Indycar | GP Alabama 2021: la cronaca e le classifiche

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A seguire il resoconto e le classifiche del Gran Premio dell’Alabama 2021, che ha visto Álex Palou ottenere la sua prima vittoria in carriera in IndyCar davanti a Will Power e a Scott Dixon.

La cronaca

Tutto regolare durante i giri di ricognizione e al semaforo verde, con Patricio O’Ward che mantiene la prima posizione ottenuta in qualifica davanti ad Alexander Rossi, quindi Palou, Power e Dixon. La scelta delle gomme per la partenza è quasi univoca: pneumatici morbidi nuovi per tutti ad eccezione di Josef Newgarden, Colton Herta, Max Chilton e Jimmie Johnson su gomme dure nuove.

Alla curva 4 si scatena il pandemonio. Newgarden perde il controllo della sua Dallara #2 del team Penske, che pizzica l’erba e finisce in testacoda in mezzo alla carreggiata. Lo colpiscono prima Herta e poi, un po’ più violentemente, Ryan Hunter-Reay. Per evitare le vetture scontratesi, rimangono coinvolti nel groviglio anche Chilton, Felix Rosenqvist e Rinus VeeKay. La prima caution della gara è obbligata.

La gara di Newgarden e Hunter-Reay finisce subito. VeeKay riesce a rientrare subito ai box per poi accodarsi al gruppo mentre Chilton perde qualche giro. Richiederanno molti più minuti, invece, le riparazioni delle vetture di Rosenqvist e Herta. Nel corso della neutralizzazione, anche Graham Rahal e Dalton Kellett effettuano la prima sosta.

La gara riparte al settimo giro con O’Ward davanti a Rossi, Palou, Power, Dixon, Marcus Ericsson, Romain Grosjean, Conor Daly, Scott McLaughlin e Jack Harvey a comporre la top 10. I primi movimenti in classifica arrivano subito dietro, con Simon Pagenaud e Sébastien Bourdais che scavalcano Takuma Sato.

La bandiera verde dura poche tornate perché Jimmie Johnson perde il controllo della sua vettura all’uscita della variante 12-13 in contropendenza, subito dopo avere subito il sorpasso di VeeKay. Durante questa seconda bandiera gialla ad effettuare un pit stop sono Harvey, di nuovo Kellett, Bourdais, VeeKay, lo stesso Johnson e Chilton.

La corsa riprende con l’inizio del 13° passaggio e anche Rosenqvist torna in pista dopo che i meccanici del team Arrow McLaren SP hanno riparato la sua vettura rimasta danneggiata dall’impatto contro le barriere.

Al 16° giro Pagenaud inaugura il vero e proprio valzer dei pit stop. Due tornate più tardi è subito scontro diretto tra O’Ward e Rossi, in testa alla gara. L’operazione del team Andretti è leggermente più veloce di quella del team Arrow McLaren SP ma il messicano resta davanti, riprendendo subito un buon vantaggio sul californiano.

A pista libera, Palou detta un ritmo eccezionale registrando anche il suo miglior giro della gara al 24° passaggio. Power e Dixon perdono terreno fino ad accusare circa sei secondi di ritardo, complice anche un’operazione di fuel saving. Palou effettua la sua prima sosta al 31° giro seguito in sequenza da Dixon e Power.

Palou rientra addirittura davanti a O’Ward, che tuttavia ha gomme più calde e al 36° giro si riprende la posizione. Stessa cosa per Power, che torna in pista davanti a Rossi ma subisce il sorpasso da parte della Andretti #27 durante il 34° passaggio.

Bourdais e VeeKay, nel frattempo, si sono distinti molto bene nel loro secondo stint di gara, su gomme dure nuove. Al 37° giro rientrano entrambi per la seconda sosta restando comunque all’interno della top 10, rispettivamente settimo e decimo.

Nel corso del 41° giro ritorna in gara anche Herta dopo le lunghe riparazioni sulla sua Andretti #26. Dopo pochi secondi è il momento della seconda sosta di O’Ward, che stavolta anticipa Rossi di un giro mettendo un set di dure nuove. A questo punto della gara, Palou è già davanti a Rossi e può riprendere a macinare giri rapidi a pista sgombra.

Non tutto fila liscio per O’Ward dopo la sosta. Al 44° giro Bourdais, con gomme più calde, attacca il messicano alla staccata della curva 5 mandandolo molto largo, quasi fuori dalla pista, e permettendo anche a Rahal di guadagnare una posizione. Con molto carico di carburante e gomme che faticano ad andare alla giusta temperatura, O’Ward subisce anche l’iniziativa di VeeKay al 46° giro.

Al 60° passaggio rientra ai box Ericsson, quarto, mentre un giro dopo è la volta di Palou e Dixon, con quest’ultimo che ancora una volta anticipa Power. La situazione tuttavia non cambia con lo spagnolo ancora davanti all’australiano e al neozelandese.

Bourdais e VeeKay si fermano per l’ultima volta tra il 63° e il 64° giro, imitati poi da Rossi e O’Ward. Il poleman di questa gara rientra in pista quarto ma non ha modo di potersi difendere da Ericsson, che lo scalza, mentre Rossi finisce addirittura nono alle spalle anche di Bourdais, VeeKay e Rahal, complice un passo di gara tutto sommato non irresistibile.

Da questo momento la chiave sta tutta nella gestione del carburante, più che delle gomme. Nonostante il ritmo impetuoso imposto alla corsa, Palou sembra poter controllare la situazione mentre Power e Dixon hanno già risparmiato la dose necessaria di bioetanolo per arrivare tranquilli alla bandiera a scacchi. C’è poi il fattore legato ai secondi di boost ancora utilizzabili, con Power decisamente avvantaggiato rispetto alle due Ganassi da questo punto di vista.

Chi è in netta difficoltà con la gestione carburante è Ericsson, che viene rapidamente sfilato da O’Ward, Bourdais e VeeKay tra il 74° e il 78° giro. Il messicano non ha più push to pass a disposizione ma cerca ugualmente di ricucire un gap di dieci secondi su Dixon.

Palou incontra sulla sua strada il doppiaggio di Conor Daly, che tuttavia tiene un buon passo e non lo ostacola. Power dà fondo al boost a propria disposizione e recupera qualche secondo, ma non basta.

Palou taglia da vincitore il traguardo del Gran Premio dell’Alabama portando questo trofeo per la prima volta in casa Ganassi, team salito sul podio per dieci volte su questa pista ma mai sul gradino più alto. Power e Dixon completano il podio davanti a O’Ward, arrivato troppo tardi nella scia del sei volte campione IndyCar.

Ottime le rimonte di Bourdais, da 16° a quinto, VeeKay, da 14° a sesto con in mezzo l’incidente del primo giro, e Rahal, da 18° a settimo. Ottavo Ericsson, che si ferma subito dopo il traguardo col serbatoio vuoto, quindi Rossi e Grosjean.

Le classifiche

Immagine copertina: Chip Ganassi Racing Twitter

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Federico Benedusi
From Ostiglia, provincia di Mantova. Aspirante giornalista e appassionato di sport sin da bambino. Tante, forse troppe le categorie di motorsport che seguo, ma il mio sempre crescente desiderio di conoscere mi impone questo...

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