Indycar | GP Detroit 2022: Power riscatta il ritiro dell’anno scorso e vince l’ultima a Belle Isle

L’ultima gara nella storia della NTT INDYCAR SERIES sul circuito cittadino di Belle Isle si è conclusa con l’incredibile rimonta di Will Power, capace di rimontare dalla 16esima posizione sulla griglia di partenza fino a conquistare il successo finale. A Detroit, Power ha vinto per la 41esima volta in carriera, prendendosi tra l’altro la rivincita sulla sfortuna che lo scorso anno gli aveva impedito di vincere una gara dominata a causa di un problema tecnico.

Due sono stati i fattori determinanti in questa gara: l’elevatissimo degrado delle gomme morbide, che ha spinto un buon numero di piloti ad usarle in partenza per poi sostituirle dopo una manciata di giri, e la completa assenza di neutralizzazioni, che ci ha regalato una corsa vecchio stampo dove il ritmo gara dei piloti è stato fondamentale dal primo all’ultimo giro.

Partito con gli pneumatici più duri, Power ha fin da subito tratto vantaggio dalla miglior performance dei suoi pneumatici saltando uno alla volta i piloti che davanti a lui erano partiti con le gomme morbide; fermatosi poco dopo un terzo di gara, l’australiano ha affrontato anche il secondo stint sugli pneumatici più duri, costringendosi così ad utilizzare quelli più morbidi solamente nell’ultimo stint di gara.

Negli ultimi 20 giri la gestione delle gomme da parte di Power è stata semplicemente perfetta: uscito dai box con una dozzina di secondi di vantaggio nei confronti del suo più diretto rivale, Alexander Rossi, Power ha mantenuto il pieno controllo della situazione fino a 7 giri dalla fine; è a questo punto che la combinazione tra il degrado dei suoi pneumatici morbidi e la presenza del doppiato Harvey davanti a lui ha permesso a Rossi di iniziare a ridurre il gap.

Tuttavia, se nei primi giri di gara la differenza tra gomme morbide e gomme dure si misurava in 3/4 secondi al giro verso metà stint, Power non è mai crollato sotto i colpi dell’avversario: Rossi è arrivato a guadagnargli un secondo e mezzo al giro, due secondi nelle ultimissime tornate, ma le gomme della vettura #12 hanno retto fino all’ultima curva.

Dopo 70 giri di gara Power ha tagliato il traguardo con un secondo di vantaggio nei confronti di Alexander Rossi che, al di là del risultato, ha sicuramente messo a segno la sua più bella gara da almeno un anno a questa parte.

Il californiano, alla sua ultima stagione col team Andretti, ha corso su una strategia opposta a quella di Power: partito su gomme morbide, ha saltato da subito parecchi avversari per poi fiondarsi in pit lane dopo appena 4 tornate per montare gli pneumatici a mescola più dura che avrebbe poi utilizzato per il resto della gara.

Dopo la sosta Rossi ha iniziato subito a recuperare terreno nei confronti dei piloti con le gomme morbide, tanto da superare il poleman Newgarden ancor prima che quest’ultimo rientrasse ai box per il suo primo rifornimento. Nella parte centrale della gara il riferimento di Rossi sono diventati Scott Dixon ed Alex Palou, partiti su gomme dure come Power ma, al contrario di quest’ultimo, passati alle morbide dopo il primo rifornimento.

Il confronto a distanza tra Rossi e le due vetture del team Ganassi è andato nettamente a favore del primo: il californiano si è liberato prima di Palou e poi di Dixon ancor prima che questi si fermassero per la sosta, mettendosi successivamente sulle tracce di Power dopo l’ultima sosta ai box.

Come detto, però, nel confronto a distanza tra i due è stato l’australiano ad uscirne vincitore: a Rossi forse sono mancati un paio di giri per provare un attacco ma, al di là del successo mancato, è stato importante rivedere un Rossi veloce e combattivo come mancava da tanto tempo.

Il podio si completa con Scott Dixon, al suo miglior risultato stagionale dopo un inizio di campionato abbastanza incolore e il disastro di una settimana fa ad Indianapolis, dove un eccesso di velocità in pit lane per appena un miglio orario gli è costato un drive through e la possibilità di giocarsi una vittoria che, fino a quel momento, pareva essere alla sua portata.

Come detto, ad inizio gara Dixon ha seguito la strategia di Power, per poi differenzche iarla dopo la prima sosta. La scelta di mettere le gomme morbide dopo la prima sosta, che probabilmente si sarebbe rivelata la migliore nel caso in cui fosse uscita una caution, si è però ritorta contro di lui in favore di Rossi. Come per Rossi, anche per Dixon si tratta comunque di una performance di gran peso.

Fuori dal podio Josef Newgarden, che ha invece scelto di partire con le gomme morbide e di utilizzarle per l’intero primo stint di gara, senza fermarsi dopo poche tornate come fatto da Rossi. L’americano è colui che ha ottenuto il massimo possibile da questa strategia nonché uno dei piloti che ha sofferto in misura minore il degrado delle gomme morbide ad inizio gara, ma questo non è bastato né a fargli conservare la posizione di partenza, né a concedergli un posto sul podio.

Come detto, fa una certa impressione il fatto che in una dozzina di tornate Rossi sia riuscito a rientrare ai box, mettere le gomme dure, recuperare i 30 secondi di svantaggio e scavalcarlo in pista ancor prima che Newgarden effettuasse la sosta.

Alle spalle di Newgarden si è piazzato O’Ward, che ha seguito la stessa strategia del pilota del Team Penske; per più di metà gara il messicano è rimasto incollato agli scarichi del rivale, senza però mai avere l’occasione di provare un attacco nei suoi confronti.

Sesto posto per Palou, che ha seguito la strategia di Dixon ma che, avendo gestito peggio di lui le gomme morbide nello stint centrale di gara, ha offerto il fianco all’attacco di Newgarden e di O’Ward nel corso dell’ultimo round di rifornimenti. Settimo Marcus Ericsson, il vincitore della Indy 500 di una settimana fa, davanti a Colton Herta, Simon Pagenaud e Felix Rosenqvist, autore di una notevole rimonta dall’ultima fila sullo schieramento di partenza.

Il miglior rookie è stato David Malukas, che con l’11esimo posto finale ha confermato il buon feeling con questo tracciato; notevole anche la gara di Kyle Kirkwood, che ha seguito la stessa strategia di Power occupando a lungo la quarta posizione. La gara del pilota del team Foyt è giunta al termine subito dopo l’ultima sosta, quando Kirkwood ha toccato il muretto con la posteriore sinistra danneggiando irrimediabilmente la sospensione.

Come detto la gara si è conclusa senza una sola neutralizzazione, ma non senza incidenti: oltre a Kirkwood, anche Rahal è andato a sbattere con la posteriore destra all’uscita di Curva 2 danneggiando irrimediabilmente la macchina; per il figlio d’arte, che a Belle Isle, aveva vinto entrambe le gare nel 2017, la corsa di quest’anno è durata appena due tornate.

L’unico pilota a finire realmente contro le barriere di protezione è stato Rinus Van Kalmthout, che ha sbattuto in Curva 6 nel corso dell’ultimo giro di gara quando ormai i primi erano transitati sotto il traguardo. Tanta sfortuna anche per Helio Castroneves, vittima di un problema elettronico pochi giri dopo il primo rifornimento.

Il prossimo appuntamento con la NTT INDYCAR SERIES è con il GP di Road America tra una settimana.

Immagine di copertina da IndyCar Media/Chris Owens

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