Ritorna alla vittoria il leader del campionato, dietro di lui Kirkwood e Rahal
Le strade della città di Detroit sono state il teatro del ritorno alla vittoria di Alex Palou Montalbo. Il catalano, in livrea speciale con colori Honda HRC, ha vinto l’edizione 2026 del suddetto Gran Premio, davanti a Kyle Kirkwood e Graham Rahal che hanno completato la tripletta della casa giapponese, sotto la sede di General Motors e Chevrolet.
Il #10, campione delle ultime tre edizioni della IndyCar Series, è riuscito ad amministrare perfettamente una gara caratterizzata, come al solito, da diverse caution. Oggi le neutralizzazioni sono state ben sei, ma Palou ha comunque gestito al meglio sia il lato della guida, che quello strategico, portandosi a casa la prima affermazione dopo il Gran Premio di Long Beach. Alle sue spalle sono arrivati i sopracitati Kirkwood e Rahal, con quest’ultimo che è stato autore del terzo podio nelle ultime cinque gare. Graham ha saputo giocare d’astuzia durante le neutralizzazioni e la sua strategia lo ha premiato con un altro terzo posto.
Ai piedi del podio le due McLaren di Pato O’Ward e Christian Lundgaard, che hanno completato le prime cinque posizioni, mentre il vincitore della Indy500 Felix Rosenqvist è giunto sesto. Vani sono stati i tentativi dello svedese di entrare in top five, ma allo stesso tempo ha ottenuto un buon risultato su una pista tradizionale, dopo lo sfortunato epilogo dell’IndyGP che lo ha visto protagonista di diversi contatti, tra cui uno multiplo che lo ha costretto al ritiro.
Dalla settima alla decima piazza sono presenti Louis Foster, al secondo settimo posto consecutivo su uno stradale dopo quello di Indianapolis, Marcus Ericsson, Kyffin Simpson e Josef Newgarden, autore di una prova di stoicità da manuale, vista la condizione fisica non delle migliori. Si era parlato anche di un possibile inserimento di Felipe Nasr, come sostituto del vincitore dei titoli IndyCar del 2017 e 2019, che ha però preso parte alla gara portando ottimamente a casa il proprio compito.
Giornate da dimenticare per Malukas, Will Power e Scott McLaughlin. Il #12, partito ultimo a causa dell’incidente di ieri nelle qualifiche, si trovava nelle posizioni di podio quando, in lotta con Mick Schumacher, è stato spedito nella via di fuga della 5 a causa di un errore in staccata del tedesco. Mick è finito contro le barriere, ma entrambi sono riusciti a ripartire. L’episodio, accaduto al giro 73 su 100, ha portato al ritorno in pista della caution, fortunatamente non troppo prolungata.
Il caso di Power e di McLaughlin invece ha una dinamica simile a quella di Malukas, ma che ha portato al ritiro di uno dei coinvolti. Gli ormai ex compagni di squadra, infatti, sono venuti a contatto nelle parti conclusive della gara, con Power che ha poi rimediato danni irreparabili alla sua monoposto ed alla conseguente uscita di scena, in pit-lane, al giro 78. Boccone amarissimo da mandare giù per il #12, che si trovava in lotta per il podio, in una gara dove stava facendo rivedere sprazzi della velocità a cui lui stesso e tutti i suoi fan erano abituati.
McLaughlin ha invece continuato, nonostante la monoposto non fosse comunque perfettamente integra, ed ha terminato la gara in 24esima posizione. Si sono ritirati anche Romain Grosjean, dopo essere stato tamponato da Rossi in curva 1 al giro 91, Scott Dixon e Santino Ferrucci per problemi meccanici e Christian Rasmussen dopo nove giri, sempre per un incidente.
Segue la classifica della corsa e quella piloti aggiornata.
Il prossimo appuntamento sarà subito per il weekend seguente: si ritorna in un ovale, a St.Louis, per la Bommarito 500 2026.
Media: Indycar Photo Gallery
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