Indycar | GP Monterey 2021: Assolo di Herta a Laguna Seca, secondo posto preziosissimo per Palou

Il quindicesimo e penultimo round della stagione 2021 della NTT INDYCAR SERIES ha visto il dominio incontrastato di Colton Herta, leader dal primo all’ultimo giro di gara. Il poleman di ieri si è aggiudicato il suo quinto successo in carriera, il secondo stagionale, dopo una lunga battaglia a due con Alex Palou, l’unico avversario che è riuscito ad impensierirlo sulla lunga distanza.

Forti di un’ottima gestione di pneumatici sia con la mescola dura che con quella morbida, Herta e Palou sono riusciti a fare una differenza abissale nei confronti degli avversari, tanto che nella fase centrale della gara il loro vantaggio nei confronti degli inseguitori, capitanati da Pato O’Ward, era superiore ai 20 secondi. L’insidia maggiore per i primi due è stata rappresentata dai doppiati, che su una pista breve e in una gara senza caution come questa hanno fatto per molti giri da tappo nei loro confronti; ciò aveva permesso al gruppetto degli inseguitori di recuperare qualcosa prima dell’ultima sosta, ma il distacco accumulato era ormai troppo grande.

L’unica vera fonte di pericolo per i primi due è arrivata da Romain Grosjean, partito 13° ma capace di rimontare alla grande grazie ad un mix perfetto tra ottima gestione delle gomme, strategia perfetta in termini di ripartizione tra i vari stint e, ovviamente, la proverbiale aggressività del pilota francese durante le varie fasi di duello ravvicinato con gli avversari.

Questo cocktail micidiale ha fatto sì che il pilota franco-ginevrino riuscisse a recuperare una quindicina di secondi nei confronti dei primi due dopo l’ultima sosta ai box, scavalcando nell’ordine Pagenaud, Ericsson, O’Ward e infine Rahal, che dopo l’ultimo pit stop sembrava in grado di mantenere il gradino più basso del podio.

Lo slancio di Grosjean si è arenato solamente nei giri conclusivi, quando anche lui si è trovato di fronte alla stessa sequenza di doppiaggi incontrati precedentemente da Herta e da Palou; ciononostante, il terzo posto rappresenta un risultato da incorniciare non solo di per sé, ma anche per la forza e l’aggressività con cui è stato ottenuto.

Tornando ai primi due, il secondo posto ottenuto oggi da Palou è un risultato oltremodo prezioso: il pilota spagnolo ha guadagnato ben 10 punti nei confronti di Pato O’Ward, che complici alcune difficoltà nella gestione degli pneumatici (sia duri che morbidi) non è riuscito ad andare oltre la quinta posizione alle spalle di Graham Rahal. Lo spagnolo arriverà all’ultima gara stagionale con ben 35 punti di vantaggio nei confronti di O’Ward e per vincere il campionato gli basterà tagliare il traguardo di Long Beach nelle prime dieci posizioni.

A rigor di aritmetica, anche Josef Newgarden sarà ancora in corsa per il titolo, ma il pilota del Team Penske avrà bisogno di un vero e proprio miracolo: avendo 48 punti di ritardo, il pilota del Tennessee potrà vincere il titolo solo aggiudicandosi l’ultimo round stagionale, mettendo a segno tutti i punti bonus e sperando che Palou non arrivi oltre la 25esima posizione.

Nonostante sia arrivato solo settimo, due parole nei confronti di Newgarden vanno spese: l’americano è stato il migliore al traguardo tra i piloti del Team Penske dopo aver corso una gara tutta all’attacco basata su un’insolita strategia a quattro soste, effettuate tutte in regime di bandiera verde. Nonostante i 25 secondi circa persi per via della sosta supplementare, Newgarden è arrivato a poca distanza dalla quinta posizione di O’Ward e ad un soffio dalla sesta occupata da Ericsson.

Parlando di quest’ultimo, con il sesto posto di oggi il pilota svedese esce matematicamente dalla lotta per il titolo che in realtà per lui era già stata abbastanza compromessa dopo Portland. Per Ericsson si tratta comunque della miglior stagione in carriera nella NTT INDYCAR SERIES e in vista del prossimo anno dovrà essere inserito di diritto all’interno del novero dei possibili protagonisti.

Abbandona la contesa per il titolo anche Scott Dixon, mai realmente in gara oggi: la sua vettura non è stata in grado di mettere in mostra un buon ritmo con nessuna delle due mescole di pneumatici e alla fine il neozelandese ha chiuso solamente in tredicesima posizione.

A coronare la sua brutta giornata ci ha pensato anche il testacoda di Takuma Sato al Cavatappi, con il giapponese che, nel tentativo di far scorrere la macchina nella parte esterna della pista, è andato a colpire proprio la macchina #9 del sei volte campione della NTT INDYCAR SERIES. A Long Beach, Dixon si troverà quindi nell’inedita (o quasi) posizione di scudiero con il compito di favorire la corsa verso il titolo del suo compagno di squadra.

Per chiudere, vanno spese due parole anche nei confronti di due protagonisti mancati di questa gara: Alexander Rossi, partito in prima fila al fianco di Colton Herta, è uscito di pista al secondo giro dopo aver provato un attacco in Curva 5 nei confronti del suo compagno di squadra, rallentato da una lieve uscita di pista nella curva precedente. Le due monoposto si sono toccate e chi ha avuto la peggio è stato proprio Rossi, che è finito in testacoda facendo spegnere il motore.

Il pilota della #27 è poi riuscito a ripartire, ma in una gara caratterizzata dalla totale assenza di caution (se non quella da lui stesso provocata proprio in questo frangente) è stato impossibile recuperare.

Peggio ancora è andata a Will Power, che nei primi giri di gara occupava tranquillamente la seconda posizione: dopo una dozzina di tornate, l’australiano è rientrato ai box a causa di problemi al motore (verosimilmente di natura elettronica) che gli hanno fatto perdere tre giri per le riparazioni. Il campione del 2014 ha comunque portato a termine la gara, sia pur con due giri di ritardo.

Da segnalare, infine, anche la bella gara di Jimmie Johnson, che forse per la prima volta quest’anno è riuscito davvero ad inserirsi a pieno nella lotta di centro gruppo: al termine di una gara lineare e senza colpi di scena “esterni”, il sette volte campione della NASCAR Cup Series ha tagliato il traguardo in diciassettesima posizione, precedendo piloti sulla carta molto più quotati di lui come Rinus VeeKay e Felix Rosenqvist.

Tra una settimana a Long Beach calerà il sipario sulla stagione 2021 della NTT INDYCAR SERIES: tre piloti sono ancora matematicamente in corsa per il titolo, ma, a meno di eventi eccezionali, solamente Alex Palou e Pato O’Ward hanno la concreta possibilità di aggiudicarselo.

Immagine di copertina da Indycar Media/Joe Skibinski

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