IndyCar | GP Indianapolis 2021: VeeKay beffa Grosjean e vince ad Indy Road

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Prima vittoria in carriera per VeeKay, che riporta alla vittoria il team di Carpenter dopo 5 anni

La NTT IndyCar Series continua ad arricchirsi di nuovi, giovani vincitori: dopo Alex Palou in Alabama e Pato O’Ward in Texas, ora tocca a Rinus VeeKay aggiungersi a questa lista. Il pilota olandese, alla sua seconda stagione nella categoria, ha vinto il VIII Gran Premio di Indianapolis grazie ad uno strepitoso passo gara, ad una strategia perfetta orchestrata dal box e a tre pit stop perfetti che gli hanno permesso di avere la meglio su Romain Grosjean, dominatore della prima metà di gara.

Già lo scorso autunno, in occasione dell’Harvest GP, VeeKay aveva dimostrato di avere un gran feeling con il circuito stradale di Indianapolis, tanto da conquistare la pole position ed il terzo posto in Gara-1. In quest’occasione ha fatto ancora meglio, riportando alla vittoria l’Ed Carpenter Racing a quasi 5 anni di distanza dal successo di Josef Newgarden nella Iowa 300 del 2016.

È festa grande anche per i Paesi Bassi, che tornano sul gradino più alto del podio nella NTT IndyCar Series 14 anni dopo i trionfi di Robert Doornbos nei GP di Mont Tremblant e San José della Champ Car World Series. Sempre a proposito del paese dei tulipani e dei mulini a vento, il trionfo di VeeKay arriva esattamente a cinque anni di distanza dal primo successo di Max Verstappen in Formula 1 (GP di Spagna 2016).

Il sogno di Romain Grosjean di conquistare la sua prima vittoria in carriera nella NTT IndyCar Series è durato poco più di metà gara: il pilota del team di Dale Coyne, poleman nelle qualifiche di ieri, ha pagato caro sia un secondo pit stop non rapidissimo, a causa della necessità di regolare l’incidenza dell’ala anteriore, sia un ritmo gara non eccellente sulle gomme più dure. Il francese può comunque essere più che soddisfatto del suo weekend, grazie al quale è tornato sul podio per la prima volta dopo il GP del Belgio 2017; per lui l’appuntamento col successo è solo rimandato.

Completa il podio un altro giovane, Alex Palou, unico pilota in grado di salvare il weekend del team di Chip Ganassi: lo spagnolo ha insidiato a lungo Grosjean durante il terzo stint di gara, ma le possibilità di superarlo sono evaporate per via di una difficoltosa sostituzione della ruota posteriore destra in occasione della terza sosta, che gli ha fatto perdere diversi secondi.

Nonostante le gomme dure montate nell’ultimo stint di gara, Palou ha difeso tenacemente la terza posizione dagli attacchi di Newgarden, che invece utilizzava le più performanti gomme morbide. Il pilota del Team Penske ha comunque ottenuto il massimo in una giornata in cui la sua monoposto non era al livello delle altre, portando a casa punti importanti per il campionato.

Chi merita una menzione speciale è invece Graham Rahal: finito in fondo al gruppo dopo essere stato coinvolto nell’incidente al via che ha messo fuori gioco Conor Daly, il pilota americano ha tentato l’azzardo di correre l’intera gara su due sole soste, oltre a quella iniziale per riparare i danni alla vettura; tra l’altro Rahal si è trovato a correre con una macchina in condizioni tutt’altro che perfette, visto che l’appendice aerodinamica davanti alla sua ruota posteriore destra ha penzolato qua e là per tutta la gara.

Il pilota dell’Ohio è stato inoltre costretto a risparmiare carburante dal primo all’ultimo giro, tanto da aver lasciato pressoché inutilizzata la sua riserva di push to pass, ma la strategia scelta gli ha permesso di rimontare fino alla quinta posizione, risultato impensabile subito dopo il via.

Immediatamente alle spalle di Rahal si è piazzato Pagenaud, che negli ultimi giri non è riuscito ad avere la meglio nei suoi confronti; settimo posto per Alexander Rossi davanti ai due “Scott” neozelandesi, con McLaughlin che stavolta ha preceduto Dixon; anche il pilota del Team Ganassi è stato coinvolto nell’incidente, ma la strategia scelta dal suo box non gli ha permesso di rimontare tanto quanto Rahal; ciononostante, Dixon ha comunque incamerato punti importanti in una giornata che subito dopo il via l’aveva visto scivolare al di fuori dei primi 20. La Top-10 si completa con Marcus Ericsson, che nell’ultimo stint di gara ha dato l’impressione di non voler attaccare il suo compagno di squadra per la nona posizione.

Per quanto riguarda gli altri, vanno dette due parole su Jack Harvey: visto lo sviluppo della gara, il pilota inglese sarebbe stato il favorito al successo finale, ma in occasione del secondo giro di pit stop è stato rallentato prima da una sostituzione lenta della ruota posteriore destra, poi da una foratura alla stessa gomma e infine da un drive through per aver tagliato la linea bianca all’uscita dei box. Harvey non è riuscito ad andare oltre il 23° posto, ma il ritmo messo in mostra oggi e i suoi ottimi precedenti sul Road Course di Indianapolis lo mettono di diritto tra i favoriti per la gara del 14 agosto.

Il prossimo appuntamento è con il “Greatest Spectacle in Racing”: da martedì inizieranno le prove libere per la 500 Miglia di Indianapolis, che si protrarranno fino a sabato mattina. Tra sabato pomeriggio e domenica si svolgeranno le qualifiche mentre la gara è in programma per il 30 maggio.

Immagine di copertina da IndyCar Media/Matt Fraver

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