Nonostante due pit stop lenti, il pilota Andretti batte Palou di forza e passa in testa al campionato. Terzo Power.
L’AT&T Stadium sembra essere un luogo magico per il motorsport, dove lo spettacolo non manca mai. E’ stato così per anni nel Supercross ed oggi lo è anche per l’IndyCar Series, la quale ha disputato un GP Arlington 2026 davvero emozionante.
A vincere la prima edizione di quest’evento è stato il maestro dei tracciati cittadini, Kyle Kirkwood. Dopo essersi piazzato settimo nelle qualifiche di ieri, mancando di un soffio l’accesso alla Fast Six, il floridiano è stato da subito protagonista, unendosi al quintetto di testa e mostrando un passo gara notevole.
I meccanici di Andretti Global gli hanno messo i bastoni fra le ruote compiendo alcuni errori potenzialmente madornali durante due pit stop (per via di problemi di fissaggio alla ruota posteriore destra), ma all’ultimo stint Kirkwood si è ritrovato nella posizione perfetta per rincorrere il leader e fuggitivo Álex Palou.
Al 55° giro l’inseguimento è terminato con successo quando Kirkwood, dopo una magistrale finta da sinistra, ha infilato lo spagnolo all’interno dell’ultimo tornantino del tracciato, stringendolo poi a muro ed evitando il controsorpasso. L’ultimo brivido, per Kyle, è arrivato negli ultimi quattro giri, quando la Pace Car è intervenuta per una Caution provocata dalla fermata di Christian Rasmussen in uscita dalla 1.
Anche alla ripartenza il #27 ha gestito tutto perfettamente, tagliando il traguardo nuovamente sotto Caution ed assicurandosi la propria sesta vittoria in carriera. Un successo che, oltre a renderlo il primo a vincere ad Arlington, lo proietta in cima alla classifica iridata piloti.
Per Palou, il secondo posto ottenuto ha un sapore agrodolce: da una parte la soddisfazione di essersi messo alle spalle lo zero di Phoenix, dall’altra la delusione della vittoria persa (e in maniera netta questa volta) a vantaggio di Kirkwood. Tuttavia, i punti guadagnati rilanciano prepotentemente il #10 nella corsa al titolo.

Per quasi due terzi di gara il catalano si è giocato la vittoria, sul piano delle strategie, contro Will Power. I due hanno optato per due scelte differenti, con Palou che ha preferito smarcare l’uso dei due set di Alternate obbligatori ad inizio gara, mentre Power ha cercato di giocarsela sulla distanza per la prima metà.
Tuttavia, un errore durante il duello con David Malukas (un lungo in fondo al lungo rettilineo di Arlington) ha costretto il #26 ad accontentarsi della terza posizione finale, per quello che è comunque il suo primo podio insieme alla squadra Andretti.
L’intera compagine della storica famiglia ha concluso la domenica magnificamente, con Marcus Ericsson al quarto posto. Lo svedese, dopo la pole di ieri, ha condotto la gara in testa fino al 16° giro, quando un pit molto lento (anche qui per un errore dei meccanici Andretti) gli è costato la leadership e diverse posizioni.
La top five è stata completata da Patricio O’Ward. Il messicano ottiene così un altro risultato utile ai fini della classifica, ma al termine di una gara in cui, con una condotta più aggressiva, forse avrebbe potuto ottenere di più.
Nel complesso Arrow McLaren si è ritrovata a dover limitare i danni. Christian Lundgaard, infatti, è stato mandato in testacoda al primo giro da Mick Schumacher (poi penalizzato con un drive through) e la mancanza di Caution per l’intero Gran Premio non l’ha aiutato. Nonostante questo, il #7 ha chiuso al settimo posto dietro David Malukas, primo dei piloti Penske.
Il lituanoamericano ha continuato a mostrare progressi (specie nelle battaglie corpo a corpo), ma la sua gara ha risentito di una generale mancanza di performance da parte dell’intero team dell’Illinois. Scott McLaughlin, dopo l’incidente in qualifica di ieri, ha terminato solo 11°, mentre Josef Newgarden, ormai ex-leader della graduatoria, ha chiuso addirittura 15° (a fronte di un testacoda e del successivo spegnimento del motore, causati da una toccata proprio con Malukas).
A completare la top ten sono stati Scott Dixon (autore di una strategia davvero anomala, con tanto di splash & go a pochi giri dalla fine), Alexander Rossi e Marcus Armstrong. Il team Meyer Shank piazza così una delle sue vetture in top ten, ma è da sottolineare l’enorme errore di valutazione compiuto da Felix Rosenqvist, che prima della ripartenza dopo la Caution ha superato Malukas prima dell’esposizione della bandiera verde, venendo quindi penalizzato con la retrocessione in fondo al gruppo a pieni giri, in 20a posizione.
La gara, come detto, è finita sotto regime di bandiera gialla per un secondo incidente avvenuto nel finale, con protagonisti Nolan Siegel e Romain Grosjean nelle retrovie.
Nella generale Kirkwood comanda per la prima volta con 126 punti raccolti ed un vantaggio di 24 nei confronti di Palou. O’Ward è terzo a -33, Newgarden quarto a -34. Il pilota del Tennessee guida l’intero terzetto Penske, con McLaughlin quinto e Malukas sesto; fuori dai dieci Dixon.
La IndyCar tornerà in scena tra due settimane a Barber Motorsports Park, in occasione del GP dell’Alabama. Sarà il primo evento in calendario su un tracciato permanente e sarà, con tutta probabilità, la gara che metterà in evidenza maggiormente i valori in campo attuali delle squadre.
Qui i risultati del GP e la classifica piloti attuale.
Fonte immagine: indycar.com
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