La terza sosta disastrosa di Lundgaard offre un assist clamoroso allo spagnolo, al secondo successo stagionale. Terzo Rahal.
Fino al GP Alabama 2026 nessuno, in questo 2026 della IndyCar Series, era stato capace di vincere dalla pole position, ma ad interrompere questa maledizione ci ha pensato il solito Álex Palou. Il campione in carica si è aggiudicato la propria seconda gara della stagione dopo St. Petersburg e la 21a in carriera, trionfando al Barber Motorsports Park per il secondo anno di fila.
Un successo, seppur meritatissimo, figlio di quanto accaduto al suo primo avversario per la vittoria Christian Lundgaard. Fino al secondo stint lo spagnolo ha condotto una gara formidabile in termini di passo, ma dopo la seconda sosta il pilota danese ha cominciato a recuperare terreno e, con un overcut in vista, pareva persino in grado d’impensierire la leadership del quattro volte iridato.
Al 69° giro, però, è arrivato l’autogol clamoroso del team Arrow McLaren, che durante la sosta di Lundgaard ha perso secondi preziosissimi durante l’avvitamento della gomma posteriore destra del #7, che ha così perso la propria chance dell’inseguimento su Palou.
Nonostante la comprensibile frustrazione per la vittoria persa, il risultato in gara di Lungaard rimane soddisfacente. Christian, tra l’altro, ha “sfogato” il proprio disappunto nel finale di gara, alzando il ritmo ed andando all’inseguimento del secondo classificato Graham Rahal, superato efficacemente in curva 3 a tre giri dalla fine.
A propria volta, il figlio d’arte del team RLL può festeggiare un fantastico podio, mantenuto con le unghie e con i denti dal rientro, negli ultimi due giri, di David Malukas. Il lituanoamericano è giunto quarto come migliore dei piloti Penske, in un weekend piuttosto sottotono della squadra dell’Illinois.
Quinta posizione per il leader del campionato Kyle Kirkwood. Nonostante le performance di Arlington non siano state ripetute, il pilota Andretti Global ha comunque ammortizzato bene le difficoltà del pacchetto della squadra in una pista come il Barber.
Sesta piazza per un solido Marcus Armstrong, mentre al settimo posto è giunto Scott Dixon. Le qualifiche deficitarie hanno nuovamente condizionato il weekend del neozelandese, giunto a 24″ dal compagno di squadra.
Ottavo e nono posto per Santino Ferrucci e Marcus Ericsson. I due, partiti nelle prime file, hanno sofferto non poco ad inizio gara col pieno di carburante, ma fortunatamente, col prosieguo del GP, hanno retto in termini di ritmo chiudendo in top ten. Chiude i primi dieci Josef Newgarden.
Gare difficili anche per Will Power (12°), Felix Rosenqvist (13°) e Scott McLaughlin (16°). Il weekend del #3 è iniziato male con l’incidente delle prove ed è terminato sugli stessi binari. Male anche Romain Grosjean, dimostratosi battagliero durante il Gran Premio ma solo 15° al traguardo.
La delusione più grande è, però, Patricio O’Ward: col compagno di squadra in lotta per la vittoria, ci si aspettava che il messicano potesse pareggiare le performance di Lundgaard, ma così non è stato. Solo una 17a posizione per il “Ninja”.
Nella classifica piloti Kirkwood mantiene la leadership con 156 punti, ma ora ne ha solo due di vantaggio su Palou. Lundgaard risale al terzo posto con 121 punti raccolti (-35 da Kirkwood), mentre Malukas è quarto a 40 lunghezze. Ancora a tiro Newgarden, quinto a -43.
Dopo un mese di marzo ricchissimo di azione, la IndyCar si prenderà una pausa di tre settimane prima della singola gara prevista nel mese d’aprile, ovvero il Gran Premio di Long Beach. In vista della seconda gara più importante del calendario il favorito non può che essere Kirkwood, ma saranno molti i piloti da non sottovalutare.
Fonte immagine: indycar.com
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