IndyCar | GP Indy 2026, Gara: Christian Lundgaard ritorna in victory lane nella gara più caotica della stagione

Di: Nicolò Zambetti
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Pubblicato il 10 Maggio 2026 - 02:00
Tempo di lettura: 5 minuti
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IndyCar | GP Indy 2026, Gara: Christian Lundgaard ritorna in victory lane nella gara più caotica della stagione

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Tra incidenti, errori e momenti caotici, Christian Lundgaard passa David Malukas a 17 giri dal termine per ritornare alla vittoria nella serie americana. Terzo Graham Rahal, quinto il poleman Alex Palou.

Ad Indianapolis, la gara sul circuito stradale se l’aggiudica Christian Lundgaard: il pilota danese ritorna in victory lane per la prima volta con i colori McLaren e conquista la sua seconda vittoria in IndyCar, dopo quella ottenuta a Toronto 2023. Lundgaard ha strappato la vittoria a David Malukas con un sorpasso capolavoro, studiato alla perfezione e completato all’esterno in curva quattro. Niente da fare per il pilota del Team Penske, leader della corsa dopo la terza ripartenza: Malukas ha soltanto assaporato il sapore della prima vittoria, ma ancora una volta è costretto a rimandare il primo appuntamento in victory lane.

Terza piazza per Graham Rahal, autore di una gara solida che a portato il pilota di Rahal Letterman Lanigan Racing al gradino più basso del podio, davanti a Josef Newgarden e al leader della classifica e poleman Alex Palou: il pilota spagnolo e campione in carica è rimasto fregato dopo un pasticcio della direzione gara nel chiamare la caution dopo lo stop di Rossi sul rettilineo di partenza, trovandosi alla ripartenza in P20; Palou è riuscito comunque a “raddrizzare” la giornata con una bella rimonta che lo ha riportato in Top 5.

Sesta posizione per Scott Dixon, anche per lui un risultato impensabile dopo la carambola al primo giro che ha coinvolto il pilota di Chip Ganassi. Settimo posto per Louis Foster, seguito dal rookie Dennis Hauger, al miglior risultato in questa sua prima stagione nella serie americana. Chiudono la Top 10 Kyle Kirkwood, anche lui penalizzato dal pasticcio della direzione gara come Palou, e Nolan Siegel, con il pilota di Arrow McLaren che ha mostrato un buon passo in questo primo appuntamento a Indy del mese di maggio.

Fuori dai primi dieci troviamo la migliore delle vetture di Meyer Shank Racing, ovvero la #66 di Marcus Armstrong, seguita da Kyffin Simpson, dodicesimo nonostante l’incidente che l’ha visto coinvolto alla seconda ripartenza, e Will Power, la quale gara è stata rovinata da un drive-through per un errore del pilota australiano in uscita dalla pit lane. Quattordicesima piazza per Santino Ferrucci, speronato negli ultimi giri da Mick Schumacher, davanti a Rinus VeeKay, coinvolto in un incidente ancor prima dello start.

Sedicesima piazza per uno Scott McLaughlin sottotono, seguito da Sting Ray Robb, diciassettesimo, e Pato O’Ward, diciottesimo dopo una gara rovinata dall’incidente in partenza e in cui la strategia non ha ripagato il pilota messicano. Diciannovesimo Caio Collet, anche lui coinvolto nel caos del primo giro, davanti a Mick Schumacher, penalizzato dopo il contatto con Ferrucci, e Romain Grosjean. Tra i ritirati, invece, troviamo Marcus Ericsson, fermato da noie meccaniche così come il duo di Ed Carpenter Racing Alexander Rossi e Christian Rasmussen, mentre completa la lista dei non arrivati al traguardo Felix Rosenqvist, coinvolto in vari incidenti.

