Indycar | Gateway 250s: vince Newgarden, ancora a podio O’Ward

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Newgarden controlla il messicano in una gara avara di emozioni e conclusa in regime di caution. 3° Power, Dixon gestisce

Se ieri ci aveva pensato Takuma Sato a regalare qualche emozione e dare pepe alla gara, nel secondo appuntamento in programma al WWT Raceway l’azione in pista si è concentrata esclusivamente alla partenza ed in occasione dei pitstop.

Assolutamente da rivedere in futuro, considerando anche i precedenti di Iowa ed Indianapolis, il pacchetto aerodinamico: le auto faticano a seguirsi da vicino e formano un inesorabile trenino. Diverso il discorso invece per i circuiti stradali, dove la situazione tecnica è ottimale.

Per quanto riguarda l’aspetto agonistico vero e proprio, è stato Josef Newgarden a passare per primo sotto alla bandiera a scacchi. La sedicesima vittoria in carriera per il pilota Penske è arrivata grazie ad una gara sempre nelle posizioni di testa, ma fondamentale è stato il lavoro dei meccanici ai box, che in occasione dell’ultimo dei 3 pitstop l’hanno rimesso appena davanti ad O’Ward. Una volta guadagnata la testa, si è trattato di non commettere errori e tenere a bada il pilota messicano.

Manca davvero solo la vittoria a Patricio O’Ward. Altra gara solida per Pato, che scattato dalla quarta casella al via è sempre rimasto in posizione da podio e si conferma ormai fra i grandi della categoria, mantenendo la terza piazza in campionato. L’Arrow McLaren SP deve lavorare ancora sui pitstop, ma i progressi compiuti dal team sono degni di nota.

A chiudere il podio c’è un altro pilota Penske, Will Power, il quale ha guidato la gara per diversi giri. In seguito all’ultimo giro di soste e ad un rischio corso nel doppiaggio di Andretti, l’australiano si è dovuto accontentare della terza piazza, che rappresenta comunque una rivincita dopo il disastro di ieri.

Gara fantastica per Rinus VeeKay (4°), risalito come una furia dalla diciottesima posizione fin dal primo giro, al termine del quale è transitato decimo. Per il rookie del Team Carpenter è il miglior risultato di sempre e arriva meritatamente, dopo aver già dimostrato in precedenza a sprazzi le sue qualità.

Quinto ed in gestione in ottica campionato ha concluso Scott Dixon, apparso meno in forma rispetto alla prima gara qui in Illinois. Scott ha approfittato delle scaramucce finali fra lo stesso VeeKay e Colton Herta (6°), che in approccio di curva 3 hanno rischiato il contatto. A farne le spese è stato Herta, che per evitare il contatto ha pure rischiato di finire a muro.

Miglior risultato sugli ovali per Rosenqvist, settimo, davanti ad un ottimo Daly in forze qui al Team Carlin. Sato non è riuscito a replicare la prestazione di ieri e si è dovuto accontentare della nona posizione, causando tra l’altro l’unica caution della serata a pochi giri dal termine con una leggera strisciata sul muro in curva 2. Chiude la top 10 Ferrucci, fantastico nei primi due passaggi a risalire il gruppo “around the outside”, stando tutto esterno sui marbles.

Giornata nera ancora una volta per il Team Andretti: detto di Herta, il migliore degli altri è stato Hunter-Reay in undicesima posizione, seguito da Rossi (14°), Andretti (15°) e Veach (22°).

Il campionato vede ancora saldamente in testa Dixon, che esce da questo weekend con 96 punti di vantaggio su Newgarden. O’Ward si conferma 3° a -119, seguito da Sato ed Herta che fa un bel salto in avanti. Prossimo appuntamento da confermare: si parla di una doppia gara a Mid-Ohio, prima di tornare ad Indianapolis per l’Harvest GP sul tracciato stradale.

Menzione speciale infine per Tony Kanaan: questa potrebbe essere stata la sua ultima gara in Indycar. Un pilota che ha contribuito a fare la storia dell’Indycar, con il suo talento ed il suo carisma. Grazie Tony.

Immagine di copertina da IndyCar Media/Joe Skibinski

MONOPOSTO by SAURO

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Lorenzo Esposito
Appassionato di motorsport fin da piccolo, cresciuto con i v8 e convivente con i v6. La mia nostalgia è colmata dall’Indycar, che adoro tutt’oggi, di cui mi occupo qui fra un compito e una gara su iRacing. Cerco di star positivo e non mollare mai

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