmente non ha l’iconicità di Road America o Mid-Ohio o un grado di sfida pari a quello del Barber, ma rimane comunque una tappa imprescindibile del campionato a ruote scoperte americano. Spesso, più che la velocità, ad esser premiata qui a Portland è la strategia.

Lo scorso anno, su questa pista, Will Power ha conquistato la sua finora ultima vittoria in carriera, mentre Álex Palou si è laureato campione per la quarta volta. Lo spagnolo giunge a Portland con una situazione di classifica parecchio agevole, anche se non paragonabile a quella di cui godeva nel 2025.
La vittoria ottenuta a Nashville gli ha permesso di riguadagnare un bel vantaggio nei confronti dei suoi avversari più diretti, in primis David Malukas. Il lituanoamericano è ancora a caccia del proprio primo successo e chissà che non sia Portland la tappa ideale per spezzare la propria maledizione; in fondo, Malukas guida la vettura #12, la stessa che ha ottenuto la vittoria nelle ultime due edizioni.
Malukas, nell’ultimo Gran Premio, ha scavalcato Kyle Kirkwood nella generale. Il team Andretti Global, che ha invece accolto Power, potrebbe giovare a propria volta dell’arrivo dell’australiano, la cui esperienza qui a Portland potrebbe dare un boost di competitività anche al floridiano, alla disperata ricerca di continuità.
Nella lotta per il secondo posto iridato c’è ancora spazio per Christian Lundgaard, il quale però ha patito una brutta batosta al Superspeedway di Nashville. Il danese è ancora troppo discontinuo sugli ovali e ciò lo si vede nel bilancio della classifica iridata, col #7 ora ad oltre 100 punti da Palou.
Da questo punto di vista, Portland giunge nel momento appropriato, essendo un tracciato più consono alle doti del danese; qui, lo scorso anno, Christian e Palou sono arrivati ai ferri corti in un bel duello, durante il quale il nordico non ha esitato ad usare le maniere forti sul latino per difendere la seconda posizione.
Ha buone possibilità anche Patricio O’Ward: in classifica, complice la debacle del compagno nell’ultima prova, il “Ninja” si è avvicinato moltissimo alla quarta piazza e, con un po’ di fortuna, a Portland potrebbe persino arrivare il sorpasso, in modo da ristabilire le gerarchie nel team Arrow McLaren. A proposito di queste, le ultime gare del terzo pilota Nolan Siegel potrebbero essere determinanti per il suo futuro in IndyCar.
Tornando a Chip Ganassi Racing, per il momento si sta assistendo ad una stagione piuttosto sottotono di Scott Dixon, forse la più difficile di sempre per l’esperto neozelandese. Con un solo podio all’attivo quest’anno, il #9 arriva a Portland (pista dove non ha mai vinto) dopo ben sei gare fuori dalla top ten. Di contro, sta guadagnando qualche considerazione in più Kyffin Simpson, reduce da un quarto posto a Road America ed un nono a Nashville.
Di contro, il pacchetto del Team Penske sembra, al momento, più equilibrato. Malukas è sì il favorito dei tre per la vittoria del Gran Premio, ma Josef Newgarden è reduce da un bel secondo posto nell’ultima gara ovale (seppur accolto freddamente dal #2, che avrebbe voluto festeggiare la vittoria) ed anche Scott McLaughlin (vincente qui nel 2022) si è comportato bene nel GP della Music City, chiudendo quarto.
Dopo le prime quattro squadre, c’è una discreta voragine prima di trovare i team di seconda fascia. Per la prova in Oregon c’è comunque da aspettarsi molto da Meyer Shank Racing, con Felix Rosenqvist principale indiziato per tentare di mettere i bastoni fra le ruote ai big delle prime posizioni. Lo svedese, tra l’altro, si sta difendendo dall’assalto in classifica di McLaughlin ed un bel piazzamento glielo potrebbe permettere.
Ci sono buone chance di fare bella figura anche per Marcus Armstrong, mentre Ed Carpenter Racing, in un tracciato tradizionale, potrebbe non essere pronto a competere ad armi pari. Comunque, Christian Rasmussen ed Alexander Rossi (quest’ultimo reduce dal primo, storico test sulla nuova IR-28 ad Indianapolis) avranno il loro bel da fare dopo una Nashville disastrosa, per il team ECR.
Sarà essenziale tenere gli occhi puntati su due squadre in particolare: Dale Coyne e Rahal Letterman Lanigan. Entrambe hanno, tra le proprie fila, degli ottimi interpreti di piste vecchio stampo come Portland e potrebbero rappresentare le carte matte del weekend. In particolare, c’è interesse verso ciò che potrebbero fare Dennis Hauger da una parte e Mick Schumacher dall’altra, in quanto debuttanti. Speranza più limitate, invece, per Caio Collet sulla Dallara-Chevrolet-Ilmor di A.J. Foyt Enterprises.
Parlando del meteo, è previsto un weekend di sole in quel di Portland, con massime intorno ai 30°; se le previsioni dovessero essere corrette, le condizioni saranno perfette per l’intero fine settimana. La gara sarà in diretta su Sky Sport F1 e su IndyCarLive.com, mentre il resto delle sessioni solo sul sito ufficiale del campionato.
INFO TRACCIATO

Lunghezza tracciato: 3.166 m
Curve: 12 (4 a sinistra, 8 a destra)
Senso: orario
ALBO D’ORO


ORARI TELEVISIVI
Venerdì 7 agosto 2026
23:30 – Practice 1 (IndyCarLive.com)
Sabato 8 agosto 2026
19:00 – Practice 2 (IndyCarLive.com)
Domenica 9 agosto 2026
01:00 – Qualifiche (IndyCarLive.com)
19:00 – Warm-Up (IndyCarLive.com)
22:27 – Gara (Sky Sport F1, IndyCarLive.com)
Fonte immagini: indycar.com
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