La Gara

Succede di tutto nel primo terzo di gara: al via Alex Palou scatta bene, mentre più indietro Rinus VeeKay rimane coinvolto in un contatto che gli causa la rottura dell’ala anteriore, ancor prima di raggiungere il semaforo. All’arrivo in curva uno, Pato O’Ward viene speronato da Felix Rosenqvist e finisce in testacoda, generando tanto caos in pista; a farne le spese, inoltre, sono Scott Dixon e Caio Collett, rimasti bloccati dalla vettura ferma dello svedese. Per tale manovra, Rosenqvist ha ricevuto un drive-through.

La gara riparte con Palou davanti a tutti e seguito da Kyle Kirkwood, il quale è riuscito a passare David Malukas alla ripartenza; nel mentre, Christian Rasmussen è costretto a fermarsi per un problema meccanico. La situazione rimane calma fino al giro 22, quando l’altra vettura di Ed Carpenter Racing di Alexander Rossi si ferma in pieno rettilineo: il marshall sulla linea del traguardo sventola la bandiera gialla, indicando il regime di caution, ma il pannello sul rettilineo rimane illuminato di verde, con i piloti ancora in battaglia tra di loro; ci vorranno almeno altri venti secondi prima che la gara venga definitivamente neutralizzata. Nel caos della situazione e del valzer dei pit stop, a farne le spese sono proprio i primi due, con Palou e Kirkwood che rientrano dopo la loro sosta in P19 e P20.

Gli incidenti, però, non finiscono qui: alla seconda ripartenza, un contatto multiplo coinvolge Robb, Simpson e Rosenqvist, quest’ultimo costretto al definitivo ritiro. Al giro 32, Malukas guida il gruppo per la terza ripartenza, questa volta senza problemi. La gara scorre così regolarmente senza grandi sussulti, eccetto un problema ai box per Kirkwood che fa perdere al pilota della #27 una decina di secondi, rovinando così la rimonta del pilota di Andretti. Davanti, però, la battaglia è tra Malukas e Lundgaard, con il pilota del Team Penske che rimane davanti anche dopo il secondo giro di soste. Più indietro, Palou rimonta fino alla quinta piazza, mentre Will Power riceve un drive-through per aver tagliato la linea dei box in uscita.

Anche dopo il terzo giro di soste, Malukas rimane davanti a Lundgaard, ma essendosi fermato un giro più tardi il pilota del Team Penske ha sofferto nell’out lap, mentre il danese aveva già le gomme in temperatura: ciò permette a Lundgaard di avvicinarsi, portando successivamente l’attacco decisivo all’esterno di curva 4, compiendo un sorpasso capolavoro per la leadership della corsa. Negli ultimi giri c’è spazio per un ultimo errore: in battaglia con Santino Ferrucci, Mick Schumacher tocca e sperona il pilota della #14, ricevendo una penalità a fine gara che fa scivolare il pilota tedesco dall’undicesima alla ventesima piazza.

L’ordine tra i primi due rimarrà invariato fino alla fine: Christian Lundgaard si prende la bandiera a scacchi e ritorna a vincere in IndyCar dopo Toronto 2023, conquistando anche il primo successo con i colori papaya, davanti ad un buon David Malukas e Graham Rahal, terzo nella sua gara regolare e senza sbavature nel caos generale.

Dopo il round sul circuito stradale di Indianapolis, Alex Palou continua a guidare la classifica generale con 237 punti, seguito da Kyle Kirkwood (210) e David Malukas (185), mentre Christian Lundgaard risale in quarta posizione con 182 punti, scavalcando così anche Josef Newgarden, quinto con 162 punti.

Terminato il weekend sul circuito stradale di Indianapolis, la IndyCar entrerà ufficialmente nelle due settimane più importanti della stagione, ovvero quelle valide per la 500 Miglia di Indianapolis: settimana prossima vi saranno in programma le varie sessioni di prove e, nel weekend, le qualifiche, mentre il 24 maggio andrà in scena il “Greatest Spectacle in Racing”, con la famosissima Indy 500.

Qui trovate i risultati completi del GP Indy 2026 e la classifica piloti.

Fonte immagine: indycar.com

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